LETTERA AL DIRETTORE: Riflessione

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Vivi Tenerife, prezioso notiziario e vademecum di informazione per gli italiani

Sul periodico in lingua italiana di “ViviTenerife” si legge in apertura che l’obiettivo principale vuole essere uno strumento di contatto, un punto di incontro tra la cultura enogastronomica, settore immobiliare e fiscale etc.., per affiancare la nostra lingua a quella del Paese in cui ci troviamo come residenti o turisti. Inoltre nel sito di vivilecanarie.com si possono trovare inserite, quasi giornalmente, le ultime notizie che riguardano l’isola di Tenerife.

Prendo spunto proprio da queste indicazioni che mi suggeriscono di soffermarmi sul nostro meraviglioso Paese Italia apprezzato all’estero più di quanto non lo sia dagli italiani. Bisogna viaggiare molto per renderci conto di quanto siamo invidiati, in senso buono, naturalmente, per le nostre eccellenze che vanno dall’arte alla cucina, dalla fantasia al carattere aperto e solare, dalla genialità alla bellezza, qualità che sono il risultato di secoli e secoli di storia e di cultura, stratificate nell’individuo e quindi espresse in ogni campo. Dovremmo essere più consapevoli e mettere a frutto con intelligenza il privilegio ed il credito di cui godiamo nel mondo mentre l’animo di noi italiani è spesso disfattista lamentandoci sempre più sulle negatività senza apprezzarne le positività.

Nel mio soggiorno a Tenerife ho dialogato piacevolmente con gente del luogo, incontri fortuiti, dovuti al caso oppure cercati da alcuni che sentendoci parlare ci hanno riferito della loro esperienza italiana, si trattava di ex impiegati o lavoratori con precedenti lavorativi a Milano od a Roma ed erano “encantadi” del nostro idioma, del gusto della conversazione, dalla delizia e soddisfazione del nostro incontro lasciandoci stupiti dalla loro gentilezza.

Questi sono certamente i motivi che mi spingono a trovare ospitalità nel periodo invernale a Santa Cruz de Tenerife, dove la vera sapienza non sta nel saper dare tutte le risposte ma nel capire tutte le domande e nel riconoscerci “tutti fratelli di questo mondo” sentirci legati a chi ci è vicino senza distinzione del colore della pelle,della lingua e della provenienza in quanto la vita è come una strada ” in tanti potranno starti vicino, ma nessuno potrà camminare per Te” e, per quanto difficile possa essere la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare “guardare le stelle invece dei propri piedi” (S.Auwking).

La vita è un capolavoro sempre da scoprire, da vagliare e da desiderare, a tutte le età, la vita ha sempre cose nuove da dirci e da darci, perchè continuare a vivere con ritrovata vitalità ci conduce ogni giorno, ogni momento a nuove scoperte che ci aiutano ad andare avanti e farci capire i segnali della vita che sono in noi, a volte latenti ma che ci spingono poi ad esplodere perchè la nostra esistenza è legata alla ricerca sempre di nuove sensazioni, a nuove emozioni che fanno vibrare forte il nostro cuore.

Il pensatore Pascal ci ricorda che si fugge da se stessi perchè si ha paura di trovarsi soli con se stessi, cui è ammesso il pericolo di sentire il vuoto della propria anima. Da queste narrazioni sono sempre più spinto a ricercare nel racconto l’esplorazione dell’intimo umano in quanto avverto intorno a me, sempre più spesso, l’indifferenza sociale che colpisce ad ogni età, in ogni luogo la persona e l’umanità.

Oggi la sensibilità è armonia di pochi dove la logica dell’interesse personale a scapito “dell’altro” lascia una scia di indifferenza, di noncuranza e disinteresse ai problemi del prossimo mentre la parola, il dialogo,  la conversazione sono energia allo stato puro che diventa “poesia” per chi sa apprezzare i valori della vita.

giannimperia

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