Il 2 novembre i frigoriferi e i congelatori di oltre 100 negozi in diversi Paesi europei hanno cominciato a scaldarsi, e la procura belga ha aperto un’inchiesta penale. È l’ultimo episodio di una serie di attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati che a metà ottobre aveva già colpito circa 700 dei 10.000 supermercati francesi, secondo il ministro delle Finanze Roland Lescure.
Nei casi francesi gli aggressori sono entrati di notte, a negozi chiusi, nei moduli di controllo remoto che gestiscono i banchi frigo attraverso internet, e hanno alzato le temperature fino a 50 gradi. Secondo la tv BFM hanno anche forzato un ciclo continuo di sbrinamento. I rivenditori parlano di milioni di euro di merce persa, con qualche principio di incendio e componenti fusi. L’agenzia francese per la cybersicurezza ha segnalato “numerose compromissioni” di moduli del danese Danfoss e dell’americana Copeland.
I produttori danno una lettura simile. Danfoss dice che la maggior parte dei sistemi colpiti erano prodotti “legacy”, cioè vecchi, con firmware non aggiornato. Copeland parla di una generazione di controller fuori produzione. Un rapporto di Claroty dell’agosto 2026 aveva già indicato vulnerabilità nei modelli Danfoss AK-SM 800A e Copeland XWeb Pro, compresi apparecchi raggiungibili da internet, e secondo Associated Press entrambe le aziende le hanno corrette. In pratica: il difetto era noto e riparato, ma lo è solo per chi ha installato l’aggiornamento o usa apparecchi ancora supportati.
Martedì 27 ottobre Ahold Delhaize ha spento i propri sistemi dopo quello che ha chiamato un “problema di sicurezza”: negozi aperti (Albert Heijn, Delhaize, Stop & Shop, Food Lion, Giant) ma siti web offline, senza prove di furto di dati. Lunedì 2 novembre i guasti sono comparsi in Belgio e Lussemburgo, secondo Al Jazeera, che cita Reuters: decine di negozi Delhaize, circa 15 dei 700 punti vendita belgi di Carrefour, cinque Spar del gruppo Colruyt, 7 degli 800 negozi della svedese Coop, un sito IKEA a Mons e 13 SuperValu del gruppo irlandese Musgrave. Un macellaio di Hove ha visto il frigorifero salire a 18 gradi e ha perso carne per circa 15.000 euro.
Il fronte si estende agli Stati Uniti. Reuters, citando quattro funzionari, riferisce che il Pentagono considera un sospetto attacco informatico i guasti ai congelatori di un mercato della base di Fort Huachuca, in Arizona, e della stazione navale di Newport, nel Rhode Island, avvenuti in agosto. Gli investigatori americani sono in contatto con le autorità francesi.
Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha definito gli attacchi un tentativo deliberato di disturbare le forniture alimentari e la fiducia dei consumatori, precisando che la sicurezza alimentare non è al momento a rischio, mentre gli sprechi e i danni alle imprese sono reali.
Restano molti punti aperti. Nessun gruppo ha rivendicato gli attacchi e non risultano richieste di riscatto. Non è confermato che gli episodi in Francia, Belgio, Svezia, Irlanda e Stati Uniti abbiano la stessa regia, né quale vulnerabilità sia stata sfruttata nei casi più recenti: controller fuori supporto e password facili da indovinare sono spiegazioni generali date dagli esperti, non cause accertate. Anche il movente non è noto; Awais Rashid, dell’Università di Bristol, indica il disturbo come ipotesi più probabile.
Per chi gestisce un negozio, un bar o un ristorante con celle frigorifere controllate da remoto, l’agenzia francese ha consigliato di scollegare i congelatori da internet o di limitarne l’accesso e di installare gli aggiornamenti. Conviene chiedere al fornitore se il modello in uso è ancora supportato.