Case alle Canarie, il Governo chiede a Bruxelles e Madrid di poter frenare gli acquisti degli stranieri non residenti

Scritto il 15/10/2026
da Redazione

Cominciamo da ciò che non è successo: nessuna legge, per ora, vieta o limita ad alcuno di comprare casa alle Canarie. Quello che è successo il 13 ottobre è che il Governo canario ha presentato, in Parlamento, due richieste distinte per poterlo fare in futuro. Chi sta valutando un acquisto, o ha un contratto in corso, farebbe bene a leggerle con calma e senza panico.

La prima richiesta va a Bruxelles. La settimana prima il Governo regionale ha inviato al ministero spagnolo degli Esteri una serie di emendamenti al progetto di regolamento europeo sugli alloggi accessibili. Il testo permetterebbe alle autorità delle regioni ultraperiferiche, delle isole e di alcune regioni costiere di regolare, limitare o restringere, in modo temporaneo, l’acquisto, l’uso o l’affitto di immobili residenziali da parte di stranieri non residenti. Le misure potrebbero applicarsi anche a zone più ampie di un comune, in proporzione all’emergenza abitativa. Il consigliere ai Lavori pubblici, Casa e Mobilità, Pablo Rodríguez, ha richiamato l’articolo 349 del Trattato sul funzionamento dell’UE, quello sulle regioni ultraperiferiche: «Non chiediamo un privilegio, chiediamo che il regolamento applichi l’articolo 349».

Rodríguez ha precisato che gli emendamenti non vogliono cambiare l’impianto generale del regolamento per l’insieme dell’Unione, e che le restrizioni dovrebbero essere di breve durata e accompagnate da politiche che aumentino l’offerta, soprattutto di alloggi accessibili. Il regolamento è ancora in discussione, e le comunità autonome non siedono al Consiglio UE: per questo il Governo canario ha scritto a tre ministeri (Esteri, Casa e Agenda urbana, Politica territoriale) chiedendo di sostenere gli emendamenti nei negoziati.

La seconda strada è nazionale. Gli uffici legali del Governo canario hanno redatto una proposta di legge statale per limitare l’acquisto di abitazioni da parte di non residenti stranieri nell’arcipelago, e il testo è già sul tavolo del Governo spagnolo. Il presidente Fernando Clavijo ha chiesto che il Consiglio dei ministri lo approvi prima della fine della legislatura. Le fonti consultate non riportano il contenuto della proposta: non si sa quindi chi verrebbe considerato non residente, né se i cittadini UE sarebbero trattati diversamente, né se i contratti esistenti sarebbero toccati. Sono domande aperte, e conviene non rispondere al posto dei diretti interessati.

Il dibattito si inserisce in un contesto europeo che si sta muovendo. La Commissione europea prepara la sua strategia sul diritto a restare, e il 23 settembre l’ufficio presidenziale del Comitato delle regioni ha adottato la Dichiarazione di Mullingar, che mette la casa tra gli investimenti necessari perché le persone possano rimanere nei propri territori.

Un dato di colore sul fronte interno: sempre in questi giorni, il Governo canario ha aperto la consultazione pubblica sul fascicolo che dichiarerebbe l’intero comune di Las Palmas de Gran Canaria zona di mercato residenziale teso. Le osservazioni si possono presentare dal 15 ottobre al 12 novembre 2026. È un altro tipo di intervento, sugli affitti, ma mostra che la questione abitativa viene affrontata su più tavoli contemporaneamente.

Per gli italiani che vivono o vogliono vivere alle Canarie, il punto pratico è questo: finché regolamento e legge non vengono approvati, nulla cambia. Ma la direzione politica è dichiarata, e vale la pena seguire i passaggi di Bruxelles e del Consiglio dei ministri nei prossimi mesi.