Hitoshi Saito dirige a Gran Canaria uno studio di animazione giapponese. Ivi Dream Studio è sull’isola dal 2024, e questa settimana il suo CEO è stato scelto come esempio vivente per altri colleghi arrivati da Tokyo. Sono 13 studi di animazione, cinema dal vivo e videogiochi, e per una settimana la loro agenda l’ha scritta Proexca, l’agenzia di promozione economica del Governo canario.
La notizia è del 21 ottobre. Alfonso Cabello, viceconsigliere della Presidenza e presidente di Proexca, ha ricevuto la delegazione nella sede della Presidenza e ha definito la visita molto importante, perché nelle isole ci sono le principali imprese di questi settori. Con i giapponesi c’era Asa Kanaseki, dell’Oficina Económica y Comercial di Spagna a Tokyo, che ha raccontato di studi sorpresi dal sostegno istituzionale e dalla qualità dei colleghi canari. Nota di cronaca: il titolo ufficiale parla di «una decena» di studi, il testo ne conta tredici.
Cosa succede nei giorni della missione? Il lunedì, a Gran Canaria, giro dei luoghi simbolo, incontri con i principali studi dell’isola e con la Zona Especial Canaria, il regime fiscale agevolato per le imprese che si insediano nell’arcipelago, e visita a studi e set gestiti dalla SPEGC, la società di promozione economica dell’isola. Poi Tenerife, con altri studi locali. Il giorno dopo il Parque Científico y Tecnológico, le associazioni dei videogiochi Acadevi e Arcadev, le Film Commission e il Clúster Audiovisual de Canarias. Chiusura con un momento di networking alla Foxter, la Factoría de Innovación.
Una cosa va detta: gli studi hanno scelto in anticipo con chi parlare e sono arrivati con un’agenda di incontri già fissata. Non è una gita promozionale, è una serie di appuntamenti B2B.
Per la logica dell’iniziativa conta Ivi Dream Studio. Saito, secondo il Governo, ha presentato le Canarie come una porta d’ingresso verso l’industria dell’anime. Un caso concreto, in carne e ossa, vale più di una brochure per convincere chi sta valutando se aprire una sede o coprodurre con un partner locale.
I numeri del settore, purtroppo, nel comunicato non ci sono. Niente fatturato, niente posti di lavoro, niente cifre sugli incentivi. Chi vuole capire quanto pesi l’audiovisivo canario dovrà cercarlo altrove, e noi non lo inventiamo.
Cosa possiamo dire con certezza? Che la strategia punta su due leve. Una è mostrare le isole come luogo dove lavorare, con talento, studi e regime fiscale. L’altra è portare le imprese canarie dove i clienti sono, in Giappone e non solo. Cabello e Kanaseki, in sostanza, parlano di diversificazione dell’economia con conoscenza, innovazione e talento. Resta da vedere quanti dei contatti di questa settimana diventeranno contratti, co-produzioni o nuove sedi, e Proexca dovrà dircelo con dati alla mano.