Centotrentanove milioni e novecentocinquantamila euro. Tanto avevano ricevuto da investitori stranieri hotel e appartamenti turistici delle Canarie nel primo semestre del 2025. Un anno dopo, la stessa voce vale 1,70 milioni. Non è un errore di battitura.
I dati provengono dal Registro degli investimenti esteri della Secretaría de Estado de Comercio (piattaforma DataInvex) e sono stati analizzati da Atlántico Hoy e La Voz de Lanzarote. Il quadro generale sembra tranquillo. Tra gennaio e giugno 2026 sono arrivati 170,47 milioni di investimento estero lordo, l'11,66% in meno rispetto ai 192,84 milioni del 2025. Nello stesso periodo, in tutta la Spagna, gli investimenti sono cresciuti di oltre il 31%. Le isole valgono circa l'1,4% del totale nazionale.
Sotto quel calo moderato, però, la composizione è cambiata quasi del tutto. Anche l'immobiliare è crollato, da 35,79 a 3,43 milioni. Il vuoto è stato riempito da una voce che un anno fa era quasi inesistente: il noleggio di mezzi di navigazione senza equipaggio, cioè la locazione di barche e navi commerciali. Era a 51.500 euro, ora è a 144,64 milioni.
Cambia anche la provenienza. La Danimarca guida con 73,11 milioni, il 42,9% del totale. Seguono la Spagna con 61,17 milioni (capitale spagnolo che rientra attraverso strutture estere), poi Svizzera (12,66), Portogallo (10,97) e Germania (7,77). Nel 2025 i protagonisti erano Spagna (67,49) e Norvegia (66,51), con la Danimarca ferma a 10 milioni.
C'è una coincidenza che salta all'occhio. DataInvex attribuisce esattamente 73,11 milioni a fondi di investimento pubblici o sovrani, la stessa cifra arrivata dalla Danimarca. Fa pensare a un'unica grande operazione marittima, ma nessuna delle fonti consultate lo conferma né indica di quale operazione si tratti. Meglio lasciarlo come ipotesi.
Il resto si divide tra persone fisiche (60,42 milioni), società (24,29) e istituzioni private di investimento collettivo (12,64). Per tipo di operazione, il 56% (95,47 milioni) sono acquisizioni, 48,08 milioni progetti greenfield, 24,73 milioni altri ampliamenti e 2,19 milioni operazioni brownfield.
Geograficamente lo squilibrio è netto. La provincia di Santa Cruz de Tenerife ha raccolto 149,10 milioni, l'87,5%. Secondo La Voz de Lanzarote dipende in gran parte da dove sono registrate le grandi operazioni marittime. Las Palmas si è fermata a 21,36 milioni.
Cosa significa per chi vive o lavora alle isole? Probabilmente meno di quanto suggeriscano i titoli. Un'operazione di leasing navale non crea gli stessi posti di lavoro di un hotel rinnovato, e un semestre non fa una tendenza. Ma il segnale sul turismo e sull'immobiliare è chiaro: nella prima metà del 2026 il capitale straniero ha smesso, almeno per ora, di puntare sui letti e sui mattoni dell'arcipelago. Sarà interessante vedere se il secondo semestre confermerà la frenata o se è stata solo una pausa.