Novanta contro dieci. È il numero da tenere a mente per capire la legge che, dal 13 dicembre 2025, ha cambiato le regole dell'affitto turistico alle Canarie: in ogni comune, almeno il 90% delle abitazioni deve restare a uso residenziale, e solo il 10% può essere destinato a uso turistico. Nelle cosiddette "isole verdi" — El Hierro, La Gomera e La Palma — il margine sale al 20%, un riconoscimento delle loro economie più fragili e meno dipendenti dal turismo di massa.
La Ley 6/2025 de Ordenación Sostenible del Uso Turístico de Viviendas, pubblicata nel Boletín Oficial de Canarias il 12 dicembre 2025 ed entrata in vigore il giorno successivo, è la prima norma dell'arcipelago a regolare per legge — e non solo per via amministrativa — l'affitto vacanziero. Il principio è semplice da enunciare e complicato da applicare: sono i cabildos e gli ayuntamenti, non più i singoli proprietari, a decidere quali zone di ogni isola possono ospitare nuove case vacanza e quali no.
Otto mesi dopo l'entrata in vigore, il bilancio resta acceso. L'Asociación Canaria del Alquiler Vacacional (ASCAV) ha reagito con durezza fin dai primi giorni, sostenendo che la norma rischia di colpire l'economia locale, ridurre l'offerta di alloggi turistici, far salire i prezzi e penalizzare soprattutto i piccoli proprietari che vivono di questa attività part-time. Dall'altra parte, l'esecutivo regionale difende la legge come strumento necessario contro la massificazione turistica e la pressione sul mercato della casa, un tema che negli ultimi anni ha alimentato proteste in diverse isole.
La norma, del resto, non è arrivata rigida come nella sua prima stesura. Dopo quasi 3.000 osservazioni ricevute durante la fase di consultazione pubblica, il Governo canario aveva già flessibilizzato alcuni requisiti: la superficie minima utile è scesa da 39 a 25 metri quadrati per le abitazioni che rispettano determinate condizioni (parcheggio collegato, piscina, certificazioni di sostenibilità, punto di ricarica elettrica o dimostrazione di generazione di occupazione), ed è caduto l'obbligo generalizzato del caricatore per veicoli elettrici. I comuni devono elaborare un piano di ispezione delle case vacanza entro sei mesi ed eseguirlo entro quattro anni.
Nei primi mesi del 2026, come riportato dalla stampa locale, il Governo ha inoltre avviato una modifica della legge per introdurre una moratoria di un anno che dia più tempo alle case vacanza esistenti di adeguarsi al nuovo obbligo di tramitare l'attività come "attività classificata" presso il proprio comune — un dettaglio tecnico che, secondo il settore, rischiava di lasciare fuori norma migliaia di alloggi già operativi in regola con la legislazione precedente.
Per chi vive alle Canarie tutto l'anno, la domanda resta pratica: la legge riuscirà davvero a liberare case per la popolazione residente, o si limiterà a spostare il problema? La risposta arriverà probabilmente solo quando i piani di ispezione comunali, ancora in fase di elaborazione in molte isole, cominceranno a produrre dati concreti sul numero di alloggi regolarizzati o esclusi dal mercato turistico.