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Canarie: ZEC – Zona Especial Canaria: LUCI ED OMBRE

Antonina Giacobbe intervista Fabio Chinellato di “InfoCanarie Promotion and Consulting”

Già dai primi numeri di “Vivi Tenerife”, quindi 7 anni fa, abbiamo iniziato a divulgare informazioni sulla ZEC grazie agli articoli informativi ed alle disamine di Fabio Chinellato, titolare di “InfoCanarie Promotion and Consulting” www.infocanarie.com . Questo era inizialmente motivato da esigenze di divulgazione in merito ad una materia nuova per i più. L’intervista di oggi ha invece lo scopo di fare un po’ chiarezza data la moltitudine di informazioni attualmente disponibili; molte di queste però sono spesso non corrette, non aggiornate o presentate con formule troppo enfatizzate.

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Antonina Giacobbe: bene Fabio, da dove iniziamo?

Fabio Chinellato: Ciao Antonina; direi dalla tua premessa. Il Decreto Regio che regolamenta la ZEC, come tale è sicuramente chiaro; meno il metodo con il quale ultimamente viene presentata da Organismi NON Istituzionali con articoli, post e annunci via web per illustrarla. 

A.G.: iniziamo ad approfondire?

F.C.: Con dire che a mio avviso l’ultima riforma ci presenta una ZEC (giustamente) più ambiziosa che in passato, in linea con gli obbiettivi strategici de Gobierno de Canarias che punta sempre più in alto ed alla qualità per diversificare il proprio modello Economico. A mio avviso la riforma l’ha modificata in funzione di questi nuovi target.

A.G.: Intendi dire con la medesima filosofia per cui alle Canarie sono previste le costruzioni solo di Hotel 5 Stelle e Lusso e la riqualificazione di altre strutture ricettive?

F.C.: Esattamente Antonina; io credo che l’accostamento che hai fatto sia corretto. A supporto di questa analisi i comunicati stampa di Aziende di importante caratura internazionale recentemente insediatesi alle Canarie ed iscritte alla ZEC. Questo, mia convinzione, è la conseguenza del successo diplomatico/politico che la Zona Especial Canaria ha ottenuto dal punto di vista normativo: la concessione da parte dell’Unione Europea di poter far Autorizzare nella ZEC aziende operanti in settori ritenuti molto strategici tanto che l’UE li aveva precedentemente preclusi alla ZEC stessa.

A.G.: Quindi? Tutto bene ….. No?

F.C. : Direi di sì se facciamo gli opportuni distinguo e non si enfatizzano parte degli aspetti positivi dell’argomento. Elenco il più spinoso: “Tasse al 4% su utili d’impresa”; slogan che ormai si trova dappertutto.

In realtà il 4% d’imposta, in ottemperanza alla normativa sugli aiuti di stato, potrà corrispondere al massimo al 10% prendendo come riferimento il volume di affari per chi opera nei servizi e negli altri settori diversi da quello industriale per cui si considera invece un 17,5%. Il tutto disciplinato mediante una specifica tabella; questa contempla le isole di riferimento, diversi scaglioni di fatturato e posti di lavoro creati sino a giungere alla situazione per cui una azienda che ha creato più di 50 posti di lavoro avrà sicuramente TUTTO il suo utile tassato al 4%; diversamente NO.

A.G.: OK. Continuiamo?

F.C. : Parlando di requisiti: gli imprenditori devono sapere che il ruolo di Amministratore non può essere contemplato tra i posti di lavoro creati. Come anche che, in funzione del medesimo conteggio, i familiari diretti di soci non possono concorrere al numero di posti di lavoro creati.

A.G.: Altre cose da segnalare?

F.C. : La ZEC è uno strumento del REF Canario (Regime Economico e Fiscale); non il contrario. Da qui la compatibilità con altri strumenti del REF stesso (RIC, DIC, ecc. ecc.) come anche con la zona franca. Compatibili non vuol dire (sempre in riferimento alla normativa sugli aiuti di stato e/o per legislazione) che le agevolazioni si possono allegramente sommare; ogni singola situazione imprenditoriale va stigmatizzata e contestualizzata.

