Oggi, 2 ottobre, alle tre del pomeriggio, venti professionisti di Tenerife entrano per l'ultima volta in un'aula del CIFP Las Indias, a Santa Cruz. Tra loro ci sono designer, artigiani e piccoli imprenditori della moda. Per tutta la settimana, dalle 15 alle 21, hanno lavorato con strumenti di intelligenza artificiale su un tema insolito per un corso tecnologico: il Carnevale.
Il programma si chiama Centro de Alto Rendimiento de Empresas (CARE) IA para Diseñadores de Carnaval y Moda. Lo hanno lanciato il Cabildo di Tenerife, attraverso il Parco scientifico e tecnologico (PCTT), e la Escuela de Organización Industrial (EOI), scuola pubblica di business. È gratuito, cofinanziato dal Fondo sociale europeo Plus e dal Cabildo, e riservato a chi risiede a Tenerife e lavora come dipendente di una pmi o come autonomo.
Perché proprio il Carnevale? La risposta del consigliere insulare all'Innovazione, Juan José Martínez Díaz, è economica prima che culturale. Tenerife, ha detto, ha un grande talento creativo legato al Carnevale, alla moda e al design, e queste industrie "fanno parte della nostra identità" e hanno anche "un importante potenziale economico". Dietro ogni costume da gala c'è infatti una piccola filiera: progettazione, prove, cucito, materiali, comunicazione. Spesso è sostenuta da laboratori con pochissimi addetti.
Il corso tocca tutte queste fasi. Il programma comprende un'introduzione all'IA generativa e a quella "locale", che gira sul proprio computer senza mandare dati in rete. Seguono l'analisi e l'anticipazione delle tendenze, la creazione di moodboard, il design assistito, le applicazioni nella confezione e nella produzione, la generazione e visualizzazione di immagini, il branding, il marketing digitale e lo sviluppo di nuovi modelli di business.
La parte più interessante viene dopo l'aula. Per circa un mese e mezzo ogni partecipante continuerà a sviluppare un proprio progetto professionale con 20 ore di tutoraggio individuale. Ci saranno anche laboratori facoltativi su automazione, produttività e strumenti digitali. Alla fine, in una giornata di chiusura, i partecipanti presenteranno quello che hanno costruito. "L'obiettivo è che l'apprendimento non finisca in aula", ha spiegato Luis Sánchez Henríquez, direttore dei programmi per imprenditori, innovazione e pmi della EOI.
Non era richiesto di lavorare nel Carnevale né di sapere già qualcosa di IA. Per la selezione contavano l'esperienza professionale o imprenditoriale, la motivazione e l'impegno a partecipare attivamente. Il consigliere all'Occupazione, Efraín Medina, ha presentato l'iniziativa come una risposta al cambiamento delle competenze richieste a professionisti e imprese.
Va detto con onestà quello che ancora non sappiamo. Venti persone sono poche, e i risultati si vedranno solo a fine percorso, verso metà novembre. Non è chiaro, per ora, se il formato verrà ripetuto o allargato. Né sappiamo quanto i costumi del prossimo Carnevale di Santa Cruz porteranno l'impronta di questi strumenti. Ma l'esperimento ha un merito concreto. Prende una tecnologia di cui si parla quasi sempre in astratto e la mette nelle mani di chi lavora con ago, tessuto e scadenze strette. Ci sarà da vedere cosa ne verrà fuori.