Alla redazione. Volevo solo reagire all’affermazione seguente: l’italiano una lingua importante. Viene prima del francese

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Volevo solo reagire all’affermazione seguente: l’italiano una lingua importante. Viene prima del francese(sic) Ho letto con interesse l’articolo seguente : L’italiano ha un peso importante, è la quarta lingua più studiata sul periodico Vivi Tenerife di Novembre 2018

Quest’affermazione è completamente falsa visto che il francese è, nel mondo, di gran lunga più studiato dell’italiano. Inoltre, il francese è une lingua con un sviluppo tremendo visto che ci saranno 700 milioni di locutori del francese nel 2050, tra l’altro a causa della demografia africana e del progresso scolastico.

Un secondo punto molto importante è che il francese avrà anche un grande sviluppo in Europa visto che soppianterà l’inglese nelle istituzioni europee. In effetti,  l’Irlanda ha scelto l’irlandese come lingua di comunicazione con l’UE e Malta il maltese. Ciò significa che quando il Regno Unito lascerà l’UE, l’inglese perderà automaticamente la sua ufficialità, e ciò alla luce dei testi in vigore (un paese, una lingua). Questa scomparsa è tanto più logica in quanto, nella nuova Unione europea che nascerà il 30 marzo 2019, il peso geopolitico dell’inglese sarà quasi zero. 

Non sarà più la lingua di comunicazione di nessun paese e sarà parlata come lingua madre da solo cinque milioni di abitanti (gli irlandesi). Avrà quindi meno parlanti madrelingua che ungherese o slovacco ed è quindi destinato a scomparire. E il francese è in ottima posizione per sostituirlo. In un dispaccio pubblicato da AFP la scorsa domenica, si dice che l’80% dei dipendenti della Commissione europea conosce già il francese. 

Più significativamente, la Commissione ha affermato che il francese è ora presente in quasi tutte le riunioni, il che a quanto pare non era il caso prima. Questa perdita dell’inglese sarà quindi molto vantaggiosa per il francese, che diventerà meccanicamente la lingua franca all’interno delle istituzioni europee, e dopo quella degli europei, perché le tre capitali europee (Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo) sono francofoni e molti paesi europei fanno parte dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia o vogliono farne parte

Il ritorno del francese si baserà anche sui seguenti due elementi geopolitici :
1) Il numero di parlanti di lingua francese nel mondo continua ad aumentare e raggiungerà i 700 milioni nel 2050, tra l’altro a causa della demografia africana e del progresso scolastico. Pochi sanno, ad esempio, che il più popoloso paese francofono del mondo non è più la Francia ma la Repubblica Democratica del Congo, con 85 milioni di abitanti (180 milioni nel 2050).
2) Secondo l’istituto economico tedesco di Colonia, la Francia soppianterà economicamente la Germania non più tardi del 2035, grazie alla sua crescita demografica. Questo sondaggio mostra anche che la popolazione francese dovrebbe raggiungere 78,9 milioni di abitanti entro il 2050, mentre quella della Germania non supererà i 71,4 milioni di abitanti
jeuneafrique.com

Non dimentichiamo anche che l’egemonia attuale dell’inglese in Europa fa guadagnare 10 miliardi di euro alla Gran Bretagna, soldi che vengono dalle tasche degli altri Europei: letemps.ch

Cordiali saluti

Daniel De Poli

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Gentile Signor De Poli,

anzitutto dire che ci fa piacere avere lettori così attenti. La Sua e-mail ci ha spronato ad addentrarci nel labirinto delle statistiche. Il nostro Ministro degli Affari Esteri ha effettivamente affermato che l’italiano è la quarta lingua più studiata nel mondo, ma non si evince su quali dati basi questa affermazione. Le Sue osservazioni ci hanno regalato invece diversi spunti di riflessione ed è comunque indubbio che il francese abbia una valenza politica diversa rispetto all’italiano, e soprattutto prospettive di sviluppo particolarmente rosee, tenendo conto anche delle previsioni politiche, strategiche e demografiche da Lei menzionate. Questo nel contesto europeo (e successivamente afro-europeo), è di facile comprensione. Ci riserviamo invece qualche dubbio sul fatto che il francese possa soppiantare l’inglese a livello globale. Gli scenari sono aperti e facilmente suscettibili ai cambiamenti. Se è vero che l’Africa è il continente a maggior crescita demografica, è altrettanto vero che la maggior parte dei paesi africani hanno più lingue, e più lingue ufficiali. Pensiamo al caso dell’Algeria, dove il francese ha perso lo status di lingua ufficiale, o più sorprendentemente alla Nigeria (cinque lingue ufficiali, tra cui l’inglese, ma non il francese): è il paese che primeggia nelle previsioni economiche e demografiche, e pare arriverà nel 2050 a raggiungere i 440 milioni di abitanti, superando gli Stati Uniti. Alcune previsioni dicono che addirittura, nel 2100, potrebbe superare la Cina, diventando, dopo l’India, il secondo paese più popoloso al mondo (motherboard.vice.com). In tutto questo, il nostro amato italiano, non viene nemmeno citato, e dovremo farcene una ragione. Ma un gentile lettore dal cognome italiano, che vive in Francia, in una cittadina dal nome tedesco, e che legge un periodico italo-canario, ben saprà che le lingue hanno vita e sviluppo non sempre prevedibili, ma seguono libere e malleabili l’arbitrio della vita. La ringraziamo, Signor De Poli, per averci dedicato le Sue considerazioni e perché ci siamo regalati conseguentemente, un paio d’ore d’immersione in tematiche interessanti, oltreché importanti, e sulle quali dovremmo riflettere più spesso, invece che rinchiuderci nel nostro orticello.

Voglia ricevere i nostri più cordiali saluti.

Antonina Giacobbe e redazione

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