Chi prende la guagua tutti i giorni per andare al lavoro, che sia a Las Palmas, a La Laguna o tra Arrecife e Playa Honda, probabilmente non ci pensa più. Il biglietto gratuito per gli utenti abituali è diventato normale. Eppure ha una data di scadenza, il 31 dicembre 2026, e al momento nessuno può dire con certezza cosa succederà il 1° gennaio.
Martedì il Governo delle Canarie lo ha detto apertamente. La direttrice generale dei Trasporti e della Mobilità, María Fernández, è intervenuta in collegamento alla riunione della Comisión de Directores Generales de Transporte Terrestre a Madrid. Lì ha chiesto allo Stato di approvare in fretta il decreto di proroga per il 2027. Il problema è il calendario. Con lo scioglimento delle Camere per le elezioni generali del 29 novembre, un eventuale decreto legge dovrebbe passare dalla Diputación Permanente, l'organo che resta in funzione quando il Parlamento è sciolto.
"Todavía estamos esperando que lleguen las partidas presupuestarias que justificamos a final de septiembre, pero lo que nos preocupa realmente es que el decreto de prórroga no salga adelante después del 29N", ha spiegato Fernández, citata da Canarias7. "Eso dejaría a Canarias sin la gratuidad del transporte para el 2027." In sostanza, il Governo canario aspetta ancora i fondi già rendicontati, ma il timore principale è un altro: senza decreto, dal 2027 si torna a pagare.
La scadenza è scritta nella Ley de Movilidad Sostenible statale. Il testo prevedeva che entro il 31 gennaio 2026 il Governo canario dimostrasse di aver applicato lo sconto del 100%, con l'impegno di mantenerlo fino al 31 dicembre dello stesso anno. Per il 2027 non c'è ancora una norma.
Fernández sostiene che la proroga sia possibile. Non si tratterebbe di una misura nuova, ha detto, ma della continuazione di una politica già in vigore, e "los condicionantes que crearon el decreto siguen vigentes". È un argomento giuridico, perché un organo come la Diputación Permanente ha margini più stretti di un Parlamento in carica. Dipenderà da come Madrid e i gruppi politici valuteranno l'urgenza. Al momento non c'è nessuna garanzia.
Canarias Ahora segnala anche un'alternativa: la Comunità autonoma potrebbe pagare la gratuità con fondi propri. In teoria le competenze ci sono, perché il Governo canario gestisce buona parte del trasporto terrestre e può stabilire agevolazioni. Ma coprire il 100% costerebbe parecchio, perché finora il sistema si è retto in gran parte sui trasferimenti statali che compensano amministrazioni e operatori. Nessuno, per ora, ha detto di essere pronto a farlo.
Dalla stessa riunione è arrivata invece una notizia positiva. Lo Stato ha proposto un incontro bilaterale per firmare un protocollo che permetta alle Canarie di entrare nell'Abono Único Estatal, l'abbonamento unico nazionale. A settembre il Governo canario aveva scritto al Ministero dei Trasporti perché il modello pubblicato nel BOE, per come era costruito sulle competenze, lasciava fuori l'arcipelago. Ora Fernández parla di una porta aperta e ritiene che il Bono Residente Canario possa rientrarvi.
C'è infine il Título Único de Transporte en Canarias, il titolo di viaggio pensato per spostarsi in guagua o in tram su tutto l'arcipelago con un solo abbonamento. Secondo il Governo è quasi pronto. I Cabildos hanno ricevuto fondi per adattare i propri sistemi. A dicembre dovrebbe uscire un bando pubblico per chi vuole provare la tecnologia pilota spostandosi su più isole.
Per i residenti, italiani compresi, il consiglio è semplice: seguire le notizie di novembre. Se il decreto non arriva prima della fine dell'anno, a gennaio la tessera tornerà a scalare credito.