"Quello che è andato storto è colpa mia." Non capita spesso di sentirlo dire a un dirigente davanti a settanta colleghi. A dirlo è stato Jose Ignacio Cantero Martel, responsabile dell'implementazione dell'IA in Grupo Martel, giovedì 24 settembre a Las Palmas de Gran Canaria.
L'occasione era un incontro organizzato dal Fórum de Jóvenes dell'Asociación de la Empresa Familiar en Canarias (EFCA) negli spazi di Workincholas La Minilla. Il titolo prometteva concretezza: "IA che funziona già: come l'abbiamo implementata in casa". Sul palco quattro organizzazioni con esperienze diverse: Grupo Martel, Atlantis Technology del Grupo Binter, la banca cooperativa Cajasiete e KPMG.
L'errore di Martel, ha spiegato Cantero, è stato analizzare il progetto solo dal punto di vista tecnico, senza coinvolgere all'inizio chi conosceva davvero il business. La correzione ha prodotto la frase più citata della giornata: "L'IA non ha sostituito nessuno a casa mia. Ha preso quello che la nostra gente già sapeva e l'ha moltiplicato."
Héctor Reboso, CEO di Atlantis Technology, ha suggerito un metodo prudente: partire da un processo piccolo e concreto, poi estendere agli altri sistemi. Carlos González, direttore di Strategia, Dati e Automazione di Cajasiete, ha detto che lo scopo non è sostituire i dipendenti ma "dare loro più tempo per attività di maggior valore". KPMG, con il socio responsabile per le Canarie Agustín Marrero, ha scelto di diventare "il proprio cliente zero": sperimentare prima al proprio interno, poi trasferire l'esperienza ai clienti.
Secondo il resoconto di Canarias7, la conclusione condivisa è che la tecnologia non è necessariamente la sfida più difficile. Lo sono di più la paura dei dipendenti di perdere il lavoro e la formazione per usare bene gli strumenti. I relatori hanno parlato anche di tempi e costi. Il resoconto pubblico non riporta cifre, quindi non sappiamo quanto abbiano speso queste aziende.
Mentre a Gran Canaria si confrontavano grandi gruppi familiari, a Fuerteventura si lavora sull'altro capo del tessuto produttivo. L'11 settembre il Centro Insular de Juventud di Puerto del Rosario ha ospitato #TechTrends FV26, organizzato dal Cabildo con il cluster Canarias Excelencia Tecnológica (CET). Era la prima volta che il format usciva da Gran Canaria e Tenerife, e ha richiamato circa un centinaio di persone. L'evento fa parte di "FuerteventurIA: Inteligencia Artificial para todos", progetto di sensibilizzazione, formazione e mentoring rivolto a cittadini, scuole, imprese locali e pubblica amministrazione.
Il programma era molto pratico. Laboratori sull'uso di ChatGPT, interventi su dati e commercio conversazionale, e la presentazione di Sparkling Tech Solutions, che usa l'IA per individuare il declino cognitivo. La consigliera insulare Carmen Alonso ha annunciato che dal 1° ottobre riprendono i "desayunos tecnológicos", dedicati alla gestione del talento nell'era digitale.
Due eventi diversi, una stessa direzione. Nelle Canarie la discussione sull'IA si sta spostando dal "se" al "come", e chi l'ha già provata ammette senza imbarazzo di aver sbagliato strada almeno una volta. Per le PMI che stanno ancora valutando, forse è la notizia più utile.