Gran Canaria, 1,6 milioni di metri cubi d'acqua depurata l'anno per i campi del sud-est

Scritto il 07/10/2026
da Redazione

Il 1° ottobre, a Gran Canaria, è stato firmato di nuovo un accordo che esiste in forma diversa dal 2002. Da una parte la Mancomunidad del Sureste, dall'altra il Consejo Insular de Aguas. In mezzo, un depuratore: quello di Arinaga, che dopo il trattamento terziario produce acqua adatta all'irrigazione.

I numeri, secondo Canarias7, sono questi: 1,6 milioni di metri cubi l'anno, per un totale di 6,4 milioni nei quattro anni di durata. L'intesa si può rinnovare per altri quattro. Quel volume pesa per il 23% dell'acqua rigenerata che il Consejo distribuisce in tutta l'isola, una quota alta per un solo impianto.

Il presidente della Mancomunidad, Óscar Hernández, e il vicepresidente del Consejo e consigliere per la Sicurezza idrica, Miguel Hidalgo, hanno presentato il rinnovo. Hidalgo ha definito l'apporto «fondamentale». Più utile del giudizio è capire a cosa serve: quest'acqua va ai campi dentro il sistema di riutilizzo di Las Palmas-Sur, e ogni metro cubo che arriva da lì è un metro cubo che non si preleva da una falda già sotto stress.

Il sud-est dell'isola è la zona dove la questione si capisce meglio. Piove poco, il terreno è secco, e chi coltiva dipende da quello che riesce a procurarsi. L'acqua depurata ha un vantaggio che le altre fonti non hanno: la produce la stessa popolazione, tutti i giorni, in quantità abbastanza costante. Non dipende dalla pioggia dell'anno né dal prezzo dell'energia di un impianto di dissalazione dedicato. È, nel linguaggio degli addetti, economia circolare applicata all'acqua; nella pratica significa che quello che esce dagli scarichi di un quartiere torna, trattato, nei filari.

C'è anche un contesto scientifico. Uno studio coordinato da Juan Carlos Santamarta Cerezal e Noelia Cruz Pérez, dell'Università di La Laguna, pubblicato su Environmental Development, indica tra le misure per l'agricoltura canaria al 2050 proprio l'ampliamento dell'acqua rigenerata, insieme a irrigazione digitalizzata, diversificazione delle colture (oggi troppo sbilanciate su banane e avocado) e formazione. Gli autori parlano di temperature in aumento e di meno acqua disponibile. Il rinnovo di Arinaga va in quella direzione, anche se nessuna delle fonti consultate lo collega esplicitamente allo studio.

Restano domande che l'articolo di Canarias7 non affronta. Quali colture ricevono quest'acqua, a che prezzo, con quali controlli sulla qualità? Non l'ho trovato in una seconda fonte e non lo scrivo. Neanche il dato del 23% è stato confermato da altre testate, quindi va letto come cifra riportata da una sola fonte.

Quello che è certo è la continuità: ventiquattro anni di collaborazione, un contratto rinnovato, un volume dichiarato. Per gli agricoltori del sud-est significa poter pianificare almeno quattro stagioni senza chiedersi da dove arriverà l'acqua. Per un'isola che riceve poca pioggia, è già una notizia.