Trecento sì per La Palma: confermati lo sconto IRPF del 60% e 100 milioni per chi coltiva

Scritto il 24/09/2026
da Redazione

Trecento voti a favore, trentotto contrari, dieci astenuti. Mercoledì 23 settembre il Congresso dei Deputati ha convalidato il Real Decreto-ley 23/2026, approvato dal Consiglio dei ministri l'8 settembre e già in vigore da allora. Hanno votato sì PSOE, PP, Sumar, EH Bildu, PNV, Podemos, BNG e UPN. No da Vox e Junts. Tra gli astenuti, riferisce Canarias7, Esquerra Republicana e i deputati di Compromís.

Il decreto è un pacchetto di misure fiscali e finanziarie legate ai danni dell'eruzione del 2021, quella del vulcano che oggi tutti chiamano Tajogaite, nella dorsale di Cumbre Vieja. Il punto più visibile per chi vive sull'isola è la conferma della deduzione del 60% sull'IRPF, l'imposta sul reddito, per i residenti della Palma anche nel periodo d'imposta 2026. «La convalida permetterà che questa riduzione si rifletta immediatamente nelle buste paga dei palmeri», ha detto il ministro della Politica territoriale Ángel Víctor Torres, che ha difeso il testo in aula.

I 100 milioni per le campagne

La seconda misura riguarda la campagna. Il decreto autorizza la Comunità autonoma a usare 100 milioni di euro del proprio avanzo 2025 per agricoltori e allevatori colpiti dall'eruzione. Secondo la nota della Delegazione del Governo nelle Canarie, i fondi serviranno a compensare i cali di produzione del 2024, 2025 e 2026. Serviranno anche a ricostruire le infrastrutture agricole: magazzini degli attrezzi, stalle, impianti idraulici, centri di confezionamento delle banane e poderi. La cifra non conta ai fini della regola di spesa e può essere ampliata se servirà.

Ci sono poi dettagli meno appariscenti ma concreti. È prevista una nuova moratoria sui prestiti per gli agricoltori di El Paso, Los Llanos de Aridane e Tazacorte. Cambia anche il calcolo delle prestazioni straordinarie per cessazione d'attività dei lavoratori autonomi: i contributi del POSEI non entrano più nel rendimento netto, e alcuni redditi di riferimento si calcolano sul 2020 invece che sul 2019. Il giorno prima, inoltre, il Consiglio dei ministri aveva sbloccato 33 milioni di credito aggiuntivo per le convenzioni di ricostruzione con il Cabildo e con i comuni che hanno presentato correttamente le richieste di modifica delle opere.

I soldi sono canari, non di Madrid

La deputata di Coalición Canaria Cristina Valido ha tenuto a chiarire un punto. I 100 milioni escono dai circa 600 milioni di avanzo del governo canario: non sono trasferimenti straordinari dallo Stato. «Il Governo delle Canarie potrà usare i suoi soldi, cosa che abbiamo chiesto tante volte e che ci è stata negata», ha detto.

È qui che il decreto va oltre La Palma. Le comunità autonome con un debito inferiore al 12,4% del PIL a fine 2025 potranno destinare l'avanzo di bilancio a investimenti "finanziariamente sostenibili", casa compresa, invece di usarlo per ridurre il debito, senza che conti per la regola di spesa. Sono otto: Canarie, Asturie, Navarra, Paesi Baschi, Andalusia, Baleari, Cantabria e Galizia, per quasi 4.000 milioni complessivi. Per le Canarie la quota supera i 600 milioni. Sul calendario le fonti non coincidono del tutto: la nota governativa parla del 2026 e 2027, Canarias7 cita investimenti eseguibili fino al 2028.

Cinque anni dopo l'eruzione, lo sconto fiscale è diventato quasi una voce stabile nell'economia dell'isola. Ha senso chiedersi fino a quando durerà e cosa succederà quando finirà. Per ora il decreto rinnova la misura anno per anno, senza una data di uscita.