Le Canarie producono più energia pulita che mai. Il problema è che non riescono a usarla tutta

Scritto il 21/09/2026
da Redazione

Un pomeriggio di sole a picco a Gran Canaria produce, oggi, più elettricità pulita di quanta le isole sappiano davvero usare. È un problema che suona strano da queste parti, dove per anni il freno alla transizione energetica è stato il contrario: troppo poco sole sfruttato, troppi pochi impianti. Le cose sono cambiate più in fretta di quanto molti pensassero, e ora la sfida si è capovolta.

Lo ha spiegato il consigliere regionale per la Transizione Ecologica ed Energia, Mariano H. Zapata, presentando in Parlamento il bilancio delle politiche energetiche canarie. Dal 2023 l'arcipelago ha aggiunto 232 megawatt di potenza rinnovabile, passando da 972 a 1.204 MW installati, quasi un quarto in più. Nello stesso periodo la quota di rinnovabili nella generazione elettrica è salita dal 19,2% a circa il 23%.

Il salto più netto, però, riguarda l'autoconsumo: chi produce energia per uso proprio, che sia una famiglia, un'azienda o un ente pubblico. La potenza installata è passata da 136 a oltre 302 megawatt, e il numero di impianti da circa 14.700 a più di 24.800. In pratica, in tre anni migliaia di tetti canari si sono riempiti di pannelli.

"In apenas tres años hemos incorporado 232 MW renovables y hemos más que duplicado la potencia de autoconsumo. Cada vez hay más familias y empresas produciendo su propia energía y Canarias depende un poco menos de los combustibles fósiles", ha detto Zapata. Parole che fotografano un progresso reale. Ma lo stesso consigliere ha ammesso che il numero più importante, adesso, non è quello dei megawatt installati: è quanta di quell'energia le isole riescono davvero a sfruttare.

Il problema è tecnico prima che politico. Le reti elettriche insulari sono piccole e isolate: non esiste un'unica rete iberica a cui scaricare gli eccessi di produzione quando il sole picchia e i consumi sono bassi, né importare energia quando serve di più. Senza batterie o altri sistemi di accumulo, l'energia prodotta in eccesso in certe ore del giorno va semplicemente persa. "No se trata únicamente de instalar más placas solares o aerogeneradores. Tenemos que ser capaces de almacenar la energía cuando se produce y utilizarla cuando la necesitamos", ha sintetizzato Zapata.

Per questo il governo canario punta su alcuni progetti infrastrutturali di peso: la centrale idroelettrica di pompaggio di Salto de Chira a Gran Canaria, un impianto analogo previsto a Güímar (Tenerife), l'espansione dello stoccaggio a batterie e l'interconnessione elettrica tra Tenerife e La Gomera, pensata per far viaggiare l'energia tra isole vicine invece di sprecarla. Canarias ha inoltre chiesto allo Stato centrale un quadro normativo più adatto a sviluppare l'accumulo nei sistemi elettrici insulari, che seguono regole diverse da quelle della penisola.

Accanto alla partita energetica, la Consejería lavora anche sull'adattamento al caldo. È in corso la Red Canaria de Refugios Climáticos, sviluppata con la Federación Canaria de Municipios, che punta a individuare e attrezzare spazi pubblici capaci di offrire riparo nelle giornate più calde: ombra, vegetazione, punti acqua. I primi interventi concreti riguardano Los Realejos e San Bartolomé de Tirajana, oltre al Puerto de Tazacorte e Santa Cruz de La Palma. Una guida specifica è stata inviata agli 88 comuni e ai sette cabildos dell'arcipelago.

Restano domande aperte, a partire dai tempi: i grandi progetti di accumulo come Salto de Chira sono opere pluriennali, mentre la crescita del fotovoltaico corre più veloce. Nel frattempo, ogni pomeriggio di sole pieno continua a essere, in parte, un'occasione mancata.