Capodanno Cinese: tradizione, simboli e significato

Scritto il 17/02/2026
da Redazione

Ogni anno, in un momento compreso tra la fine di gennaio e la metà di febbraio, circa 1,4 miliardi di persone si fermano. Si fermano per tornare a casa, per sedersi attorno a una tavola, per guardare il cielo illuminarsi di fuochi d’artificio. Il Capodanno Cinese — o Chunjie, la Festa di Primavera — è la più grande migrazione umana annuale del pianeta e, al tempo stesso, uno dei rituali culturali più ricchi di significato della storia dell’umanità.

Un calendario antico: le radici lunari della festa

Il Capodanno Cinese segue il calendario lunisolare tradizionale, che misura i mesi in base ai cicli della luna e l’anno in base al ciclo solare. Questo è il motivo per cui la data cambia ogni anno nel calendario gregoriano. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi: le prime celebrazioni risalgono alla dinastia Shang, circa 3.500 anni fa, quando i riti erano legati all’agricoltura e alla venerazione degli antenati.

La festa non dura un giorno, ma un intero ciclo di quindici giorni, che culmina con la Festa delle Lanterne al plenilunio. Ogni giorno ha i suoi riti, i suoi cibi, i suoi divieti e i suoi buoni auspici. È un tempo sospeso, in cui il presente si connette al passato e si apre al futuro.

Il Chunyun, il periodo di migrazioni attorno al Capodanno Cinese, è il più grande movimento umano su scala planetaria: circa 3 miliardi di spostamenti in quaranta giorni, mentre i cinesi rientrano nei luoghi natii per le festività.

La vigilia: la grande pulizia e la cena dell’unità

Nei giorni precedenti il Capodanno, le case vengono pulite accuratamente da cima a fondo. Non si tratta di un gesto puramente igienico: è un rito di purificazione simbolica, un modo per spazzare via la sfortuna e le energie negative dell’anno passato e fare spazio a ciò che verrà. Una volta iniziato il nuovo anno, però, si smette di pulire, per evitare di “scopare via” la buona fortuna appena arrivata.

Il momento centrale del Capodanno è la Cena della Vigilia, il Nian Ye Fan. I parenti si riuniscono attorno alla tavola, spesso dopo viaggi lunghissimi. In Cina, il menu varia enormemente da regione a regione, ma ogni piatto porta con sé un significato augurale codificato nei millenni. I ravioli jiaozi, che assomigliano alle monete d’oro antiche, simboleggiano la prosperità. Il pesce intero rappresenta l’abbondanza (la parola pesce, “yú”, è omofona di “surplus”). I noodles lunghi evocano la longevità. I mandarini e le arance portano fortuna per la loro somiglianza fonetica con le parole che indicano oro e fortuna.

I simboli: rosso, rumore e drago

Il rosso domina l’estetica del Capodanno Cinese. Non è una scelta estetica casuale: nella tradizione cinese, il colore rosso è associato alla fortuna, alla gioia e alla protezione. Secondo la leggenda, il mostro Nian, da cui deriva il nome della festa, fuggiva di fronte al colore rosso, ai rumori forti e alle luci intense. Da qui derivano tre dei simboli più iconici della celebrazione: le decorazioni rosse, i fuochi d’artificio e le lanterne.

Le buste rosse, le hongbao, sono uno dei gesti più amati. Tradizionalmente riempite di denaro in importi augurali, vengono donate ai bambini e ai non sposati dagli adulti e dai più anziani. Nell’era digitale, il rito si è trasformato: l’app WeChat ha permesso lo scambio di hongbao digitali, una pratica diventata così popolare che durante il Capodanno del 2021 sono stati inviati 780 milioni di buste rosse virtuali in un solo giorno.

Le danze del drago e del leone

Le danze del drago e del leone sono tra gli spettacoli più suggestivi delle celebrazioni. Il drago — creatura benigna nella mitologia cinese, simbolo di potere, buona fortuna e prosperità — viene rappresentato da decine di danzatori che muovono in sincronia un lungo corpo colorato su pali. Più lungo è il drago, maggiore è la fortuna che porta. La danza del leone, più acrobatica e coinvolgente, è invece associata alla protezione e all’allontanamento degli spiriti maligni.

Lo zodiaco cinese: l’anno come specchio del carattere

Ogni anno nel calendario cinese è associato a uno dei dodici animali dello zodiaco: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane, Maiale. Il ciclo si ripete ogni dodici anni, e si ritiene che le persone nate in un anno specifico ne portino le caratteristiche. Il Drago è l’animale più fortunato, gli anni del Drago vedono spesso un’impennata delle nascite nelle famiglie cinesi.

Questa dimensione astrologica rende il Capodanno anche un momento di riflessione personale. Si guarda all’anno passato con gratitudine, e si affaccia al nuovo con intenzioni rinnovate, quasi come un bilancio spirituale dell’esistenza.

Il Capodanno Cinese non è solo la festa di un popolo: è oggi celebrato in ogni angolo del mondo, nelle Chinatown di New York, Londra, Sydney e Milano, e in molti paesi in cui le comunità cinesi hanno portato le loro tradizioni. È diventato un patrimonio dell’umanità.

Il tempo che si rinnova

In un’epoca segnata dall’accelerazione e dall’ansia da prestazione, il Capodanno Cinese offre un modello alternativo: il tempo come ciclo, non come freccia; il rinnovamento come rito collettivo, non come obiettivo individuale; la famiglia come centro gravitazionale dell’esistenza. È una festa che invita a fermarsi, a guardare indietro con gratitudine e avanti con speranza.

Che si tratti di assaggiare i jiaozi in un ristorante cinese, di osservare la danza del drago in piazza o semplicemente di accogliere il cambiamento con la stessa apertura d’animo con cui milioni di persone in tutto il mondo festeggiano il nuovo anno lunare, il messaggio è universale: ogni fine è un inizio. E ogni inizio merita di essere celebrato.