Gli eSports sono diventati una delle espressioni più evidenti di come l’intrattenimento si sia spostato verso piattaforme digitali e comunità online. La loro forza non sta solo nella competizione, ma nel modello “nativo streaming”: il pubblico non guarda passivamente, commenta, co-produce contenuti, segue player e team come influencer. Questo ecosistema ha creato un’industria che vive di sponsor, diritti, eventi, merchandising e contenuti.
Un passaggio chiave, sul piano simbolico, è arrivato con il Comitato Olimpico Internazionale. Nel 2023 l’IOC ha organizzato la Olympic Esports Week e nel luglio 2024 ha annunciato gli Olympic Esports Games, come ulteriore formalizzazione del percorso di avvicinamento. Però qui è fondamentale la precisione sul “caso reale”: l’evoluzione non è lineare. Nel 2025, Reuters ha riportato che la partnership IOC–Arabia Saudita, annunciata come parte del progetto, è stata chiusa in anticipo e che l’IOC stava rivedendo strategia e modello di partnership. Questo mostra una cosa importante: l’istituzionalizzazione degli eSports è in corso, ma è ancora un terreno negoziale e politico.
Sul versante economico-mediatico, un caso reale che rende l’idea della scala raggiunta è l’Esports World Cup a Riyadh, con prize pool record superiore ai 70 milioni di dollari secondo Reuters, segno di come capitali pubblici e strategie nazionali di diversificazione economica stiano entrando nel settore. Questo tipo di investimento cambia la geografia del potere negli eSports e crea nuove opportunità, ma anche nuove dipendenze e discussioni reputazionali.
Il ruolo delle piattaforme è altrettanto concreto. I report di analisi dello streaming mostrano crescite importanti di ore guardate su YouTube Gaming e indicano che grandi tornei eSport contribuiscono direttamente ai picchi di viewership, rendendo evidente che eSports e streaming sono ormai un unico sistema.
Accanto alla crescita, emergono le criticità tipiche di un’industria giovane: tutele contrattuali disomogenee, carriere brevi, pressione prestazionale. Qui i casi reali vengono dalla ricerca scientifica: studi recenti hanno analizzato burnout, resilienza e coping negli eSports, segnalando che lo stress competitivo non è “meno serio” solo perché digitale. La maturità del settore, nei prossimi anni, si misurerà anche su questo: regole, salute, sostenibilità delle carriere e trasparenza.