A.G.: Altre “anomalie” informative da segnalare?

F.C. : La delimitazione dell’insediamento di Aziende ZEC in specifici ambiti e/o perimetri. Questa restrizione, presente nella precedente versione della ZEC, non esiste più. Le aziende ZEC si possono insediare dove risulta essere per loro più conveniente sia dal punto di vista logistico, pratico, economico, strategico ecc. ecc.. Dovranno unicamente essere oculate sul fatto che l’attività che andranno a svolgere non abbia implicazioni e/o controindicazioni con disposizioni comunali, normative di medio ambiente ecc. ecc..

A.G.: Quale prospettiva per chi si trovasse spiazzato da quanto hai esposto?

F.C.: Prima di tutto l’imprenditore deve fare un’accurata verifica in merito all’adesione alla ZEC e non scartare a priori la cosa; vanno semplicemente fatte, supportati da professionisti preparati, delle simulazioni economiche e di pianificazione fiscale. Sapere che comunque ha la possibilità di sfruttare altri (assai) efficaci strumenti che il REF Canario mette a disposizione per abbattere di molto il già appetibile regime impositivo fino ad una aliquota % al una cifra (non azzerarla, per inciso, come mi è stato chiesto conferma da potenziali clienti perché così gli è stato riferito).

A.G.: Altro da aggiungere?

F.C.: In merito alle opportunità che la ZEC ed il modello fiscale delle Canarie può offrire credo che, salvo continuare ad aggiornare le informazioni in merito, non ci sia poi più molto da divulgare.

Per questo, dato che lo riscontriamo come errore d’impostazione iniziale tra gli imprenditori in origine non nostri clienti che successivamente ci chiedono di supportarli, riteniamo sia fondamentale prima di tutto dare un corretto orientamento ai progetti imprenditoriali in merito a:

  • - Concrete verifiche in merito al settore in cui si va ad operare e che lo stesso sia effettivamente ricettivo per le proposte che si vanno a formulare. Quindi una vera ricerca di mercato che comprovi la bontà delle proprie prime intuizioni.

  • - Che l’isola individuata, come anche la località, dall’imprenditore come luogo in cui insediarsi sia effettivamente adeguata allo scopo. Cito un paio di classici errori:

  1. a) Essere convinti che tutte le Canarie siano “porto franco”; non è così

  2. b) Mancate verifiche, sia circa l’isola che la località prescelta per l’insediamento, sull’affidabilità, velocità, copertura e livello di servizio delle infrastrutture telematiche

“Investire alle Canarie” vuol dire poter offrire agli imprenditori ed investitori una panoramica completa su dove convenientemente insediarsi e non forzatamente ricondurli solo in una specifica isola perché in quella si è strutturati e/o si ha l’adeguata expertise.

Per dar un primo servizio in riscontro pratico a quanto detto, abbiamo iniziato da Settembre 2016 a pubblicare tramite la pagina http://www.infocanarie.com/area-investimenti/169-cosa-aprire-alle-canarie-settori-economici-strategici-e-mercati-emergenti.htm. Si tratta di un contenitore, che verrà progressivamente arricchito, con articoli, Focus ed orientamenti in merito ai Mercati Emergenti ed ai Settori Economici Strategici ed in via di espansione alle Canarie. Chiaramente poi gli interessati hanno la facoltà di approfondire con InfoCanarie i vari argomenti e situazioni di proprio interesse.

Ringraziamo Fabio Chinellato per la disponibilità. Sarà nostra premura divulgare queste, riteniamo interessanti e strategicamente utili, informazioni, tramite i nostri mezzi di comunicazione Periodici “Vivi Tenerife” e “Vivi Gran Canaria”.

Antonina Giacobbe

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