I numeri del turismo alle Canarie: tutto sale, tranne i salari
Il turismo delle Isole Canarie nel 2025 macinava record su record. I dati dell'Instituto Nacional de Estadística (INE) mostrano che a luglio 2025 i prezzi degli hotel nell'arcipelago sono cresciuti del 9% su base annua — il ritmo più rapido di tutta la Spagna, il doppio della media nazionale del 5%. Le tariffe medie giornaliere (ADR) hanno raggiunto i 140 euro per camera occupata, con un fatturato per camera disponibile (RevPAR) salito a 116 euro. Sull'intero anno, l'arcipelago si avvia a chiudere il 2025 con oltre 18 milioni di visitatori stranieri — circa un milione in più al mese rispetto a una popolazione residente di 2,2 milioni.
Il turismo rappresenta oltre il 35% del PIL delle Canarie — e quattro lavoratori su dieci nell'arcipelago ci lavorano. Eppure la distribuzione di quella ricchezza è il nodo irrisolto. Come sintetizza Guillermo, guida locale di Gran Canaria intervistato da Euronews, la maggior parte dei profitti lascia l'isola, finendo nelle casse di grandi catene alberghiere straniere. I salari del settore turistico nelle Canarie sono tra i più bassi della Spagna. Il turismo di massa porta flussi di cassa, ma non costruisce ricchezza locale.
“Vogliamo che una buona parte del reddito creato dal turismo vada alla popolazione locale. La maggior parte dei benefici va fuori dall'isola, alle aziende straniere. — Guillermo, guida locale di Gran Canaria (Euronews, febbraio 2025)”
Canarias tiene un límite: le proteste e cosa chiedono davvero i residenti
Il 18 maggio 2025, più di 60.000 persone sono scese in piazza simultaneamente nelle otto isole dell'arcipelago, con lo slogan Canarias tiene un límite. Non è stata la prima volta: manifestazioni simili avevano già attraversato le Canarie nell'aprile 2024, quando i manifestanti erano stati almeno 57.000. La protesta non è contro i turisti — i residenti lo chiedono esplicitamente di non fraintenderla — ma contro un modello economico che genera crescita senza redistribuirla.
Le richieste sono concrete: un'ecotassa sugli arrivi turistici, una moratoria sui nuovi progetti alberghieri, leggi che garantiscano ai residenti accesso preferenziale alle abitazioni, e il fermo di due nuovi hotel a Tenerife. A Fuerteventura, in alcuni paesi rurali, oltre il 40% del parco abitativo è destinato alla ricezione turistica — obbligando residenti a vivere in camper, auto o container. Ad Arona e Adeje, i due comuni più turistici di Tenerife, la popolazione straniera censita supera quella locale, mettendo in crisi i servizi sociali comunali.
Il mercato immobiliare delle Canarie: quando la seconda casa distrugge la prima
I prezzi delle case Canarie sono quelli della quarta comunità autonoma spagnola più cara in termini di affitto al metro quadro. A Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife, i valori al metro quadro hanno registrato aumenti a doppia cifra negli ultimi tre anni, alimentati dall'esplosione degli affitti brevi su piattaforme come Airbnb — che il segretario dell'ATAN di Tenerife, Nestor Marrero Rodríguez, invita esplicitamente i turisti a evitare.
Il mercato immobiliare Canarie è diventato un terreno di caccia per fondi di investimento internazionali, che acquistano appartamenti in blocco per destinarli agli affitti turistici, spesso dopo aver sfrattato i residenti precedenti. L'overtourism Canarie non è solo un problema di sovraffollamento: è un processo di sostituzione demografica silenziosa, dove chi può permettersi di pagare prezzi da mercato nordeuropeo prende il posto di chi non può.
Le risposte istituzionali: Tenerife limita gli accessi, Bruxelles stenta
Dopo le proteste, qualcosa si è mosso. Tenerife ha annunciato limiti giornalieri ai visitatori in alcune aree naturali, prenotazioni obbligatorie per i sentieri più frequentati e una nuova tassa ecologica. Il governo regionale ha stanziato 18 milioni di euro per comprare 150 abitazioni da destinare all'affitto sociale e ha portato la questione a Bruxelles, chiedendo un trattamento speciale per le regioni ultraperiferiche nell'ambito del Piano Europeo della Casa Accessibile. I residenti replicano che non basta: servono politiche strutturali, non interventi tampone. Nel frattempo, ogni mese arrivano un milione di turisti in più.