Il numero che conta di più, in questa storia, è piccolo: quindici. Tanti sono i giorni di validità di ogni bonus del Plan Renove di elettrodomestici delle Canarie, contati dal momento in cui il codice viene generato, non da quando si arriva in negozio. Da lunedì 19 ottobre si attiva un nuovo lotto, tramite la piattaforma gestion.planrenovecanarias.es.
Il piano è sovvenzionato dal Governo canario e gestito dalle associazioni di categoria Femete e Femepa. Il budget complessivo è di 1,6 milioni di euro, diviso in 800.000 euro per provincia e poi distribuito per isola. Lo scopo dichiarato è incentivare la sostituzione di apparecchi vecchi con altri più efficienti, per ridurre i consumi domestici di energia.
Come per ogni programma di questo tipo, le cifre dicono più degli annunci. Al 21 settembre, a chiusura della prima fase, si erano registrate 24.012 persone e i bonus approvati erano 2.751, per 449.770 euro in totale; altri 1.736 bonus, per 436.980 euro, aspettavano ancora una risoluzione. Un calcolo mio, non delle fonti: sono circa 164 euro a bonus in media, ma l’importo reale per tipo di apparecchio non è indicato nelle note che ho letto. Gli esercizi aderenti erano 213 a settembre e sono 217 oggi. Al 15 ottobre la nota di Femete e Femepa riportava 4.547 bonus riscattati per 803.790 euro, e 1.577 emessi in attesa di riscatto, anche se la stessa nota presenta alcune cifre in modo non del tutto coerente. Conviene quindi considerarle indicative.
La procedura, invece, è chiara. Si presenta il codice del bonus in un negozio aderente prima di acquistare. Il negozio lo verifica e applica lo sconto direttamente in fattura. Si occupa anche del ritiro dell’apparecchio vecchio e certifica la sua consegna come rifiuto elettrico ed elettronico, e questo è l’aspetto più sostenibile dell’iniziativa: il vecchio frigorifero non finisce accanto a un cassonetto. Se il bonus scade senza essere usato, l’importo torna nel credito del programma e può servire per altre richieste.
Juan Antonio Jiménez Arranz, presidente di Femete, ha insistito sulla scadenza: i quindici giorni naturali partono dal momento in cui il bonus si genera. Patricia Jiménez Marcelo, presidente di Femepa, ha ricordato che ogni bonus non riscattato in tempo libera fondi che possono tornare disponibili per altre domande.
Per chi sta pensando di cambiare la lavatrice che fa rumore da tre inverni, il consiglio pratico è non generare il bonus finché non si è scelto il modello e verificato che il negozio sia tra gli aderenti. Quindici giorni passano in fretta, soprattutto se l’apparecchio è da ordinare. I requisiti di accesso e la lista completa degli apparecchi ammessi non compaiono nelle note consultate: vanno controllati sulla piattaforma ufficiale o ai contatti indicati da Femete e Femepa.