Sedici case di produzione argentine sono atterrate lunedì a Gran Canaria. Per una settimana gireranno studi, platò e location tra Gran Canaria e Tenerife, con una domanda precisa: conviene girare qui? Lo ha comunicato il 5 ottobre il Gobierno de Canarias attraverso Proexca, la società pubblica che si occupa di promozione economica e attrazione di investimenti.
Il viaggio non nasce dal nulla. A dicembre 2025 Proexca era presente a Ventana Sur, il mercato audiovisivo di Buenos Aires. A giugno una delegazione canaria guidata da Alfonso Cabello, viceconsigliere della Presidenza e presidente di Proexca, è tornata nella capitale argentina con il sostegno dell'Ambasciata di Spagna. Ha presentato l'arcipelago come piattaforma per le aziende tecnologiche e audiovisive che vogliono espandersi verso Europa e Africa. Da quegli incontri è nata la "missione inversa": ora sono gli argentini a venire.
Si tratta soprattutto di società di produzione in "imagen real", cioè di riprese dal vero e non di animazione. Secondo la nota ufficiale, alcune arrivano già con progetti in mente da sviluppare nelle isole.
Il programma è fitto. In Gran Canaria la delegazione ha visitato gli studi e i platò gestiti dalla SPEGC, la società di promozione economica del Cabildo, insieme alla Gran Canaria Film Commission. A Tenerife la riceverà la Tenerife Film Commission, e ci sarà un incontro con il console argentino nelle Canarie, Luis María Sobrón. Chiude il viaggio una sessione di networking con le imprese canarie del settore e un giro tra le location.
Dietro l'organizzazione c'è la rete Canary Islands Film: Proexca, l'Instituto Canario de Desarrollo Cultural, le due film commission insulari, la Zona Especial Canaria e il Clúster Audiovisual de Canarias. Pablo Martín Carbajal, consigliere delegato di Proexca, parla di un lavoro di anni che inizia a dare frutti e definisce le isole "l'hub atlantico strategico" per queste aziende.
Perché proprio l'Argentina? Il Paese ha un'industria audiovisiva con molta esperienza e una lingua in comune, ma lavora in un contesto economico instabile. Per una casa di produzione di Buenos Aires, una base in territorio europeo con un regime fiscale agevolato può significare accesso a coproduzioni e a mercati che da casa sono più difficili da raggiungere. Questa è una lettura mia, non della nota ufficiale. Spiega però perché l'interesse sia arrivato.
Il settore canario parte da numeri robusti, almeno secondo i dati di Proexca ripresi ad aprile da La Voz de Lanzarote. Nel 2025 l'audiovisivo ha generato 432 milioni di euro di investimento diretto, 20.000 posti di lavoro diretti e 180 produzioni, con 369 contatti registrati come possibili progetti futuri. Va detto che sono cifre fornite dall'ente promotore e che non ho trovato una verifica indipendente.
Qui serve un po' di prudenza. Una missione commerciale misura l'interesse, non gli investimenti. Tra una visita agli studi e un contratto firmato passano mesi, a volte anni, e molte di queste settimane si chiudono con biglietti da visita e poco altro. Lo stesso dato dei 369 contatti racconta questo scarto: sono potenziali progetti, non riprese già fissate.
Il test vero arriverà più avanti, quando si capirà se almeno una di queste sedici aziende sceglierà le Canarie per un set, una sede o una coproduzione. Fino ad allora, la settimana argentina resta una buona notizia a metà.