Cosa sono i chaebol coreani e perché dovrebbero interessare alle Canarie?

Scritto il 01/04/2026
da Redazione

Quando un turista tedesco si sdraia davanti al televisore della sua camera d’albergo a Maspalomas, o quando un resort di Lanzarote installa nuovi elettrodomestici nella sua cucina industriale, è molto probabile che dietro a quei prodotti ci sia una società coreana. Marchi come Samsung o LG sono presenti nella vita quotidiana delle Isole Canarie, sebbene pochi sappiano che questi nomi rappresentano solo la punta dell’iceberg di un sistema imprenditoriale unico al mondo: i chaebol.

Che cosa sono i chaebol

I chaebol sono grandi conglomerati industriali a proprietà familiare che dominano l’economia sudcoreana. Secondo un’analisi recente di Capital Group, i 15 chaebol più grandi rappresentano oggi due‑terzi del mercato azionario della Corea del Sud. Non si tratta di semplici aziende: sono ecosistemi d’impresa che comprendono elettronica, edilizia, finanza, chimica, moda e ospitalità, tutti sotto il controllo della stessa famiglia fondatrice.

Le loro origini risalgono agli anni ‘60, quando il governo militare del generale Park Chung‑hee selezionò deliberatamente gruppi come Samsung, Hyundai, LG e Daewoo per guidare lo sviluppo industriale del paese. Il risultato fu il cosiddetto «Miracolo del fiume Han»: in poche decadi la Corea del Sud passò da una nazione devastata dalla guerra a una delle principali potenze economiche mondiali.

Un vento di riforma soffia da Seoul

Oggi questo modello è in fase di trasformazione. Dopo l’elezione del presidente Lee Jae Myung nel giugno 2025, il governo sudcoreano ha avviato una profonda riforma societaria. La misura più rilevante estende esplicitamente i doveri fiduciari dei consigli di amministrazione dei chaebol agli azionisti di minoranza, esponendo gli eredi delle famiglie fondatrici a responsabilità penali in caso di decisioni contestabili.

Inoltre, a partire dal 2027 entreranno in vigore nuove norme per la composizione dei consigli di amministrazione che faciliteranno la rappresentanza degli azionisti attivisti. L’obiettivo è ribilanciare il potere tra le famiglie controllanti e gli investitori esterni, riducendo il cosiddetto «discount coreano»: la tendenza storica delle imprese coreane a quotarsi al di sotto del loro valore reale a causa di problemi di governance.

Cosa c’entra tutto questo con il turismo delle Canarie?

Il collegamento potrebbe non apparire immediato, ma è reale. Le Isole Canarie, con oltre 16 milioni di turisti all’anno, dipendono da una catena di approvvigionamento globale per equipaggiare e mantenere in funzione hotel, appartamenti e ristoranti. Televisori, frigoriferi, condizionatori, schermi digitali, sistemi di illuminazione a LED: gran parte di questi apparecchi proviene da produttori asiatici collegati, direttamente o indirettamente, ai chaebol.

Una riforma che migliori la governance di questi conglomerati può avere effetti concreti sui prezzi, sui tempi di consegna e sulla competitività dei prodotti che arrivano alle Canarie. Man mano che i chaebol diventeranno più efficienti e trasparenti, le aziende che li forniscono potranno beneficiare di condizioni commerciali più favorevoli.

Allo stesso tempo, la riforma potrebbe aprire nuove opportunità di investimento. Secondo Capital Group, è probabile che nei prossimi anni il mercato azionario coreano venga favorito da un maggiore attivismo azionario e da flussi di capitale più consistenti. Per i fondi pensione e gli investitori istituzionali canari alla ricerca di diversificazione internazionale, il mercato coreano potrebbe diventare più attraente.

Il turismo asiatico: un’altra opportunità

Vi è anche una dimensione direttamente turistica. La Corea del Sud è un mercato emittente in crescita: i viaggiatori coreani sono noti per il loro alto potere d’acquisto e per l’interesse verso destinazioni di sole e mare. Un contesto economico più stabile e un mercato azionario più sano in Corea potrebbero tradursi in una maggiore capacità di spesa della classe media coreana, e quindi in un numero più elevato di viaggiatori disposti a visitare le Canarie.

I consigli di turismo dell’arcipelago hanno già identificato l’Asia come uno dei mercati prioritari per diversificare l’arrivo di turisti, andando oltre i tradizionali mercati tedesco e britannico. In questo scenario, comprendere il funzionamento dell’economia coreana —e come sta cambiando— è più rilevante che mai.

Una lezione di fondo

La storia dei chaebol è anche una riflessione sui modelli di sviluppo economico. Nacquero come strumento dello Stato per spingere l’industrializzazione e oggi devono modernizzarsi per adattarsi a un’economia globale che richiede trasparenza e buona governance. Non è una vicenda estranea: le tensioni tra grandi gruppi imprenditoriali, potere politico e cittadinanza sono universali.

Per le Canarie, la cui economia dipende in gran parte da decisioni prese a migliaia di chilometri — negli uffici dei grandi tour operator europei o nelle fabbriche asiatiche —, seguire da vicino l’evoluzione di potenze come la Corea del Sud non è un esercizio accademico. È, sempre più, una necessità pratica.