Gran Canaria festeggia 7 anni da Patrimonio Mondiale: un milione di euro per rilanciare il Mirador de la Cilla

Scritto il 13/07/2026
da Redazione

Il 7 luglio di sette anni fa l'UNESCO iscriveva il Paisaje Cultural de Risco Caído y las Montañas Sagradas de Gran Canaria nella Lista del Patrimonio Mondiale, riconoscendo il valore eccezionale di un territorio che intreccia archeologia aborigena, astronomia e paesaggio vulcanico nel cuore dell'isola. Il Cabildo di Gran Canaria ha voluto celebrare l'anniversario con un programma speciale, andato in scena nella serata di venerdì al Mirador de la Cilla di Artenara, uno dei balconi più spettacolari sulla Cumbre insulare.

L'evento, organizzato dall'Istituto per la Gestione Integrata del Patrimonio Mondiale e della Riserva della Biosfera di Gran Canaria, ha visto la partecipazione del consigliere insulare alla Presidenza e Mobilità Sostenibile, Teodoro Sosa, e dei sindaci di Artenara, Jesús Díaz, e di Tejeda, Francisco Juan Perera. Il programma si è aperto con dimostrazioni di manifestazioni culturali tradizionali — il Salto del Pastor, il linguaggio fischiato del Silbo e la musica tradizionale canaria — seguite da un enyesque (piccolo rinfresco tipico) e, dopo le 22:30, da una veglia astronomica pensata per valorizzare le eccezionali condizioni di osservazione del cielo che offre questo enclave, tra le componenti stesse del riconoscimento UNESCO.

La notizia più concreta per chi frequenta la zona riguarda però il futuro del Mirador: il Cabildo ha già molto avanzato il progetto esecutivo per la sua prossima licitazione, con un investimento di poco superiore al milione di euro. L'intervento prevede il recupero dell'area di ristorazione e la trasformazione del tunnel d'ingresso scavato nella roccia in uno spazio interpretativo dedicato ai "sapori" del Paesaggio Culturale — un modo per collegare gastronomia locale e narrazione del territorio in un unico percorso.

Il Mirador de la Cilla non è un caso isolato: fa parte di una rete di centri di interpretazione che il Cabildo ha costruito negli anni attorno al sito, tra cui quello di Risco Caído ad Artenara, il Centro di Interpretazione del Bentayga, il Centro di Informazione e Gestione e il Centro Visitatori di Degollada Becerra a Tejeda, il Centro di Interpretazione di Los Caserones a La Aldea de San Nicolás, e presto il Centro di Interpretazione di Barranco Hondo de Abajo a Gáldar, in fase di ultimazione. A questa rete si aggiungono oltre 170 chilometri di sentieri di Grande Percorrenza — il GR-138 Patrimonio Mundial e il GR-139 Riserva della Biosfera — che permettono di esplorare a piedi l'intero territorio dichiarato.

"La dichiarazione non era il culmine, ma l'inizio del recupero e della rivalutazione della nostra Cumbre", ha dichiarato Sosa durante l'evento, ricordando che il Cabildo prosegue nello sviluppo del Piano Integrale di Gestione del Patrimonio Mondiale e della Riserva della Biosfera, che comprende oltre 150 azioni a beneficio dei territori coinvolti. Il consigliere ha sottolineato anche l'impegno nella ricerca archeologica in corso sul sito, sottolineando che il vero obiettivo non è un titolo onorifico, ma un legame sempre più forte tra la popolazione dell'isola e uno spazio che, ha detto, "appartiene a tutti noi".

Per chi visita Gran Canaria in questo periodo, Risco Caído resta una delle esperienze meno battute e più autentiche dell'isola: un paesaggio dove le grotte scavate dagli antichi abitanti guanches si intrecciano con osservatori naturali che, ancora oggi, regalano alcuni dei cieli notturni più limpidi delle Canarie.