Canarie segrete: itinerari lontani dal turismo di massa

Scritto il 12/03/2026
da Redazione

Le Canarie sono una delle destinazioni turistiche più popolari d'Europa, con milioni di visitatori ogni anno attratti dal clima mite e dalle spiagge oceaniche. Ma oltre ai grandi resort e alle località più note esiste un arcipelago diverso, fatto di luoghi che conservano ancora la loro natura originaria.

Il turismo di massa che caratterizza alcune zone dell'arcipelago — le grandi strutture alberghiere, le spiagge affollate, i centri commerciali a poca distanza dall'oceano — è solo una delle facce delle Canarie. Chi si allontana dai percorsi più battuti scopre un territorio che ha ancora il carattere di un arcipelago atlantico lontano dagli itinerari convenzionali: vulcani silenziosi, coste difficilmente raggiungibili, paesaggi lunari, villaggi dove la vita scorre secondo ritmi che il turismo non ha ancora modificato.

Porís de Candelaria: il villaggio nella grotta

Sulla costa occidentale di La Palma, nel comune di Tijarafe, si trova uno dei luoghi più singolari dell'intero arcipelago: Porís de Candelaria. Questo piccolo insediamento è costruito all'interno di una grotta naturale alta circa cinquanta metri, affacciata sull'Oceano Atlantico. La prima menzione documentata del luogo risale al 1588, quando una fonte storica lo descrive come un porto naturale con un pozzo nelle vicinanze che non si secca d'estate — due risorse preziose che ne spiegano l'utilizzo millenario. Già le popolazioni aborigene dell'isola conoscevano la grotta e la frequentavano per la pesca.

Con la conquista castigliana, Porís de Candelaria divenne un punto di approdo per chi navigava tra le isole e la penisola iberica. Secondo fonti storiche, nel XVII secolo la grotta serviva da rifugio per i pescatori durante le incursioni dei pirati, e il nome stesso — porís indica un porto naturale in questa area linguistica — ne racconta la funzione originaria. Circa ottant'anni fa gli abitanti di Tijarafe cominciarono a costruire le piccole case bianche con porte e finestre azzurre che oggi si intravedono incastonate nella roccia: erano rifugi estivi per sfuggire al caldo della terraferma.

Oggi Porís de Candelaria è abitato stagionalmente da famiglie che ne fanno la seconda residenza. Non ci sono ristoranti, non c'è connessione internet stabile, non ci sono cestini per i rifiuti. La grotta si raggiunge a piedi con un sentiero ad anello di circa dieci chilometri da Tijarafe con un dislivello di 850 metri, in automobile fino a un parcheggio distante una decina di minuti a piedi, oppure in barca partendo dal porto di Tazacorte. Arrivare via mare consente di vedere la grotta dall'esterno, con le casette bianche che emergono tra la roccia e l'oceano, in quella che l'artista canario César Manrique aveva chiamato la Cappella Sistina dell'Arte Moderna riferendosi alla vicina Cueva Bonita. Guardare un tramonto dall'interno del Porís de Candelaria, con la volta della grotta che incornicia l'oceano, è una delle esperienze visivamente più intense che l'isola possa offrire.

Playa de Nogales: la spiaggia che chiede uno sforzo

Sempre a La Palma, sulla costa orientale dell'isola, si trova Playa de Nogales, una spiaggia di sabbia nera vulcanica stretta tra alte scogliere basaltiche. Non è una spiaggia accessibile: per raggiungerla bisogna scendere lungo un sentiero che attraversa la scogliera per un dislivello significativo, e questo la preserva dall'affollamento delle spiagge più comode dell'arcipelago. Il contrasto tra il nero intenso della sabbia vulcanica, il bianco delle onde e il verde della vegetazione che cresce ai piedi delle pareti rocciose crea un paesaggio che non assomiglia alle immagini canoniche delle Canarie turistiche.

Le spiagge di sabbia nera sono una delle manifestazioni più dirette dell'origine vulcanica delle isole. La sabbia deriva dalla disgregazione delle lave basaltiche che nel corso di milioni di anni hanno costruito il territorio dell'arcipelago dal fondo dell'oceano. A La Palma questo processo è ancora in corso: l'eruzione del 2021 che ha formato il vulcano Tajogaite ha creato nuove colate laviche e ampliato la linea costiera dell'isola, aggiungendo territorio incontaminato all'estremità meridionale.

Lanzarote e il paesaggio di Timanfaya

Sull'isola di Lanzarote, il Parco Nazionale di Timanfaya offre uno degli scenari geologici più estremi d'Europa. Qui il terreno è interamente ricoperto da campi di lava, coni vulcanici e crateri formatisi durante le grandi eruzioni del XVIII secolo, che tra il 1730 e il 1736 seppellirono sotto metri di materiale lavico un terzo della superficie dell'isola, distruggendo numerosi villaggi e costringendo la popolazione all'emigrazione. Il paesaggio che ne è risultato — privo di vegetazione, dominato da colori che vanno dall'ocra al rosso ferroso al nero carbone — è talmente alieno da essere stato usato in passato per addestrare astronauti alla simulazione di ambienti extraterrestri.

A pochi centimetri di profondità dal suolo, la temperatura a Timanfaya supera i duecento gradi centigradi. Il calore geotermico è così vicino alla superficie che i ranger del parco possono infilare un fascio di sterpaglia in un foro nel terreno e vederlo bruciare in pochi secondi, oppure versare acqua in una fenditura e assistere alla sua istantanea trasformazione in vapore. Questo stesso calore è stato sfruttato per cucinare: il ristorante El Diablo, progettato dall'artista César Manrique, utilizza il calore vulcanico diretto come fonte di cottura. L'idea che il fuoco del sottosuolo sia ancora così presente e accessibile è una delle esperienze cognitivamente più perturbanti dell'arcipelago.

Lo stargazing: le stelle sopra le Canarie

Una delle esperienze più straordinarie che le Canarie possano offrire non ha nulla a che fare con spiagge o vulcani: è l'osservazione del cielo notturno. Grazie alla posizione geografica, all'altitudine di alcune zone montane, all'assenza di grandi agglomerati urbani vicini e alla quasi totale mancanza di inquinamento luminoso, alcune aree dell'arcipelago sono considerate tra le migliori al mondo per l'astronomia.

A La Palma, la qualità del cielo è tutelata da una legge specifica che limita l'illuminazione artificiale nelle zone montane, una normativa introdotta proprio per proteggere questa risorsa naturale che non può essere delocalizzata né ripristinata una volta perduta. Sulla cima del Roque de los Muchachos, a oltre 2.400 metri di altitudine, si trova uno dei più importanti complessi di osservatori astronomici internazionali. Ricercatori provenienti da decine di paesi vi lavorano stabilmente, studiando fenomeni cosmici, galassie distanti e la struttura dell'universo. Il Gran Telescopio Canarias, installato qui nel 2007, è stato a lungo il telescopio ottico singolo più grande del mondo.

Per chi viaggia senza attrezzatura specializzata, la semplice osservazione a occhio nudo è già un'esperienza difficile da trovare altrove. Nelle notti limpide, lontano dalle luci dei centri abitati, la Via Lattea attraversa il cielo come un fiume luminoso che si vede a occhio nudo nella sua interezza — uno spettacolo che la maggior parte delle persone nate nelle città europee non ha mai avuto l'opportunità di osservare. È in quel momento, con il terreno vulcanico sotto i piedi e il cielo aperto sopra la testa, che le Canarie rivelano una dimensione che nessuna cartolina è in grado di comunicare.