Russia 2018 – la febbre mondiale per le figurine Panini – ma soprattutto una domanda: per chi tiferanno gli italiani?

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Una vera e propria febbre da collezione che ha invaso l’intero globo, dal Messico alla Spagna, dall’Argentina alla Germania. Numeri da record: l’album digitale Panini, Panini Digital Sticker Album, sponsorizzato dalla Coca Cola, ha raggiunto la cifra di quattro milioni di collezionisti in tutto il mondo, superando l’edizione di Brasile 2014 di oltre un milione di giocatori, quando i numeri della prima versione digitale della Panini registrarono tre milioni di download e un milione di album completati. Contemporaneamente erano stati “aperti” 195 milioni di pacchetti e scambiate oltre 243 milioni di figurine.

Per Russia 2018, sono già 115 milioni gli scambi effettuati da quando l’album è stato pubblicato, in versione digitale, sia su PC, che su Smartphone. Anche la Fifa ha lanciato una campagna sulla rete con l’hashtag #GotGotNeed (“ce l’ho/manca”), per gli utenti che hanno scaricato la versione. Ma non solo: c’è anche una pagina ufficiale per lo scambio virtuale delle figurine, dall’emblematico nome (paniniadrenalyn.com), dove creare un account e cominciare a scambiarsi le figurine dei giocatori. Ma la passione non è solo digitale. Anche la vecchia versione cartacea, quella che tutti ci portavamo a scuola, fa strage di adepti in tutti i continenti, e strage di numeri, su cui appassionati, ma anche matematici discutono.

Quanto costa completare l’Album di figurine Russia 2018? Naturalmente il prezzo cambia di paese in paese e in alcuni paesi si tiene conto anche dell’inflazione. La rivista Forbes conferma che in Messico, per esempio, l’edizione di quest’anno è aumentata del 100% rispetto a quella di quattro anni fa, e gli utenti su twitter si sbizzarriscono in commenti e battute, se sia più caro completare l’Album o andare direttamente in Russia. Secondo il matematico britannico Paul Harper, dell’Università di Cardiff (Galles), completare l’album dei mondiali di Russia costerà in media 773,60 Sterline (883,60 Euro al cambio, ma il prezzo effettivo in Italia sarebbe di 676,90 Euro), il doppio rispetto alla versione degli Europei del 2016. Il prezzo del pacchetto con cinque figurine è aumentato da 50 Pence (0,57 Euro) a 80 Pence (0,70 Euro). Ipotizzando che una persona compri 137 pacchetti, e che nessuno contenga figurine doppie (cosa altamente improbabile), la collezione costerebbe 109,6 Sterline (pari a 125,10 Euro). Harper ha creato una formula che include il numero minimo di figurine ripetute per riempire l’album.

Secondo la sua tesi, ogni collezionista dovrebbe comprare una media di 4.832 figurine, pari a 967 pacchetti, per completare l’album, anche se riconosce l’esistenza della variante assolutamente più economica di scambiare le figurine doppie con altri amici e conoscenti. Nel caso di un circolo di 10 persone, completare l’album costerebbe circa 282 Euro a persone. Ma anche in questo caso, e come conferma la stessa Panini, i dati sono difficilmente comprovabili, perché si riferiscono ad un utente ipotetico che non abbia possibilità di scambiare figurine con altri utenti, non abbia accesso ad Internet, né sappia che la stessa azienda modenese offre la possibilità di completare l’album, acquistando determinate quantità di figurine a parte.

A prescindere dal reale costo dell’album Panini, una cosa è certa: l’Italia non giocherà. Per la prima volta dal 1958 non ci siamo qualificati alla fase finale dei mondiali. Per chi faremo il tifo? Per chi risiede in un paese straniero, può rappresentare la vera prova d’integrazione. Tiferemo per il paese che ci ospita? Ci siederemo con i tifosi locali a trepidare nei bar, davanti allo schermo gigante? O tiferemo per le squadre outsider, come per esempio l’Islanda, la piccola nazione che già fece strage di cuori di tifosi agli Europei di Francia, nel 2016? Faremo gli scongiuri affinché non vincano né Brasile, né Germania, non vogliamo certo che allunghino la distanza tra il loro numero di trofei vinti e il nostro. Assisteremo ad arbitraggi dubbiosi? Altri “Moreno” causeranno attacchi cardiaci a tifosi della squadra perdente? Vedremo televisori volar fuori dalla finestra? Riuscirà l’inno ufficiale, la canzone di Jason Derulo, a diventare tormentone dell’estate? Ma soprattutto: chi è Jason Derulo? Torneranno negli stadi le assordanti trombette sudafricane? Sboccerà l’amore tra qualche campione e la celebrity di turno? A proposito, pare che Shakira e Piquè stiano affrontando la crisi del quarto anno.

La grande consolazione, per noi italiani che viviamo all’estero, è che non dovremo affrontare gli sfottò in caso di sconfitta. Perché indescrivibile è l’umiliazione del lunedì mattina, dopo che il sabato precedente si è persa una finale, e bisogna affrontare l’esercito compatto dei colleghi di lavoro, che fa fronte unico contro di te. E tu, sei l’unico italiano, non hai altra spalla italiana su cui piangere. Falangi interminabili ed agguerritissime, pronte ad infierire senza pietà sull’italico nemico, esausto e depresso.

No, questa volta no: finalmente ci godremo un Mondiale senza soffrire, e che vinca il migliore!

Francesca Passini

Sitografia: abc.es; calcioefinanza.it; clarin.com; forbes.com.mx; lanacion.com.ar; mondiali.it

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