Dall'8 settembre, chi guida nel centro di Santa Cruz de Tenerife lo fa, tecnicamente, dentro una Zona a Basse Emissioni pienamente in vigore. L'ordinanza comunale è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Provincia il 24 agosto ed è diventata efficace quindici giorni lavorativi dopo, come previsto dalla procedura amministrativa. Sulla carta, è un traguardo che la città inseguiva da tempo: un primo tentativo, nel 2025, era stato annullato dal Tribunale Superiore di Giustizia delle Canarie perché la relazione di impatto presentata dal Comune risultava, nelle parole della sentenza, praticamente vuota e scollegata dalla normativa che si voleva approvare.
Questa seconda versione, corretta con un nuovo studio tecnico, introduce anche un elemento che nessun altro comune spagnolo aveva ancora imposto: l'obbligo di revisione tecnica del veicolo (ITV) in corso di validità per poter accedere all'area, insieme all'assicurazione obbligatoria. È l'articolo 13 dell'ordinanza, e rende Santa Cruz il primo caso in Spagna di zona a basse emissioni che lega l'accesso non solo alle emissioni del motore ma anche allo stato di manutenzione del veicolo.
La zona coincide sostanzialmente con il centro storico e il quartiere del Toscal, delimitata da calle Méndez Núñez, la Rambla de Santa Cruz e l'Avenida de Anaga. Le restrizioni si applicheranno dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 20, con eccezioni per residenti, box privati e famiglie a basso reddito. Il Comune lavora già a un'espansione della cosiddetta zona URBAN, che dovrebbe passare dagli attuali 226.697 metri quadrati a 778.244, quasi il triplo.
C'è però una distanza enorme tra l'entrata in vigore formale e l'applicazione pratica. Le telecamere e l'infrastruttura di controllo necessarie per far rispettare i divieti richiederanno, secondo le stime, circa diciotto mesi per diventare operative. E le sanzioni vere e proprie, quelle che trasformano un divieto in un deterrente reale, non scatteranno prima di luglio 2029. Per quasi tre anni, insomma, Santa Cruz avrà una zona a basse emissioni che esiste nell'ordinanza comunale ma non ancora nella pratica quotidiana di chi guida per il centro.
Non è un caso isolato nel panorama canario. A Las Palmas de Gran Canaria, l'ordinanza equivalente per il quartiere di Alcaravaneras non ha ancora superato nemmeno l'approvazione iniziale, nonostante l'installazione di sensori di qualità dell'aria già avviata mesi fa. La differenza tra annunciare una politica ambientale e renderla operativa, nelle due maggiori città delle Canarie, si misura ormai in anni, non in mesi: un tema che difficilmente farà notizia quanto l'approvazione dell'ordinanza stessa, ma che probabilmente conterà di più per la qualità dell'aria che i residenti del Toscal respireranno nei prossimi anni.