Anche gli immigrati lasciano Londra per paura di Brexit

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Anche gli immigrati lasciano Londra per paura di Brexit

A tre anni dal referendum sulla Brexit, la Gran Bretagna è nel caos più totale. E a farne le spese sono in primis imprenditori e datori di lavoro. Nonostante la narrazione di un’economia in crescita, che non ha subito contraccolpi significativi dalla scelta dei britannici di lasciare l’Ue, la realtà è però un’altra.

Sebbene ancora oggi faccia parte dell’UE il Regno Unito manifesta crescenti difficoltà nel riuscire a trattenere e ad attirare i lavoratori immigrati europei altamente qualificati. Preoccupati dal clima di incertezza su quando e, soprattutto, come avverrà il divorzio. In particolare se a vincere la sfida per la successione alla premiership di Theresa May sarà Boris Johnson, teorico della hard Brexit, ovvero dell’addio all’Ue senza accordo entro e non oltre il prossimo 31 ottobre. Una prospettiva che spaventa gli imprenditori, che già oggi lamentano uno “shock di offerta” creato dalla carenza di manodopera e competenze per via della Brexit.

Timori confermati da un articolo del Financial Times che ha comparato i dati degli ultimi tre anni di LinkedIn, il social network professionale più diffuso al mondo. Nel Regno Unito il livello di disoccupazione è al 3,8%, il più basso dal 1974, e nei primi 5 mesi di quest’anno c’erano 837.000 posti di lavoro vacanti, 11.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2018.

E così se fino a giugno 2016 il Paese della regina Elisabetta è stato il più attrattivo per i professionisti UE, dopo lo storico referendum, LinkedIn ha registrato un costante calo nelle ricerche di lavoro, passate dal 34,3% al 24,7% di oggi. Perfettamente in linea con un altro dato rilevato dal sito web: il crollo del 30% in soli tre anni della migrazione professionale dalle altre nazioni del Vecchio Continente. T

anto è vero che per sopperire alla carenza di questa tipologia di dipendenti le imprese britanniche sono state costrette ad aumentare stipendi e benefit. Una mossa che al momento, però, non sembra funzionare.  E così la paura di un “no deal” si è trasformata, senza volerlo, in un puro e semplice deterrente dell’immigrazione. In questo caso dei colletti bianchi.

Gli immigrati lasciano Londra per paura di Brexit

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