Droni e nuova pattugliatrice contro la pesca illegale: le Canarie aprono alla espansione delle riserve marine

Scritto il 23/07/2026
da Redazione

Le Isole Canarie rafforzano la protezione dei propri fondali e aprono la porta alla creazione di nuove riserve marine. L'annuncio è arrivato martedì 21 luglio a Santa Cruz de Tenerife, durante l'atto istituzionale di chiusura delle celebrazioni per gli anniversari delle Riserve Marine di Interesse Pesquero delle Canarie, alla presenza del ministro spagnolo dell'Agricoltura, Pesca e Alimentazione, Luis Planas, e del consigliere regionale per l'Agricoltura, Allevamento, Pesca e Sovranità Alimentare, Narvay Quintero.

Attualmente l'arcipelago conta su tre riserve marine di interesse pesquero: La Restinga, a El Hierro; quella de La Palma; e La Graciosa, che con oltre 70.000 ettari è la più estesa di tutta la Spagna. Il Governo centrale e l'esecutivo regionale stanno ora valutando la possibilità di ampliare questa rete con nuove aree protette a La Gomera, a Tenerife e nell'area dell'isolotto di Lobos, al largo di Fuerteventura.

Durante l'evento, Quintero ha sottolineato come le riserve marine si siano dimostrate uno strumento efficace per il recupero delle risorse ittiche, la conservazione della biodiversità e la stabilità della pesca artigianale, un'attività dal peso economico e sociale rilevante per le isole. Secondo il consigliere, proteggere determinate zone costiere permette di aumentare la biomassa e migliorare la sostenibilità dell'attività di pesca, favorendo al tempo stesso la redditività dei professionisti del mare e il ricambio generazionale in un settore che sta progressivamente invecchiando. Quintero ha anche ricordato che molte di queste riserve sono nate proprio grazie all'impulso dei pescatori stessi, e ha difeso la necessità che ogni decisione sul loro futuro venga presa insieme al settore e sostenuta da criteri scientifici.

Sulla stessa linea si è espresso il ministro Planas, che ha definito le Canarie un esempio internazionale di co-governance e gestione sostenibile delle risorse marine, respingendo l'idea che la protezione ambientale sia incompatibile con l'attività economica. "C'è chi contrappone conservazione e attività di pesca, ma sono proprio i pescatori a contribuire meglio alla protezione dei nostri mari", ha dichiarato il ministro.

La parte più concreta dell'annuncio riguarda il rafforzamento della vigilanza: lo Stato incorporerà una nuova pattugliatrice di ultima generazione e potenzierà i controlli con droni e veicoli sottomarini senza pilota, per migliorare la sorveglianza delle acque dell'arcipelago. L'obiettivo dichiarato è intensificare la lotta contro la pesca di frodo (furtivismo), un fenomeno che, secondo Planas, può essere sconfitto solo con la collaborazione dell'intera società: il ministro ha invitato i consumatori a non acquistare pesce proveniente da attività illegali.

L'iniziativa si inserisce in un più ampio sforzo delle Canarie per bilanciare crescita economica e tutela ambientale, in un momento in cui l'arcipelago è già impegnato su più fronti della sostenibilità: dal recente raggiungimento anticipato degli obiettivi di energia rinnovabile ai progetti di desalinizzazione tramite energia del moto ondoso. L'espansione delle riserve marine — se confermata — rappresenterebbe un ulteriore passo per un modello che punta a coniugare conservazione della biodiversità, gestione delle risorse ittiche e sostenibilità del settore della pesca artigianale, patrimonio economico e culturale delle isole.