Quattro volte l’anno, la stessa spiaggia: come le Canarie scoprono da dove viene la loro spazzatura

Scritto il 14/10/2026
da Redazione

Domenica 11 ottobre, a Tazacorte, sull’isola di La Palma, un gruppo di persone ha fatto una cosa all’apparenza banale: ha contato rifiuti. Oggetto per oggetto, tipo per tipo, su un tratto di sabbia scelto in anticipo. Dietro quel gesto c’è un progetto europeo con un nome che si ricorda, CIRCULAROCEAN.

La Consejería de Transición Ecológica y Energía del Governo canario lo guida. A raccogliere i campioni è SEO/BirdLife. Il piano prevede spiagge di riferimento nelle otto isole principali più l’isolotto di Alegranza: circa 30 in tutto. Quattro rilevamenti l’anno per ciascuna, uno per stagione. Fanno 120 campionamenti per ogni ciclo annuale.

Il metodo segue protocolli europei basati sulla Convenzione OSPAR. In ogni rilevamento si registrano quantità e tipologia degli oggetti, più indizi sulla possibile origine. Lo scopo, ha detto il consigliere Mariano Hernández Zapata, è basare le misure di prevenzione e gestione dei rifiuti su dati e non su osservazioni isolate. Un database georeferenziato permetterà poi di confrontare le Canarie con altre regioni oceaniche.

Il dettaglio più onesto è quello di María José Pérez, direttrice tecnica di SEO/BirdLife nelle Canarie: un singolo campionamento fotografa una spiaggia in un momento preciso. Per vedere schemi stagionali servono rilevamenti ripetuti. Detto in altri termini: nessuno ha ancora un numero da sventolare, e il progetto non pretende di averlo.

Il budget è di 2,2 milioni di euro, cofinanziato dal FESR attraverso il programma INTERREG MAC 2021-2027. I partner sono 17 tra Canarie, Azzorre, Madeira, Capo Verde, Ghana e São Tomé e Príncipe. L’Atlantico, insomma, è trattato come un unico spazio di cui ogni sponda è responsabile.

Il programma di monitoraggio era stato annunciato dal Governo il 15 aprile 2026. Allora si parlava di 15 enti e della collaborazione con il centro tecnologico Cetecima; le cifre di oggi, 17 enti, vengono dalla presentazione di Tazacorte. La differenza è nelle fonti, e conviene dirlo.

Perché interessa a chi vive qui? Perché le spiagge canarie sono insieme un bene per i residenti e la materia prima del turismo, e la plastica che arriva con le correnti non rispetta confini. Sapere da dove viene significa decidere dove intervenire: se in mare, nei porti, a monte o nelle strade dei paesi. Ma è un lavoro lento, fatto di conteggi, e i risultati non arriveranno in una settimana.

C’è poi la parte meno visibile del progetto. CIRCULAROCEAN non si limita a misurare: prevede anche raccolta, selezione, trattamento e riciclo dei rifiuti marini dentro un modello di economia circolare. Quanto di questa seconda parte sia già operativo, la fonte non lo dice.