Acqua dolce dalle onde: la scommessa canaria per battere la sete

Scritto il 20/07/2026
da Redazione

Alle Canarie l'acqua è da sempre una questione di sopravvivenza. In un arcipelago dove la siccità è strutturale e la desalazione consuma enormi quantità di energia, un progetto europeo prova a rovesciare il problema: e se fosse il mare stesso, con la forza delle sue onde, a produrre l'acqua potabile di cui le isole hanno bisogno?

Si chiama DESALIFE ed è la scommessa su cui punta il nord di Gran Canaria. L'idea è tanto semplice nel principio quanto ambiziosa nell'esecuzione: usare l'energia undimotriz — cioè l'energia cinetica delle onde — per alimentare un impianto di desalazione galleggiante a zero emissioni di CO₂. La tecnologia sfrutta un processo di osmosi inversa che non consuma elettricità della rete: è il moto ondoso a fornire la pressione necessaria per separare il sale dall'acqua marina.

I numeri del progetto danno la misura dell'ambizione. DESALIFE dispone di un budget vicino ai 10 milioni di euro, di cui 5,9 milioni cofinanziati dall'Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l'ambiente (CINEA), nell'ambito del programma per l'economia circolare e la qualità della vita. Dietro c'è un consorzio di peso: Ocean Oasis Canarias, l'Istituto Tecnologico delle Canarie (ITC), il gruppo di ricerca sulle energie rinnovabili dell'Università di Las Palmas (GRRES-ULPGC), la Piattaforma Oceanica delle Canarie (PLOCAN) e la società ambientale Elittoral.

L'obiettivo concreto: durante la fase dimostrativa, l'impianto di desalazione di Arucas-Moya riceverà fino a 2.000 metri cubi al giorno di acqua dolce prodotta in mare aperto, l'equivalente del consumo giornaliero di circa 15.000 persone. Il tutto senza consumare elettricità dalla rete e senza le emissioni normalmente legate alla desalazione tradizionale. Il progetto, di durata quinquennale, non è un semplice esperimento accademico: mira a validare sul campo una tecnologia esportabile in tutte le regioni costiere del mondo che affrontano scarsità idrica.

È qui che sta il valore strategico dell'iniziativa. Le Canarie non stanno solo cercando di risolvere un proprio problema: si candidano a diventare un laboratorio globale per la sostenibilità idrica. La combinazione di sole, vento e, ora, onde, fa dell'arcipelago un banco di prova ideale per le energie marine, un settore in forte crescita a livello europeo. Se DESALIFE funzionerà come previsto, la storia di Gran Canaria — isola arida che trasforma l'oceano che la circonda in una fonte di acqua pulita — potrebbe diventare un modello di riferimento internazionale.

La strada è ancora lunga e la sperimentazione dovrà dimostrare che la tecnologia regge in condizioni reali, con mari mossi e stagioni diverse. Ma il messaggio è chiaro: in un futuro segnato dalla scarsità d'acqua e dalla necessità di decarbonizzare, le isole vogliono essere parte della soluzione, non solo delle vittime del problema.