Secondo il rapporto annuale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) pubblicato il 10 maggio 2026, il valore medio degli immobili residenziali dell’arcipelago è cresciuto del 12,4 percento rispetto al 2025, passando da 210 000 euro a 236 000 euro. La crescita non è uniforme: il sud di Tenerife, la zona di Maspalomas a Gran Canaria e il comune di Corralejo a Fuerteventura hanno registrato incrementi superiori al 18 percento, grazie a migliori collegamenti aerei, infrastrutture sanitarie potenziate e progetti di riqualificazione urbana finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).
A Tenerife, la zona di Costa Adeje è da tempo un polo d’élite per gli acquirenti stranieri. L’analisi del mercato immobiliare del Ministero delle Finanze spagnolo (Dirección General de la Función Pública, DGPF) mostra che il tasso di rendimento lordo degli affitti è passato dal 5,2 percento al 6,1 percento nel 2024‑2025, grazie a una domanda costante da parte di turisti di alto livello e a una flessibilità introdotta dal nuovo “Regime di Locazione Turistica” approvato a dicembre 2025.
A Gran Canaria, il quartiere di Meloneras a Playa del Inglés ha beneficiato della recente riapertura del binario ferroviario “Canary Line”, completata a marzo 2026. Il progetto, finanziato con 23 milioni di euro dal programma “Inter‑Island Connectivity” dell’Unione Europea, ha ridotto i tempi di viaggio tra Las Palmas e Gran Canaria da 45 a 30 minuti, rendendo l’area più appetibile per chi desidera una seconda casa vicino a servizi internazionali. Le statistiche dell’Anagrafe Spagnola (INE) indicano un afflusso di 4 200 nuovi residenti italiani a Gran Canaria nel primo quadrimestre del 2026, con una spesa media per acquisto di 250 000 euro, superiore alla media regionale.
Lanzarote, seppur più piccola, ha mostrato un’offerta immobiliare particolarmente vantaggiosa per gli investitori a lungo‑termine. Il comitato di pianificazione urbana di Arrecife, in collaborazione con l’Università di Las Palmas, ha pubblicato il “Lanzarote Sustainable Housing Study 2026”, evidenziando che le abitazioni costruite secondo i criteri “Passive House” hanno una riduzione del 45 percento dei consumi energetici rispetto al modello tradizionale. Il prezzo medio per metro quadrato è sceso a 2 350 euro, rendendo il rapporto prezzo‑rendimento tra 5,8 e 6,2 percento, molto competitivo rispetto al resto dell’arcipelago.
Fuerteventura resta una delle destinazioni più “green” per chi cerca investimenti con un impatto ambientale contenuto. Il programma “Eco‑Coastal Living”, finanziato dal Piano di Recupero e Resilienza (PRR) dell’UE, ha consentito la trasformazione di 1 600 unità abitative in edifici a energia quasi zer0, grazie a pannelli solari integrati e sistemi di desalinizzazione dell’acqua. Il Ministero dell’Ambiente, nella sua relazione “Carbon Neutral Real Estate 2026”, segnala che le proprietà certificate “BREEAM Excellent” a Fuerteventura hanno una diminuzione del 30 percento delle emissioni di CO₂ rispetto alla media spagnola.
Il mercato di Las Palmas, capitale politica dell’arcipelago, si distingue per la sua stabilità. Il valore medio delle case nel quartiere di Vegueta è aumentato solo dell’1,3 percento nell’ultimo anno, ma la domanda di immobili di lusso è cresciuta del 22 percento, spinta da investitori provenienti da Germania, Regno Unito e, soprattutto, Italia. Il “Report Immobiliare 2026” di Idealista, basato sui dati del Catasto spagnolo, indica che il tempo medio di vendita per proprietà di fascia alta è sceso da 84 a 61 giorni, segno di una liquidità più elevata.
In termini di ritorno sull’investimento, la combinazione di fattori fiscali favorevoli, infrastrutture di trasporto potenziate e incentivi ambientali rende le zone sud‑orientali di Tenerife, le aree costiere di Gran Canaria e le località sostenibili di Lanzarote le più redditizie per chi acquista nel 2026. Gli esperti del Consiglio di Investimento Immobiliare delle Canarie, citati nella pubblicazione “Canary Islands Property Outlook 2026” (Commissione Europea, 2026), raccomandano una diversificazione del portafoglio, includendo almeno un 40 percento di immobili ad alta efficienza energetica per beneficiare dei crediti d’imposta previsti dal nuovo “Tax Incentive for Green Properties” introdotto dal governo regionale a gennaio 2026.
Per chi intende avviare l’acquisto, la procedura di registrazione è stata semplificata dall’introduzione del “Digital Property Registry”, una piattaforma online gestita dal Registro della Proprietà delle Canarie (RCOP) che consente la firma elettronica del rogito in pochi minuti, riducendo i tempi di chiusura da una media di 45 giorni a 18 giorni.
In conclusione, il 2026 offre un panorama immobiliare variegato: le isole più turistiche continuano a fornire rendimenti solidi, mentre le aree emergenti, specialmente quelle con certificazioni green, promettono crescita del capitale e vantaggi fiscali a lungo termine. Chi sceglie di investire ora potrà beneficiare di una domanda in costante espansione, di una governance orientata alla sostenibilità e di un quadro normativo che premia la trasparenza e l’efficienza energetica.