Tenerife approva la sua rete di 71 punti di ricarica elettrica, ma in Canarie uno su tre è fuori servizio

Scritto il 17/08/2026
da Redazione

Immaginate di programmare un giro dell'isola in auto elettrica, verificare l'app, individuare una colonnina lungo il percorso, arrivarci, e trovarla spenta. Non è un caso isolato: secondo un'inchiesta di Diario de Avisas pubblicata ad aprile, in tutto l'arcipelago canario il 30,9% dei punti di ricarica censiti, cioè 710 su un totale di 2.295, risulta fuori servizio. È il rovescio della medaglia di una transizione che, sulla carta, sta accelerando.

Il caso più recente arriva da Tenerife, dove il Cabildo ha approvato lo scorso 30 luglio il regolamento della Red Insular de Movilidad Eléctrica, una rete di 71 punti di rifornimento distribuiti sull'isola, capace di ricaricare simultaneamente 143 veicoli. L'infrastruttura combina diverse potenze: 45 caricatori da 22 kW, pensati per la ricarica lenta quotidiana, 12 stazioni da 44 kW, 8 punti da 50 kW e 4 stazioni ad alta potenza da 126 kW, adatte a chi ha bisogno di una ricarica rapida durante un viaggio più lungo.

A Gran Canaria il quadro è altrettanto dinamico: l'isola concentra già il 51% dei veicoli elettrici dell'intero arcipelago e punta a raggiungere i cento punti di ricarica entro la fine del 2026. A La Laguna, nel nord di Tenerife, il Comune sta aggiungendo otto nuovi stalli collegati a quattro punti doppi da 11 kW, che porteranno il totale cittadino a 46 posti distribuiti in diverse zone. Anche Lanzarote ha completato a maggio la propria rete, garantendo copertura a tutti e sette i comuni dell'isola.

Il problema delle colonnine fuori uso non è quindi una questione di investimenti mancati, ma di manutenzione e di gestione quotidiana. Un punto di ricarica guasto non è solo un disagio per chi lo trova spento: mina la fiducia in un sistema che, per convincere sempre più automobilisti a passare all'elettrico, deve garantire affidabilità, non solo numeri crescenti sulla carta. Chi possiede un'auto elettrica alle Canarie lo sa bene: pianificare un tragitto significa spesso avere un piano B, o anche un piano C.

Le autorità insulari sembrano consapevoli del nodo. Il regolamento approvato dal Cabildo di Tenerife prevede non solo l'espansione della rete ma anche criteri più chiari per la sua gestione, un passo che va nella direzione di ridurre il tasso di guasti. Resta da vedere se lo stesso approccio verrà applicato in modo uniforme sulle altre isole, dove il problema della manutenzione sembra trasversale.

Le Canarie hanno fissato un obiettivo ambizioso all'interno della propria strategia di sostenibilità energetica: raddoppiare la potenza rinnovabile installata e moltiplicare per dieci l'autoconsumo entro il 2026, con oltre 800 milioni di euro di investimenti pubblici e privati messi in campo. La mobilità elettrica è una parte di quel disegno più ampio, insieme agli incentivi statali che nel 2026 arrivano fino a 7.000 euro per chi rottama un veicolo vecchio e ne acquista uno elettrico. Ma un incentivo economico e una rete di colonnine, per quanto estesa, valgono poco se chi guida non può fidarsi di trovarle accese quando ne ha bisogno.