E se l'intelligenza artificiale non funzionasse come ci aspettiamo? Cosa significa per le Canarie

Scritto il 08/04/2026
da Redazione | Economia

L’intelligenza artificiale ha dominato il dibattito degli investitori nel 2025. Ma un recente studio di GAM Investments, firmato da Julian Howard, Chief Multi‑Asset Investment Strategist, pone una domanda scomoda che deve essere affrontata anche dalle Isole Canarie: cosa succederebbe se l’IA non dovesse mantenere le aspettative? Quali sarebbero le ripercussioni sul tessuto imprenditoriale e sull’economia dell’arcipelago?


L’entusiasmo globale e le sue ombre

I mercati azionari statunitensi hanno vissuto un 2025 trainato in gran parte dalle grandi aspettative sull’IA. L’indice S&P 500 è salito del 17,9 %, mentre i settori tecnologico e delle comunicazioni hanno registrato guadagni rispettivamente del 24 % e del 33,6 %. Dietro questi numeri si nascondono le enormi scommesse dei cosiddetti “Magnificent Seven” – Alphabet, Apple, Amazon, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla – con investimenti stimati per sola Alphabet a 175 miliardi di dollari.

Tuttavia, il rapporto GAM riporta un dato rivelatore proveniente da un’indagine armonizzata in quattro paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Australia). Sebbene il 75 % delle aziende dichiari di utilizzare già l’IA in qualche modo, ben l’86 % degli intervistati afferma di non aver osservato alcun miglioramento significativo della produttività.

La ragione è evidente: la maggior parte delle imprese impiega l’IA come semplice strumento di supporto (un chatbot più sofisticato, una funzione di autocompletamento più efficiente) anziché integrarla in maniera profonda e autonoma nei propri processi. GAM chiama questo fenomeno “adoption gap”, la distanza tra adozione superficiale e vera trasformazione.


E le Canarie?

Le Isole Canarie non sono immuni a questa dicotomia. Con un’economia basata sul turismo, sui servizi e con una crescente spinta verso l’innovazione digitale, l’arcipelago si trova a un bivio.

  • Turismo – settore che genera più del 35 % del PIL canario. L’IA è già presente sotto forma di chatbot per l’assistenza clienti, sistemi di revenue‑management e strumenti di personalizzazione delle offerte. Tuttavia, l’integrazione completa – capace di gestire autonomamente prenotazioni, incidenti e l’intera esperienza del cliente dall’inizio alla fine – resta per la maggior parte delle imprese solo un caso pilota, esattamente come descritto nel rapporto GAM.

  • Commercio e PMI – che costituiscono la maggior parte del tessuto produttivo canario. L’adozione dell’IA è ancora più incipiente. L’investimento necessario per una vera integrazione risulta scoraggiante per attività con margini ristretti. Se la promessa di una rivoluzione della produttività non si materializza, le aziende che hanno scommesso pesantemente sulla tecnologia potrebbero trovarsi con costi elevati e benefici scarsi.

  • Mercato del lavoro – il rapporto segnala un dato curioso: dal 2022 i salari reali nei servizi (contabilità, vendita, assistenza clienti) sono aumentati, non diminuiti, segno che l’IA non ha ancora provocato una perdita massiccia di posti di lavoro. Per le Canarie, dove l’occupazione nei servizi è strutturale, questo è un elemento rassicurante nel breve periodo. Tuttavia, può anche indicare che le imprese locali stanno perdendo competitività rispetto a concorrenti che riescono a implementare l’IA con successo.


Il rischio della “bolla della fibra ottica”

GAM lancia un avvertimento storico: i miliardi investiti nelle infrastrutture per l’IA potrebbero seguire la stessa traiettoria della fibra ottica alla fine degli anni ‘90. Le reti furono costruite, ma la bolla scoppiò prima che si potessero monetizzare.

Per le Canarie, che ambiscono a diventare hub tecnologico dell’Atlantico (con progetti come il cavo sottomarino Gran Canaria e iniziative per attrarre nomadi digitali), questo monito è particolarmente pertinente: investire in infrastrutture digitali è indispensabile, ma deve avvenire con criteri rigorosi e un orizzonte temporale realistico.


Le opportunità al di là dell’IA

Il rapporto GAM offre anche una visione ottimistica, rilevante per le Canarie. Se l’IA deludesse le aspettative, il mercato cercherà nuovi leader. GAM individua tre direzioni possibili:

  1. Tecnologie di consumo alternative – gli smart glasses di Meta o gli assistenti di Amazon potrebbero aprire un nuovo ciclo tecnologico. Per il turismo canario rappresentano opportunità concrete: visite guidate in realtà aumentata, esperienze immersive in ambienti naturali, traduzione simultanea per turisti internazionali.

  2. Settori tradizionali con fondamentali solidi – il rapporto ricorda che beni di consumo di base (Walmart, Costco, Coca‑Cola) hanno registrato un rendimento del 15,8 % nel 2025. Per le Canarie, l’agricoltura di esportazione (banane, pomodori), la pesca artigianale di qualità e l’artigianato locale sono esempi di attività con domanda stabile e poca esposizione alla volatilità tecnologica.

  3. Diversificazione geografica – GAM segnala i mercati emergenti come opportunità in caso di indebolimento del dollaro. Grazie alla sua posizione geostrategica tra Europa, Africa e America, le Canarie possiedono un vantaggio naturale per diventare piattaforma di affari con l’Africa occidentale, un mercato in rapida crescita che attira sempre più investimenti.


Conclusione: prudenza e diversificazione, anche a casa

Il messaggio finale del rapporto GAM è quello di un investitore prudente: non scartare l’IA, ma non costruire l’intera strategia su di essa. È fondamentale mantenere un portafoglio diversificato, attento a molteplici fonti di crescita.

Per le imprese canarie la lezione è identica. È giusto esplorare e adottare l’intelligenza artificiale – ma con realismo riguardo a tempistiche e costi. Parallelamente, occorre rafforzare ciò che già funziona: turismo di qualità, economia blu, collegamenti con l’Africa, attrazione di talenti digitali e l’impegno nelle energie rinnovabili, settore in cui le Canarie sono già un riferimento europeo.

L’IA può rappresentare il futuro, ma il presente – anche nelle Isole – è costruito dalle persone, dalle imprese e dalle decisioni prese oggi, con i piedi ben piantati a terra.


Questo articolo si basa sull’analisi “GAM: Che succederebbe se l’Intelligenza Artificiale non funzionasse?” elaborata da Julian Howard, Chief Multi‑Asset Investment Strategist di GAM Investments (febbraio 2026).