Nelle Canarie, accanto alle spiagge e al sole, sopravvive un universo più silenzioso e profondo: quello delle creencias populares. Non si tratta di folklore da cartolina, ma di un patrimonio culturale vivo che intreccia conoscenze empiriche, pratiche rituali e credenze tramandate oralmente nel corso dei secoli.
La sanazione popolare nelle Isole Canarie rappresenta un'intersezione tra conoscenza empirica, credenze culturali e pratiche rituali che configurano i processi di salute e malattia. E queste pratiche, lungi dall'essere residui del passato, continuano a essere esercitate in alcuni luoghi dell'arcipelago, sebbene siano al limite della scomparsa.
Le "malattie culturali": quando il corpo parla la lingua della comunità
Tra le afflizioni trattate dalle santiguadoras troviamo il mal de ojo (malocchio), il susto (spavento), il "buche virado" e l'erisipela. Queste non sono riconosciute dalla biomedicina, ma hanno piena validità all'interno del sistema culturale canario.
Il mal de ojo è una delle malattie culturali con maggiore radicamento nelle isole e si attribuisce a persone con "fuerza de vista" — una mirada di invidia che causa il male. I sintomi includono pianto ingiustificato nei bambini, febbre e forti dolori alle ossa. Altre afflizioni culturali comuni sono la culebrilla, il mal aire, il sol (insolazione) e l'empacho.
Il ricercatore Javier Prieto González, nel suo lavoro di dottorato pubblicato nella rivista accademica Ensamblajes (2025), sottolinea che queste pratiche di sanazione e santiguazione, attraverso elementi fisici, simbolici e magici, mantengono rilevanza culturale e continuano a essere praticate.
Le santiguadoras: custodi di un sapere non scritto
La relazione della santiguazione nelle Canarie si dà esclusivamente nel cattolicesimo, risultato di un sincretismo tra le credenze native precoloniali e il cristianesimo imposto dalla conquista. L'officio delle santiguadoras si apre come variante del curanderismo canario, centrandosi sulla cura e liberazione dei mali causati dalle malattie culturali.
Il catolicismo popolare opera come substrato di idee, credenze e pratiche nell'attività sanatrice delle santiguadoras e curanderi delle Canarie. Non si tratta di figure esoteriche o maghe nel senso spettacolare del termine: sono donne — perché nella ricerca è emersa chiaramente la femminilizzazione della sanazione — che "sanno".
Domingo García Barbuzano, nel suo libro di riferimento Prácticas y creencias de una santiguadora canaria (1981), documenta il caso di Doña Eloína Expósito Mendoza, conosciuta come Seña Lugina. Impiegava una croce di legno di "cornical" e curava malattie come il mal de ojo, l'erisipela, le carni aperte, il fuego salvaje, il mal aire, la nigua, la culebrilla, il sol, il susto e l'empacho.
La parola che cura: i santiguados
Il potere delle santiguadoras non sta negli oggetti, ma nella parola rituale. Si ricorre a formule e strategie che da un lato stabiliscono una comunicazione con il divino e dall'altro implicano un sistema di scambio, dove giocano un ruolo rilevante le preghiere, il santiguado e le offerte votive.
Un esempio concreto è riportato nella Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes, che raccoglie testimonianze orali. Il santiguado per il mal de ojo inizia così: "Yo te santiguo en el nombre del Padre, del Hijo y del Espíritu Santo, que te corto el mal de ojo, susto o disgusto, pero no te lo corto con cuchillo, ni con hierro amartillado, sino con la palabra de Dios y el Espíritu Santo". Il rituale prevede che si ripeta il processo tre volte, accompagnato da tre Padrenuestros.
Quando si visita una santiguadora si accede a uno spazio intimo dove è possibile mostrare vulnerabilità e condividere. Non si tratta solo di cura fisica, ma di un processo che restituisce senso e dignità alla sofferenza.
Trasmissione e rischio di scomparsa
L'officio si insegna di generazione in generazione per via orale, nella maggior parte dei casi da madri a figlie, sebbene in molte altre occasioni siano le vicine a insegnare a santiguar. Questo sapere non trova spazio nei racconti ufficiali della cultura e non si impara dai libri: si eredita, si osserva, si custodisce.
Nona Perera, direttrice generale del Patrimonio Culturale delle Canarie, ha dichiarato che "da decenni percorriamo il sentiero delle perdite del patrimonio oralizzato, e solo occasionalmente ci fermiamo per conoscere, comprendere, documentare e diffondere la conoscenza accumulata durante secoli".
Per questo motivo, dal 2021 la Direzione Generale del Patrimonio Culturale promuove un progetto di archivio audiovisivo sulle persone che praticano la curanderia nelle Canarie, con una serie di 12 interviste in formato audiovisivo e alta definizione a santiguadoras, curanderas e levatrici. La regista Beatriz Chinea ha realizzato un documentario che ha ricevuto decine di migliaia di visualizzazioni, dimostrando l'interesse pubblico verso questo patrimonio.
Un patrimonio che resiste
Raccontare le credenze popolari significa dare voce a una parte intima dell'identità canaria. Le pratiche di sanazione e santiguazione mantengono vigore e dimostrano rilevanza culturale, soprattutto nei contesti rurali e familiari.
In un mondo sempre più razionale e veloce, queste credenze ci ricordano il bisogno umano di protezione, significato e legame con ciò che non possiamo spiegare del tutto. Non sono curiosità pittoresche, ma forme di resistenza culturale: modi per affrontare l'incertezza della vita in territori segnati da vulcani, oceano e isolamento storico.
Le santiguadoras non sono streghe né maghe: sono depositarie di un sapere millenario che merita rispetto antropologico e attenzione istituzionale. La loro memoria è parte integrante dell'identità canaria, e proteggerla significa proteggere la diversità culturale dell'arcipelago.
Fonti:
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Prieto González, J. (2025). "Los procesos empíricos, simbólicos y mágicos en la sanación popular de Canarias". Ensamblajes. Revista de Antropología Predoctoral.
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García Barbuzano, D. (1981/2017). Prácticas y creencias de una santiguadora canaria. Centro de la Cultura Popular Canaria.
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Gobierno de Canarias (2021). Proyecto documental "Curanderas canarias, tradiciones de sanación".
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Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes. "Creencias y supersticiones canarias: testimonios orales".