La tregua sull'affitto vacanziero alle Canarie è durata poco. La piattaforma cittadina Canarias Tiene un Límite ha denunciato pubblicamente, il 19 luglio, che i partiti PSOE, Nueva Canarias (NC), Agrupación Socialista Gomera (ASG) e Vox avrebbero presentato emendamenti che, di fatto, smonterebbero uno dei pilastri della Legge 6/2025 di Ordinamento Sostenibile dell'Uso Turistico delle Abitazioni, approvata appena lo scorso dicembre e ancora in fase di applicazione.
Il nodo tecnico è la riclassificazione dell'attività di affitto turistico da "non innocua" a "innocua": una modifica apparentemente burocratica che, secondo la piattaforma, eliminerebbe i requisiti rafforzati su rumore, salubrità e sicurezza attualmente richiesti per registrare un nuovo alloggio turistico. Numeri alla mano, la legge finora ha ritirato dal mercato solo un migliaio delle oltre 74.000 abitazioni vacanziere registrate nell'arcipelago: una goccia nel mare, secondo i critici, che l'emendamento rischierebbe di vanificare del tutto, aprendo la porta a nuove registrazioni e alla permanenza di alloggi che oggi non rispettano la normativa.
A complicare il quadro, altri emendamenti — presentati da ASG e dal Gruppo Misto — proteggerebbero la situazione delle "isole verdi" (El Hierro, La Gomera e La Palma), estendendo da cinque a dieci anni il periodo transitorio prima della piena regolarizzazione. Un dettaglio non banale per La Palma, dove secondo i dati citati dalla piattaforma le abitazioni vacanziere registrate sono oggi 500 in più rispetto al periodo precedente all'eruzione vulcanica di Cumbre Vieja.
Sul fronte opposto, i partiti coinvolti respingono l'accusa di voler smantellare la legge. La deputata di Nueva Canarias, Esther González, sostiene che "il problema non è l'abitazione vacanziera" e che i piccoli proprietari non sono la causa della crisi abitativa, spesso frenati dal timore di morosità nei normali contratti di locazione a lungo termine. Il deputato socialista Gustavo Santana precisa che il PSOE non ha presentato emendamenti a questa specifica legge — sì invece al progetto sulle licenze urbanistiche — ma si dice favorevole a permettere ai piccoli proprietari, fino a tre immobili, di ottenere un complemento di reddito dal turismo.
Il contesto è quello di una Comunità autonoma dove la pressione turistica è ormai al centro del dibattito pubblico: nel 2026 le proteste sotto lo slogan "Canarias tiene un límite" si sono susseguite a Tenerife, Gran Canaria e Lanzarote, mentre la consigliera regionale del Turismo, Jéssica de León, continua a invocare un equilibrio tra le esigenze del settore e quelle dei residenti. Il paragone con Barcellona, che punta a eliminare del tutto gli appartamenti turistici entro il 2028, rende ancora più visibile la distanza tra le due strategie.
La votazione degli emendamenti in Parlamento è attesa nelle prossime settimane e determinerà se la legge manterrà la sua capacità di regolare un settore che, secondo la piattaforma promotrice della protesta, sta di fatto espellendo i canari dalle proprie abitazioni. Vivi le Canarie seguirà l'evolversi della votazione e le sue conseguenze pratiche per residenti e proprietari.