L'85% degli autobus canari è ormai elettrico: a che punto è la rivoluzione della mobilità sostenibile

Scritto il 05/08/2026
da Redazione

Otto autobus pubblici su dieci, oggi, alle Canarie non bruciano più un grammo di carburante fossile. Tra Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura, oltre l'85% della flotta di trasporto collettivo è stata convertita a veicoli elettrici, un traguardo che nel giro di pochi anni ha trasformato quella che era un progetto pilota in colonna portante della mobilità quotidiana dell'arcipelago — e della sua offerta turistica.

A sostenere questa trasformazione c'è una rete di infrastrutture cresciuta rapidamente: oltre 5.200 punti di ricarica distribuiti sulle isole, un numero che pone le Canarie tra i territori insulari più avanzati d'Europa su questo fronte. Solo negli ultimi mesi, la Consejería di Transizione Ecologica ed Energia del Governo delle Canarie, guidata da Mariano Hernández Zapata, ha aperto una nuova linea di sovvenzioni da 1.875.000 euro, cofinanziata dal Programma Feder Canarie 2021-2027, destinata sia all'acquisto di veicoli elettrici o a zero emissioni per il trasporto collettivo di passeggeri, sia all'installazione di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico.

Le modalità sono precise: le aziende pubbliche e private che offrono servizi di trasporto collettivo, insieme ai titolari di licenze taxi e VTC, hanno potuto richiedere fino a 30.000 euro per veicolo, un importo che varia in base alla categoria e alla eventuale rottamazione di un mezzo precedente. Per le infrastrutture di ricarica, gli enti locali e le aziende pubbliche hanno potuto ottenere fino al 100% dell'investimento sovvenzionabile. La linea prevedeva anche una riserva specifica di 625.000 euro ciascuna per il settore trasporti/professionisti e per comuni e cabildos, con domande accettate tra il 12 giugno e il 13 luglio 2026 e una giornata formativa online tenutasi il 19 giugno, organizzata insieme agli Uffici dell'Energia delle Canarie e rivolta ad associazioni datoriali come Femete, Femepa e CEOE Tenerife.

"La mobilità sostenibile è un tassello chiave per avanzare nella transizione ecologica ed energetica delle Canarie", ha dichiarato Hernández Zapata al momento dell'apertura del bando, sottolineando l'obiettivo di "rinnovare le flotte, ampliare la rete di ricarica e offrire nuove opportunità" ad amministrazioni, imprese e professionisti.

Dietro l'annuncio istituzionale, però, c'è una realtà più articolata. La conversione della flotta pubblica riguarda in gran parte gli autobus urbani e interurbani gestiti dalle amministrazioni, mentre il settore del trasporto privato — taxi, VTC, noleggio auto, un comparto cruciale per un'economia fortemente turistica — procede a un ritmo diverso, condizionato dai costi di acquisto dei veicoli elettrici e dalla disponibilità di ricarica rapida nelle zone più periferiche delle isole minori. È qui che si gioca la prossima fase della transizione: non più solo "quanti mezzi pubblici sono elettrici", ma "quanto è capillare, affidabile e rapida" la rete di ricarica per chi lavora ogni giorno su strada.

Con un arcipelago che dipende quasi interamente dall'importazione di combustibili fossili, ogni punto percentuale guadagnato dall'elettrico ha un peso doppio: ambientale ed economico, in termini di minore dipendenza energetica dall'esterno. Una sfida che le Canarie, stando ai numeri di questa estate 2026, sembrano affrontare con più determinazione della media nazionale.