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Canarie : Viviendas Vacacionales

ViviTenerife: Vuol tornare sulo stesso argomento? Non ha paura di annoiare i lettori?

Giovanni Comoli: Sono sicuro di no perchè ci sono delle novità.

VT: Ah, sì? È cambiata la Legge?

GC: No la Legge è la stessa e il regolamento pure. Però hanno cambiato la modalità per iscrivere le proprietà nell’elenco delle Abitazioni Turistiche.

VT: Questa è la traduzione di Viviendas Vacacionales?

GC: Anche se il suo giornale offre agli italiani alle Canarie articoli in spagnolo perchè possano impratichirsi, e mi sembra una bella iniziativa, allo stesso modo, in un articolo scritto in italiano credo sia più corretto cercare di tradurre nella nostra bella lingua tutti i termini stranieri. Io uso sostituire “Vivienda Vacacional” con “Abitazione Turistica” però ho visto anche “Casa Vacanza” che mi sembra ugualmente corretta.

VT: Va bene! Dunque, parlava di novità!

GC: Sì! Come immagino Lei sappia, nel 2015 è stato modificato il regolamento dell’attività turistica dell’ospitalità, creando un nuovo tipo di alloggiamento extra alberghiero, cioè l’Abitazione Turistica. In questi mesi....

VT: Scusi se la interrompo.... che caratteristiche ha?

GC: ...Si tratta di un singolo appartamento, villetta o casa offerta al turista per brevi periodi.

VT: Quella che tipicamente si compra per mettere a reddito, no?

GC: Esatto! ...posso continuare? Le stavo spiegando che negli ultimi mesi vi sono stati diversi ricorsi al TAR delle Canarie, vinti in parte dai ricorrenti, e uno al Tribunale Supremo di Madrid che invece ha dato ragione al Gobierno de Canarias.

VT: Quindi il regolamento resta come è stato definito nel 2015?

GC: La Legge Quadro sul Turismo delle Canarie sarà comunque oggetto di revisione totale il prossimo anno. Pertanto, per il momento, l’unico e importante cambio è stata la modifica della procedura d’iscrizione.

VT: In che modo?

GC: Per potere iscrivere un’Abitazione Turistica, era necessario dotarsi di alcuni allegati fra cui un verbale d’assemblea o altro scritto legale che dimostrasse che il condominio non era contrario all’affitto turistico. Questo documento poteva far ritardare per molti mesi l’inizio dell’attività turistica dell’appartamento.

VT: E ora?

GC: Ascoltando anche l’opinione dell’Associazione dei Proprietari, ora tutto si riduce a una Dichiarazione Responsabile che in Spagna ha lo stesso valore della nostra autocertificazione.

VT: Cosa si certifica?

GC: Prima di tutto che la proprietà adempie con le normative urbanistiche, sanitarie e di igiene e con un minimo di parametri di qualità turistica stabiliti dal regolamento. Poi che il condominio non impedisce quest’attività, nè l’affissione di un cartello identificativo sulla porta. Inoltre bisogna impegnarsi sulla veridicità della pubblicità diffusa.

VT: Altro?

GC: Oltre al fatto che si dichiara che la proprietà non si trova in zona turistica, si devono certificare quattro impegni molto importanti: un numero di contatto telefonico locale disponibile per i propri inquilini almeno per 12 ore al giorno, l’apertura di una “Partita Iva” per la gestione dell’IGIC, l’impegno a comunicare alla Polizia i dati dei turisti alloggiati nonchè la rinuncia all’uso personale del proprio appartamento. La casa o è per turisti o resta a disposizione del proprietario.

VT: Allora è come essere un hotel?

GC: Perchè dovrebbe essere diverso? Se avessero regole differenti, ci sarebbe una concorrenza sleale mentre, come già detto in altre occasioni, l’affitto a breve termine è considerata un’attività economica a tutti gli effetti. Quello che mi tranquillizza è l’obbligo di dichiarazione dei dati alla polizia. A volte mi chiedo se i proprietari che affittano a sconosciuti in totale evasione, pensino mai alle conseguenze legali e morali di avere ospitato un terrorista.

VT: Non mi ci faccia pensare...!

GC: I quattro impegni prima esposti sono interessanti perchè, finalmente, farà venire fuori, non solo l’evasione, ma anche il lavoro sommerso di tutte quelle persone che offrono sottobanco servizi ai proprietari di immobili.

VT: Non la capisco... Perchè?

GC: Perchè la dichiarazione responsabile può essere presentata dal proprietario ma anche da un’agenzia immobiliare o società di servizi che ricevono la proprietà in affidamento. Visto che bisogna aprire una “Partita Iva”, fornire ai turisti un contatto locale, comunicare dati alla Polizia e che ci si deve limitare a considerare la proprietà come puro investimento, i proprietari, soprattutto se vivono all’estero, avranno la convenienza ad affidarsi a ditte regolarmente iscritte che faranno tutto questo per loro.

VT: Ha ragione! C’è altro da dire?

GC: Da quando è stata semplificata la modulistica, moltissimi proprietari hanno già regolamentato la loro attività e altri lo faranno a breve. Presto, per le Autorità di controllo e per il fisco, sarà molto più facile controllare se le proprietà pubblicizzate sulle varie pagine web sono iscritte negli elenchi di quelle dichiarate. Questo significa che l’attività abusiva sarà molto più facile da scoprire.

 

Giovanni Comoli - Tenerife

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