Nel mese di maggio 2026 le Isole Canarie hanno registrato un’impennata senza precedenti dei nomadi digitali, una tendenza che si sta trasformando in un vero e proprio fenomeno socio‑economico. Secondo i dati regionali pubblicati dall’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) il numero di permessi di soggiorno “Remote Worker” rilasciati a cittadini extra‑europei è salito a 9 200 unità, rispetto alle 5 100 del medesimo periodo del 2025, con un incremento del 80 percento in soli dodici mesi. Parallelamente, la piattaforma “Canary Digital Hub”, gestita dal Consiglio Insulare di Turismo (CIT), ha rilevato un aumento del 45 percento delle richieste di coworking per unità abitativa, a testimonianza di una crescente sinergia tra vita domestica e spazi di lavoro condivisi.
Questa crescita è spinta da tre fattori chiave. In primo luogo, la recente revisione della normativa sul “Visado Digital” – approvata dal Parlamento delle Canarie il 14 febbraio 2026 – ha innalzato la soglia di reddito minimo annuale da 30 000 a 45 000 euro, rendendo il territorio più attrattivo per professionisti con stipendi medio‑alto. In secondo luogo, la pubblicazione di un rapporto congiunto tra il Ministero spagnolo per l’Innovazione e la Commissione Europea (rapporto “EU‑Canary Remote Work 2026”) ha evidenziato la qualità della connessione broadband dell’arcipelago, con una media del 97 percento di copertura FTTH a velocità superiori a 500 Mbit/s. Infine, le campagne di marketing territoriale promosse dal Consiglio Insulare di Tenerife, che hanno utilizzato influencer internazionali per mettere in luce il clima mite, la biodiversità e il costo della vita relativamente contenuto, hanno generato una domanda di lungo periodo.
L’effetto su mercato immobiliare è subito evidente. L’Istituto Canario di Statistica, incrociando le richieste di affitto con il registro delle licenze di breve periodo, segnala che il prezzo medio mensile di un appartamento con una camera da letto a Santa Cruz de Tenerife è passato da 1 080 euro a 1 320 euro (un +22 percento) nel periodo aprile‑maggio 2026. A Gran Canaria, l’incremento è leggermente più contenuto (+18 percento), ma comunque significativo: da 950 euro a 1 120 euro. Il ritmo di crescita supera di gran lunga l’aumento medio nazionale (±6 percento) riportato dal Ministero delle Finanze spagnolo nel suo “Indice dei prezzi degli affitti 2026”.
Le autorità locali stanno già adottando misure per mitigare l’impatto sociale. Il Consiglio Insulare di Las Palmas ha lanciato, a fine aprile, il programma “Housing for Residents”, finanziato con 12 milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e finalizzato a incrementare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati per i residenti di lungo periodo. Il progetto prevede la trasformazione di 1 500 unità immobiliari, attualmente destinate a locazione turistica, in locazioni contrattate con tetto di 800 euro mensili. Parallelamente, il CIT ha stipulato accordi con le principali piattaforme di affitto a breve termine per introdurre una quota “residenza stabile” che obbliga i proprietari a garantirne almeno il 30 percento della disponibilità per residenti permanenti.
Dal punto di vista della domanda, le indagini condotte da “Nomad Survey Europe 2026”, commissionata da Eurostat, mostrano che il 68 percento dei digital nomads che scelgono le Canarie intende stabilirvisi per più di tre mesi, e il 42 percento prevede di restare oltre un anno. La motivazione principale rimane la qualità della rete internet (73 percento), seguita da costi di vita (61 percento) e dalla possibilità di un regime fiscale favorevole per i lavoratori autonomi (58 percento). Questi dati confermano che le Canarie non sono più percepite come una sola destinazione stagionale, ma come un hub per il lavoro remoto di medio‑lungo periodo.
In sintesi, l’ondata di nomadi digitali di maggio 2026 sta trasformando il panorama abitativo delle Isole Canarie. Se da un lato i flussi di capitale e la domanda di servizi di alta tecnologia rappresentano una spinta allo sviluppo, dall’altro la pressione sugli affitti richiede interventi mirati per salvaguardare l’accessibilità abitativa dei residenti. Il prossimo semestre sarà cruciale per valutare l’efficacia dei piani di housing pubblico e le eventuali revisioni normative che, a lungo termine, potranno definire il nuovo equilibrio tra turismo, lavoro remoto e vita locale.
Fonte: Istituto Canario di Statistica (ISTAC), Consiglio Insulare di Turismo (CIT), Rapporto EU‑Canary Remote Work 2026, Eurostat Nomad Survey Europe 2026.