A Las Palmas de Gran Canaria, la spiaggia urbana di Las Canteras è ormai lo sfondo abituale delle videochiamate di lavoro di centinaia di professionisti da remoto. La città è diventata negli ultimi anni un punto di riferimento europeo per chi lavora "da ovunque", grazie a una combinazione difficile da replicare: clima di primavera perenne con oltre 300 giorni di sole l'anno, fuso orario GMT/WET comodo per collaborare con Regno Unito e Portogallo, e una rete crescente di spazi di coworking distribuiti tra il centro storico di Vegueta e i quartieri vicino al mare.
A raccontare questa realtà non sono solo i numeri, ma le persone. Wifi Tribe, community internazionale di viaggiatori-lavoratori, ha portato negli ultimi mesi 22 professionisti di cinque nazionalità diverse a condividere coliving e coworking a Gran Canaria per settimane o mesi. Julia, sviluppatrice web tedesca, racconta di essere riuscita a integrarsi nella comunità locale contribuendo anche allo sviluppo di iniziative del territorio. Carlos, graphic designer che si è trasferito a Tenerife circa un anno fa, descrive l'isola non solo come "un posto incredibile in cui vivere", ma come una comunità che lo sostiene nel quotidiano.
Su Tenerife il tessuto si differenzia per zona: il nord — Santa Úrsula, La Orotava, Puerto de la Cruz — attrae chi cerca un'atmosfera più verde, autentica e tranquilla, mentre il sud — Costa Adeje, Los Cristianos, El Médano — offre sole, surf e vita più mondana. Realtà come Cactus Coliving si sono affermate come punto di riferimento per chi arriva sull'isola per la prima volta e cerca subito una postazione di lavoro affidabile.
L'appuntamento che scandisce l'anno della comunità resta Nomad City Gran Canaria, evento nato per promuovere l'isola come destinazione per il lavoro da remoto e che nelle sue edizioni ha riunito ripetutamente oltre 200 tra nomadi digitali e imprenditori locali, tra conferenze, visite guidate e momenti di networking informale. Con l'autunno alle porte, la comunità guarda già alla prossima edizione come all'occasione per fare il punto su una tendenza tutt'altro che passeggera: da anni il Governo delle Canarie promuove attivamente, attraverso Promotur Turismo de Islas Canarias, campagne rivolte ai mercati europei — Paesi Bassi, Finlandia, Lussemburgo, Austria, Danimarca, Francia, Irlanda, Belgio — per attrarre soggiorni più lunghi e meno dipendenti dalla stagionalità aerea, in linea con la strategia di diversificazione del modello turistico dell'arcipelago.
Resta da vedere come l'offerta di spazi dedicati continuerà a evolversi nei prossimi mesi: la domanda cresce, e con essa le aspettative di una comunità che ormai considera le Canarie non una tappa di passaggio, ma una vera casa.