Cosa succede quando un'auto non può più entrare in centro? Le Canarie lo discutono per la prima volta

Scritto il 15/09/2026
da Redazione

Immaginate di dover ripensare da zero il modo in cui la vostra città gestisce il traffico: dove possono passare le auto, quali vengono escluse dal centro, come si concilia tutto questo con il turismo, i residenti e i commercianti. È il nodo che comuni come Madrid, Barcellona o Siviglia stanno già affrontando da qualche anno con le zone a basse emissioni, e che ora tocca in pieno anche le Canarie, dove diversi municipi devono adeguarsi agli obblighi della Ley de Cambio Climático y Transición Energética.

Per la prima volta, l'arcipelago ospiterà un confronto strutturato su questo tema: giovedì 17 settembre, dalle 9:00, il Colegio de Ingenieros de Caminos, Canales y Puertos di Tenerife apre le porte al primo forum canario sulle Zonas de Bajas Emisiones (ZBE), organizzato dalla Consejería de Transición Ecológica y Energía del Governo delle Canarie, guidata da Mariano H. Zapata. L'incontro è gratuito e aperto sia a tecnici del settore che al pubblico generico, un dettaglio che segnala la volontà di portare il dibattito oltre gli addetti ai lavori.

Il programma prevede un confronto diretto con realtà che hanno già attraversato questo percorso: rappresentanti di Alcobendas, Valladolid, Toledo, Elche, Benidorm, Logroño e Granada porteranno le loro esperienze di gestione, i modelli scelti e le soluzioni applicate sul territorio. Non è un dettaglio secondario: ogni città ha affrontato la transizione in modo diverso, tra chi ha puntato su restrizioni progressive per fasce orarie e chi ha scelto zone geografiche più ampie con eccezioni per residenti e attività commerciali. Il forum dedicherà inoltre un blocco specifico alle esperienze dei comuni canari, che si trovano a un punto diverso del percorso rispetto alle città della penisola.

Il tema non è astratto per le isole. La normativa nazionale sul clima impone alle città sopra una certa soglia di popolazione di adottare misure per ridurre le emissioni del traffico urbano, e municipi come Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife si trovano a dover conciliare questo obbligo con caratteristiche urbanistiche specifiche: centri storici stretti, una forte dipendenza dall'auto privata in assenza di reti di trasporto pubblico capillari come quelle delle grandi città della penisola, e un settore turistico che genera flussi di traffico stagionali difficili da prevedere con un modello unico.

Va detto che il dibattito sulle zone a basse emissioni in Spagna non è mai stato del tutto pacifico: da un lato ci sono associazioni ambientaliste e urbanistiche che ne chiedono un'applicazione più rigorosa, dall'altro commercianti e residenti che temono un impatto negativo sull'accessibilità dei centri storici. Portare questo confronto alle Canarie, dove il tema è ancora in una fase iniziale rispetto a molte città della penisola, significa provare a imparare dagli errori e dai successi altrui prima di disegnare un modello proprio, piuttosto che partire da zero.

Resta da vedere quali municipi canari sceglieranno di intervenire con le proprie esperienze concrete e quali indicazioni operative emergeranno dal confronto. Ma il fatto stesso che un forum di questo tipo arrivi solo ora, a diversi anni dall'entrata in vigore della legge nazionale, dice qualcosa sulla complessità di applicare regole pensate per contesti urbani molto diversi a un arcipelago dove ogni isola, e spesso ogni comune, ha esigenze di mobilità proprie.