Le lezioni dell’Europa continentale e le loro implicazioni per il mercato energetico isolano‑canario
1. Lo studio di riferimento
Il “Chart of the Week” della gestora tedesca DWS confronta, dal 2015 in poi, l’andamento congiunto di tre mercati chiave:
| Mercato | Simbolo | Tipo di commodity |
|---|---|---|
| Elettricità (Germania) | – | Prezzo spot della luce |
| Gas naturale europeo (TTF) | – | Gas di riferimento del continente |
| Petrolio Brent | – | Crudo internazionale |
Invece di limitarsi a mostrare i livelli di prezzo, gli analisti hanno misurato quanto si muovono all’unisono (coefficiente di correlazione) durante tre periodi di “stress energetico”:
- 2015‑16 – crollo dei prezzi del Brent.
- 2022‑23 – crisi energetica europea scatenata dalla guerra in Ucraina.
- 2023‑24 – tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran.
L’obiettivo è capire come le interrelazioni tra gas, petrolio ed elettricità cambino quando i mercati passano da una fase “normale” a una di alta tensione.
2. Cosa rivela la correlazione gas‑elettricità
| Situazione | Correlazione (gas‑elettricità) |
|---|---|
| Periodo “normale” | Bassa (inferiore a 0,5) |
| Periodi di crisi | Alta (sale a 0,7‑0,8) ma mai 1 |
Perché aumenta durante le crisi?
In gran parte dell’Europa, la generazione a gas funge da tecnologia marginale: è l’ultimo impianto acceso per coprire la domanda e, quindi, fissa il prezzo spot dell’elettricità. Quando il gas subisce uno shock (carenza di approvvigionamento, rincari), l’effetto si trasmette rapidamente al costo dell’energia elettrica.
Tuttavia il legame non è totale.
Anche nei momenti più turbolenti, il prezzo dell’elettricità resta influenzato da molteplici fattori:
- Clima – ondate di caldo o freddo che aumentano la domanda.
- Rinnovabili – la quota di energia solare ed eolica canaria (e europea) che riduce la necessità di gas.
- Disponibilità degli impianti – manutenzioni, guasti o restrizioni operative.
- Vincoli di rete e interventi regolatori – costi di trasporto, tariffe di capacità e misure di sostegno ai consumatori.
Questi elementi “smorzano” la trasmissione del prezzo del gas, spiegando perché l’elettricità mantenga un certo grado di autonomia anche in contesti di stress.
3. Il petrolio resta marginale
Durante tutti e tre gli episodi analizzati, la correlazione tra Brent e elettricità è rimasta molto bassa, anche in tempi di crisi. Il motivo è semplice: il petrolio non è più un input diretto per la generazione elettrica europea; la sua influenza avviene solo attraverso canali macro‑economici (inflazione, premi di rischio) e non mediante un collegamento operativo.
4. Gas‑petrolio: una relazione moderata sotto pressione
Nelle fasi di stress, la correlazione tra gas TTF e Brent si rafforza leggermente, passando da valori intorno a 0,3 a circa 0,5. Ciò riflette la presenza di rischi comuni (geopolitici, timori di scarsità globale) che colpiscono entrambi i mercati, pur mantenendo distinti i driver fondamentali e regionali di ciascuno.
5. Implicazioni per le Isole Canarie
| Fattore | Possibile impatto sulle Canarie |
|---|---|
| Dipendenza dal gas | Gran parte dell’approvvigionamento elettrico canario proviene dal gas importato (principalmente dal Marocco e dall’Africa). In caso di crisi, i prezzi locali dell’elettricità possono aumentare con la stessa rapidità dei prezzi del gas europeo. |
| Crescita delle rinnovabili | Le Canarie già coprono più del 30 % della domanda con energia eolica e solare. Ogni punto percentuale in più riduce l’esposizione al gas e, di conseguenza, la volatilità della bolletta. |
| Interconnessioni | Il progetto futuro Canarie‑Mérida (interconnessione con la penisola) potrebbe permettere di importare più energia rinnovabile quando i prezzi del gas sono alti. |
| Politica tariffaria | Le autorità canarie possono applicare meccanismi di “capped tariff” o coperture per proteggere i consumatori da picchi estremi, come avviene in altre regioni europee. |
| Investimenti nello storage | Batterie e sistemi a idrogeno possono immagazzinare l’energia solare/eolica in eccesso e rilasciarla quando il gas diventa costoso. |
In sintesi, finché il gas rimane la tecnologia marginale nella catena di fornitura, qualsiasi turbata del mercato europeo si rifletterà sulla bolletta elettrica di famiglie e imprese canarie.
6. Il punto di vista degli esperti
“La crisi energetica ha dimostrato che, nel breve termine, il gas resta il principale driver dei prezzi dell’elettricità in Germania, anche se la traiettoria di lungo periodo è chiaramente orientata verso una maggiore incidenza delle fonti rinnovabili.”
— Martin Moryson, Global Head of Economics, DWS
Sebbene la citazione si riferisca alla Germania, la logica è universale: la transizione verso le rinnovabili è l’unica via per spezzare la dipendenza dal gas e, con essa, per stabilizzare i prezzi dell’energia.
7. Conclusioni per il lettore canario
- Monitorare il gas – Tenete d’occhio i prezzi del TTF e del gas importato; sono indicatori precoci di possibili aumenti della tariffa elettrica.
- Scommettere sull’energia verde – Installare impianti fotovoltaici domestici, partecipare a cooperative rinnovabili o adottare soluzioni di autoconsumo riduce l’esposizione al gas.
- Seguire le politiche istituzionali – I piani energetici delle Canarie (Piano di Energia e Clima, progetti di interconnessione e incentivi all’efficienza) mirano a mitigare gli effetti degli shock esterni.
- Pianificare finance – Valutate contratti di fornitura con clausole di tetto tariffario o polizze di copertura energetica, specialmente se la vostra attività dipende molto dall’elettricità.
In definitiva, lo studio di DWS dimostra che, in tempi di crisi, il gas diventa il “pilota automatico” che guida i prezzi della luce. Per le Isole Canarie la chiave è accelerare la transizione verso le rinnovabili, potenziare lo storage e rafforzare le interconnessioni, così da garantire un’energia più pulita e tariffe più stabili.