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Lavoro e giovani: la Spagna avanza, le Canarie retrocedono

“Non mi danno lavoro perché non ho esperienza e non ho esperienza perché non mi danno lavoro”. Il cane che si morde la coda, almeno nell’Arcipelago delle Canarie. Questo vale sia per i giovani con una formazione, che per quelli senza. Prima della crisi, nel 2008, alle Canarie c’erano 65.600 giovani con meno di 25 anni impiegati principalmente nel settore dei servizi (alberghiero, commercio, ristorazione ed edilizia). Otto anni più tardi, secondo i dati EPA del quarto trimestre, risultano impiegati solamente 36.000 giovani, che vuol dire la metà. Lo scorso anno è continuata la discesa del numero degli impiegati minori di 25 anni. Si parla del 12,4% rispetto all’anno precedente, come confermato da una relazione presentata da Randstad.

Diversa la situazione nel resto della Spagna, dove il tasso di occupazione nel 2016 è cresciuto del 2,2% rispetto all’anno precedente. I dati di Randstad coincidono con quelli del’EPA del IV trimestre 2016: oltre la metà dei giovani canari minori di 25 anni (uomini e donne) risulta senza impiego, anche se bisogna confermare che una quarta parte è inserita ancora nel sistema formativo (si parla principalmente di formazione professionale). Comunque la si voglia vedere, il trend positivo registrato nel 2016 alle Canarie con l’iscrizione alla Seguridad Social di oltre 14.000 impieghi, non riguarda la fascia d’età inferiore ai 25 anni.

Paradossalmente, mentre i giovani canari perdono peso nel mondo del lavoro, i loro concittadini di età superiore ai 45 anni sono tra quelli che più beneficiano della ripresa economica. La contrattazione a tempo indeterminato dei lavoratori di più di 45 anni è aumentata del 18% lo scorso anno, e in particolar modo nelle regioni autonome.

Le Canarie registrano per tre anni consecutivi (2014-2016) una crescita importante. Lo scorso anno è stata pari al 3,8%, come certificato dalla Autoridad Independiente de Responsabilidad Fiscal (AIReF), la terza autonomia in crescita sul PIL dopo le Baleari e la Comunidad Valenciana. Il settore dei servizi è quello dove figurano più giovani disoccupati ed è paradossalmente quello dove si registrano più impieghi tra i giovani nel resto del paese. Di fronte a questa situazione, il lavoro cresce tra i giovani nel resto del paese, di modo che risulta un aumento negli ultimi tre anni che raggiunge il 57,1% di tasso d’occupazione nel quarto trimestre 2016, di fronte ad un 49,4% di persone attive tra i 18 e i 25 anni nell’arcipelago, che si traduce in oltre 8 punti sotto la media nazionale. Tenendo conto del totale dei disoccupati alle Canarie, i giovani rappresentano il doppio in percentuale di disoccupazione. Così, mentre l’EPA registra un indice di disoccupazione del 24,9% nel 2016 (due punti in meno rispetto all’anno precedente), i giovani minori di 25 anni hanno perso lavoro in percentuale pari all’1,7%. Il 2008 rappresenta l’anno con il maggior numero di impiegati giovani in assoluto, quando lavoravano 65.600 persone minori di 25 anni. In Spagna, nel 2016 il numero di giovani occupati ha raggiunto la cifra di 816.000, con un aumento del 2,2% sull’anno precedente.

Dodici su diciassette comunità autonome hanno registrato un aumento dell’occupazione giovanile, mentre alle Canarie (come anche in Andalucia, Madrid, Aragona e Baleari) la stessa è retrocessa. Le comunità dove maggiormente è aumentata l’occupazione giovanile sono state Navarra, con un aumento del 66,7%, Asturias (18,4%), Cantabria (17,6%), Euskadi (15%). Randstad ha rilevato che nel complesso nazionale, il recupero dell’impiego giovanile si è riproposto negli ultimi tre anni perché nei sei anteriori c’erano state cadute importanti, arrivando a toccare percentuali di occupazione del 45,1% nel 2013, quando invece nel 2008 si registrava il 61%. In conclusione, Randstad conferma che gli impiegati con titolo di studio superiore sono quelli che registrano una percentuale di occupazione più alta, con un 66,6%.

La redazione

Fonte: canariasenhora

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