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Sei residente alle Canarie? Ti tocca il 720!

VT: Ogni volta che parla di questo modello, mi rendo conto che è passato un altro anno!

Giovanni Comoli: Già! Siccome questo modello 720 va presentato entro il 31 Marzo di ogni anno, a Febbraio ne voglio sempre parlare perchè tutti abbiano il tempo di prepararsi.

VT: Mi ricorda a che serve?

GC: È una dichiarazione che tutti i residenti in Spagna, indipendentemente dalla propria nazionalità, devono presentare al fisco per informare dei beni posseduti all’estero.

VT: Per estero, si intende fuori dalla Spagna, vero?

GC: Mi fa sorridere perchè so che ha fatto questa domanda perchè possa spiegarlo ai lettori....! Un cittadino, anche se ha cambiato Paese di residenza, resta nell’animo italiano, francese o tedesco. Quando sente dire estero, la prima reazione è pensare ai Paesi esterni a quello in cui è nato. In realtà, quando si vive in un Paese, l’estero è qualunque altro Stato eccetto quello in cui si è scelto di stabilirsi.

VT: Però, non c'è differenza fra Canarie e Spagna, no?

GC: Per la loro particolare situazione, le Canarie godono di una fiscalità peculiare. Questo modello però è del fisco spagnolo centrale, per cui non fa differenza che si risieda ad Adeje o a Zaragoza.

VT: Si presenta ogni anno?

GC: No! La prima volta si presenta per comunicare l’entità del proprio patrimonio all’estero, poi solo se intervengono modifiche, cioè vendite od acquisti.

VT: Mi faccia capire! Se è informativa, che utilità ha per il fisco?

GC: Fa parte di un discorso di armonizzazione della fiscalità europea. Soprattutto con l’apertura delle frontiere, le persone hanno cominciato a spostare i propri investimenti in altri Paesi, scegliendo magari quelli con una tassazione più bassa. Se non si aggiungono questi redditi a quelli del proprio Paese di residenza, si finisce per evadere imposte.

VT: Può fare un esempio?

GC: Certo, però dobbiamo fare una precisazione. Quando una persona vive in uno Stato, subirà una pressione fiscale concorde con i servizi pubblici che riceve in cambio. Pertanto è corretto che, nel bene o nel male, sia totalmente sottoposto alla fiscalità di questo Paese.

VT: D’accordo, però non mi è ancora del tutto chiaro!

GC: Immagini un residente in Spagna che investe in titoli di Stato. Su quelli spagnoli pagherà un’imposta del 19%, su quelli italiani del 12,50%. Se può scegliere, dove investirà secondo lei?

VT: In Italia!

GC: Ovvio! Questo però innescherebbe una concorrenza sterile fra i Paesi Europei, ognuno dei quali abbasserà le proprie imposte per acquisire investitori esteri. Alla fine tutti gli Stati avranno solo perso gettito fiscale.

VT: Comincio a capire! Se si obbligano invece i cittadini a dichiarare gli investimenti esteri, li si obbliga a pagare la differenza delle aliquote.

GC: Esatto! Per essere equiparato ai concittadini dello stesso Paese, un contribuente dovrà pagare la differenza a Spagna per arrivare all’aliquota prevista qui per quel tipo di reddito.

VT: Quindi non è del tutto vero che il 720 è solo informativo?

GC: In quanto modello 720 sì che lo è! Però se un contribuente dichiara di possedere un immobile in un Paese straniero, il fisco si aspetterà di trovare il relativo reddito catastale o l’affitto nella successiva dichiarazione dei redditi di Giugno.

VT: Quindi lei consiglia di presentarlo?

GC: Non solo lo consiglio, lo raccomando! Fra l’altro, per i nuovi residenti si trasforma in un efficace meccanismo di tutela fiscale.

VT: Adesso mi confonde!

GC: Altro esempio? Un italiano è venuto a vivere nel corso del 2017 a Tenerife. Ha preso il cosiddetto NIE verde e si è regolarmente iscritto all’AIRE. In Italia ha lasciato la sua prima casa. Entro il 31 Marzo 2018, dovrà presentare il modello 720 per dichiarare il possesso di questo immobile. Nel 2019 venderà questa casa e trasferirà i soldi a Tenerife per comprarsi un appartamento in cui vivere. All'inizio del 2020, presenterà un modello 720 per comunicare l’avvenuta vendita.

VT: Ancora non capisco il concetto della tutela!

GC: In Europa tutti i movimenti bancari sono monitorati. Pertanto quel bonifico del 2019 fra Italia e Spagna farà scattare un allarme, allarme che rientra immediatamente quando si verifica che si tratta dei proventi di una regolarissima vendita immobiliare. Se non si ha presentato il modello 720 all’entrata, è altamente probabile che il bonifico comporti un accertamento fiscale per escludere che si tratti di lavoro nero, riciclaggio o fondi in paradisi fiscali.

VT: Vuole aggiungere qualcosa?

GC: Si! In Italia la dichiarazione dei beni posseduti all’estero, si fa congiuntamente alla dichiarazione dei redditi a Giugno. Pertanto non fa parte del nostro conosciuto ma questo non deve indurre, soprattutto ai nuovi residenti dal 2017, a dargli poca importanza: Spagna è molto più attenta che Italia sui beni e sulle variazioni patrimoniali al punto che la mancata o ritardata presentazione di questo modello, comporta le sanzioni più alte del sistema fiscale spagnolo.

Giovanni Comoli - Tenerife

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