Cosa hanno in comune San Marino, Guernsey, Jersey, Andorra, la Malesia, Taiwan e le Canarie? Sono, in quest'ordine, i sette territori al mondo con più veicoli per abitante. L'arcipelago ha chiuso agosto 2026 con oltre due milioni di veicoli per poco più di 2,2 milioni di residenti: 830 ogni mille abitanti, più degli Stati Uniti. La classifica, costruita su dati dell'Istituto canario di statistica (ISTAC), è stata ripresa questa settimana da Canarias Ahora e da Moncloa.com.
Il salto è recente. Secondo la Dirección General de Tráfico, a fine 2025 i veicoli registrati erano 1.977.854, il 2,7% in più dell'anno prima: 53.515 in dodici mesi, l'aumento maggiore dal 2020. La provincia di Las Palmas ha superato per la prima volta il milione (1.016.398), quella di Santa Cruz de Tenerife è arrivata a 961.456. Con le immatricolazioni dei primi mesi del 2026, la soglia dei due milioni è stata oltrepassata.
Da dove arrivano tutte queste auto? Julián Sastre, presidente dell'Instituto de Movilidad, indica prima di tutto il turismo. Una parte consistente del parco appartiene alle flotte di autonoleggio, perché il modello turistico canario si appoggia sull'auto a noleggio per raggiungere spiagge, parchi naturali e paesi dell'interno poco serviti dal trasporto pubblico. Poi c'è il territorio. Le isole non hanno ferrovie interurbane, a parte il tram di Tenerife. I centri abitati sono sparsi e spesso separati da aree protette, e secondo Sastre questo modello di insediamento rende difficile costruire reti di trasporto continue. Infine il fisco: l'IGIC, l'imposta canaria che sostituisce l'IVA, rende l'acquisto di un'auto nuova relativamente più conveniente che nella penisola.
Le Canarie hanno provato a rispondere con la leva più immediata, il prezzo. La guagua gratuita, in vigore dal 2023, ha fatto salire il numero di passeggeri. Il traffico però non è sceso. Molti nuovi utenti, ricostruisce Canarias Ahora, prima andavano a piedi, pagavano già il biglietto o semplicemente non si spostavano. Chi attraversa l'isola ogni mattina per lavorare continua a farlo in macchina.
César García, responsabile di Mobilità e Innovazione di Sagulpa, la società municipale dei parcheggi di Las Palmas de Gran Canaria, propone di spostare il problema all'origine. Servono parcheggi intermodali economici nei comuni da cui partono i pendolari, non solo all'ingresso della città. Il suo esempio è il parcheggio di El Rincón, 912 posti a 3 euro per l'intera giornata. "Se li mettiamo solo a destinazione, il veicolo finisce per spostarsi comunque", ha detto.
C'è poi l'età del parco. Il 51% delle auto ha più di 15 anni e una su tre supera i 20. L'età media è di 16 anni, uno in più della media spagnola, secondo i dati DGT citati dalla Gaceta de Canarias. Più di 545.000 veicoli hanno 25 anni o più. Le elettriche pure restano una piccola minoranza, tra lo 0,8% e l'1,1% a seconda di come si conta (circa 16.000 auto, o meno di 22.000 veicoli di ogni tipo). Sul nuovo il quadro è diverso: il 7,2% delle auto vendute è elettrico e, contando anche gli ibridi, oltre la metà delle immatricolazioni è considerata a basse emissioni. Ma comprare un'auto nuova non toglie di mezzo la vecchia. Per ogni auto nuova se ne vendono più di 1,2 usate con oltre dieci anni.
Chi deve muoversi, e come? Le competenze sulla mobilità sono in gran parte dei Cabildos, non del Governo regionale. Ogni piano diventa quindi una trattativa a sette. La Strategia di mobilità sostenibile e intelligente delle Canarie (MOVIC) punta a ridurre la dipendenza dall'auto privata e a dare più spazio al trasporto pubblico. I comuni sopra i 50.000 abitanti devono attivare le zone a basse emissioni, i Cabildos decidere dove far lasciare le auto a chi entra in città. Con le elezioni regionali di maggio 2027 all'orizzonte, il calendario reale è anche politico.
Per chi vive qui la sintesi è quotidiana: code sulla TF-1 o sulla GC-1, parcheggi introvabili nei centri, autobus più pieni ma non più veloci. Il record mondiale è solo il modo più rapido per dirlo.