A Fuerteventura 145 produttori, un solo frantoio e il doppio delle olive di un anno fa

Scritto il 30/10/2026
da Redazione

Per far spremere le proprie olive a Fuerteventura bisogna prima telefonare. Il numero è quello della Granja Experimental di Pozo Negro, nel comune di Antigua, e serve a fissare un appuntamento: il frantoio del Cabildo lavora a turni, e chi ha quattro piante sul terrazzo di casa e chi ha un piccolo oliveto aspettano allo stesso modo il proprio giorno.

Quel frantoio chiude venerdì 30 ottobre la campagna 2026. I numeri li ha comunicati il Cabildo sui social e li riprendono Canarias7 e Vivir Ediciones: 15.250 litri di olio, circa 149.000 chili di olive lavorate, 145 produttori, divisi in 240 lotti. La resa media è di poco più di 10 litri ogni 100 chili. Il Cabildo avverte che le cifre possono cambiare di poco fino alla chiusura ufficiale.

Il contesto spiega perché contano. Nel 2025 lo stesso frantoio aveva lavorato oltre 70.000 chili di olive e distribuito l’olio a 145 produttori locali, secondo i dati diffusi dall’ente a ottobre di quell’anno. Quest’anno le olive sono circa il doppio, con lo stesso numero di produttori. Ma il vero termine di paragone è il 2024, quando l’isola registrò quello che la stampa locale chiamò uno “zero storico”: raccolto troppo scarso per far partire i frantoi. All’epoca si ipotizzarono la mancanza di freddo e la scarsità d’acqua, senza una conferma definitiva. Mohamed Galdi, gestore del frantoio Teguerey, spiegò che si sarebbero dedicati a curare le piante in attesa della stagione seguente.

Un anno di buio e due di ripresa non fanno ancora una tendenza, e nessuna delle fonti consultate attribuisce l’aumento a una causa precisa. Quello che i documenti mostrano è un’altra cosa: la struttura che rende possibile la raccolta anche ai piccoli. Un frantoio costa, richiede spazio, manodopera e acqua per la pulizia; in un’isola con circa 200 olivicoltori, secondo la stampa del 2024, pochi potrebbero permettersene uno proprio. Metterne uno pubblico a disposizione, dentro una fattoria sperimentale, significa che le olive di ciascuno diventano olio senza che ciascuno debba investire.

Il calendario della campagna, annunciato il primo agosto, segue la maturazione: manzanilla e arbequina ad agosto, hojiblanca e picual a settembre, verdial tra fine settembre e ottobre. La presidente del Cabildo Lola García e il consigliere all’Agricoltura Enrique Pérez hanno lodato i produttori che mantengono “l’eccellenza di un prodotto majorero sempre più riconosciuto”.

C’è poi quello che nei documenti manca. Non sappiamo quanta acqua usino gli oliveti né se siano irrigati, quale parte dell’olio finisca in vendita e a che prezzo, quanto costi al Cabildo gestire il servizio. Sono domande aperte, e sono quelle che deciderebbero se questo modello è replicabile altrove o dipende dal clima di una buona annata.

Per ora resta un fatto semplice. Su un’isola dove l’agricoltura convive con vento, aridità e annate imprevedibili, 145 persone hanno portato le olive allo stesso posto e ne sono tornate con olio. Chi vuole farlo il prossimo anno sa già da dove cominciare: da una telefonata.