Il Salto di Chira comincia a bere il mare: così Gran Canaria trasforma un vulcano in una batteria

Scritto il 08/09/2026
da Redazione

A venti metri sotto la superficie del mare, dentro una condotta lunga 1.300 metri, l'acqua dell'Atlantico ha iniziato a scorrere verso l'interno di Gran Canaria. Non è un dettaglio da poco: il Consejo Insular de Aguas ha confermato che la captazione marina del progetto Salto di Chira è stata completata, e con essa sono partiti i test della desalinizzatrice che dovrà alimentare, nei prossimi mesi, il bacino di Soria.

Il progetto, che lega i due antichi crateri di Chira e Soria nell'entroterra dell'isola, è pensato per fare due cose insieme: accumulare energia rinnovabile e produrre acqua desalinizzata. Il principio è quello dell'idroelettrico a pompaggio, già usato altrove in Europa, ma qui applicato a un'isola che non ha fiumi permanenti e che dipende quasi interamente da pozzi, desalinizzatrici e dai due serbatoi artificiali per la sua acqua.

Le opere di collegamento non sono meno impegnative della parte marina. Diciassette chilometri di tubazione corrono nel letto del barranco di Arguineguín, mentre la maggior parte dei quattro chilometri di gallerie, principali e secondarie, necessari per il pompaggio è già stata realizzata. Secondo quanto riferito dal Consejo Insular de Aguas, il pompaggio dell'acqua dalla desalinizzatrice fino al bacino di Soria comincerà nei prossimi mesi, comunque entro la fine dell'anno.

Chi conosce l'entroterra di Gran Canaria sa che Chira e Soria non sono due bacini qualsiasi: sono tra i pochi grandi specchi d'acqua dell'isola, incastonati in un paesaggio di canyon e terrazze agricole che da decenni convive con la scarsità idrica. Portarci dentro la logica dell'accumulo energetico significa provare a risolvere insieme due problemi che nelle isole viaggiano da sempre appaiati: dove trovare acqua e come renderla meno dipendente dai combustibili fossili.

Il sistema funziona così: nelle ore in cui l'energia rinnovabile abbonda, in genere quando soffia il vento o il sole è alto, l'acqua viene pompata dal bacino più basso a quello più alto. Quando la domanda elettrica sale e la produzione rinnovabile cala, l'acqua torna a scendere, azionando turbine che restituiscono energia alla rete. È lo stesso principio che permette a molte reti elettriche europee di assorbire quote crescenti di eolico e fotovoltaico senza far saltare l'equilibrio tra domanda e offerta, qui adattato alla scala e ai vincoli di un sistema elettrico isolato come quello di Gran Canaria.

Non è la prima infrastruttura di questo tipo di cui si è parlato a Gran Canaria negli ultimi anni, e non sarà probabilmente l'ultima. Ma il completamento della captazione marina segna un passaggio concreto, verificabile, in un progetto che per lungo tempo è rimasto sulla carta o in fase di cantiere senza date precise. Ora c'è una finestra temporale definita dallo stesso Consejo Insular de Aguas per l'avvio del pompaggio verso Soria, ed è quella finestra a rendere la notizia diversa da un semplice annuncio istituzionale.

Resta da vedere come si comporterà l'intero sistema una volta a regime, e quale sarà l'impatto reale sulla bolletta elettrica e sulla disponibilità d'acqua per l'agricoltura del sud dell'isola, temi su cui non esistono ancora dati verificabili. Ma il cantiere, questa volta, ha smesso di essere solo un progetto e ha cominciato a bere acqua di mare.