Giovani agricoltori alle Canarie: scade il 30 settembre l'obbligo legato ai 5 milioni di aiuti PEPAC

Scritto il 14/09/2026
da Redazione

Mancano sedici giorni al 30 settembre. Per settantotto giovani sparsi tra le sette isole, quella data non è un dettaglio burocratico: è la linea oltre la quale un'azienda agricola deve esistere davvero, con terreno lavorato, animali o colture avviate, non solo su carta. Il Governo di Canarias ha concesso loro 5,05 milioni di euro attraverso il Plan Estratégico de la Política Agraria Común (PEPAC), ma il finanziamento arriva con una condizione precisa: chi lo riceve deve dimostrare di aver avviato l'attività entro quella data, pena la perdita dell'aiuto.

I fondi, cofinanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale, dal governo autonomo e dal Ministero dell'Agricoltura spagnolo, si distribuiranno tra il 2026 e il 2027, con poco più di 2,5 milioni di euro per ciascuna annualità. La cifra media per beneficiario si aggira sui 64.800 euro, anche se l'importo effettivo varia da progetto a progetto, in base agli impegni che ciascun giovane ha sottoscritto: alcuni si sono impegnati a coltivare in regime biologico, altri ad assumere un lavoratore agrario in più, altri ancora a investimenti specifici nell'azienda.

Il consigliere di Agricoltura, Allevamento, Pesca e Sovranità Alimentare, Narvay Quintero, insiste sul fatto che il denaro da solo non basta: ogni beneficiario riceve anche un accompagnamento tecnico che comincia dalla definizione dell'idea imprenditoriale e prosegue per i primi anni di attività, il periodo in cui un'azienda agricola giovane rischia di più. È un dettaglio che pesa, perché tra i requisiti della convocatoria c'è anche un pacchetto di formazione obbligatoria, almeno 200 ore, da completare entro settembre 2027 per chi non ha già le competenze richieste: gestione d'impresa, uso del sistema informativo SIEX, sanità vegetale, ma anche uso efficiente dell'acqua e adattamento al cambiamento climatico, materie che il bando tratta ormai come sapere di base per chiunque entri nel settore, non come opzioni per specialisti.

Il 23 luglio, alla Escuela de Capacitación Agraria di Tacoronte, il presidente di Canarias Fernando Clavijo e lo stesso Quintero hanno aperto l'Encuentro Relevo Generacional Agrario 2026, che ha riunito i beneficiari delle convocatorie 2025 e 2026 da tutte le isole. Clavijo ha ricordato che tra il 2023 e il 2026 sono stati gestiti 19,9 milioni di euro in aiuti simili, distribuiti su 275 pratiche. Durante la giornata è stato proiettato un documentario con le storie di sette giovani, uno per isola: da Jésica Jurado Rodríguez a El Hierro a Héctor Luis Cabrera González a Fuerteventura, passando per Sheila Rodríguez de León a Tenerife, che ha offerto ai presenti un aperitivo con prodotti di una trentina di giovani produttori dell'arcipelago.

Nei tavoli tecnici che hanno seguito la proiezione, i temi più discussi non riguardavano la burocrazia in astratto, ma due ostacoli molto concreti: l'accesso alla terra e l'accesso all'acqua, insieme alla complessità delle procedure amministrative per chi non ha esperienza pregressa nel settore. Quintero ha riconosciuto che proprio questi tre punti, accesso alle risorse di base, sburocratizzazione, flessibilità normativa, resteranno al centro delle prossime mosse della sua Consejería.

Resta da vedere quanti dei settantotto riusciranno a rispettare la scadenza del 30 settembre senza dover rinunciare al progetto. Ma il fatto che il bando leghi esplicitamente l'ingresso di una nuova generazione nel settore primario a competenze su acqua e clima dice qualcosa sul tipo di agricoltura che le Canarie stanno provando a costruire: non più solo una questione di ricambio anagrafico, ma di quale agricoltura arriverà dopo.