Arrivederci Tenerife, isola di sogni e di speranze

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Arrivederci Tenerife, isola di sogni e di speranze Quando il periodico sarà in edicola o tra le mani dei suoi affezionati lettori, sarò già lontano da questi luoghi che mi hanno ospitato alcuni mesi, ridandomi energie fisiche e mentali, e, nelle vie del silenzio, il sogno di un ritorno a breve per un magico e duraturo soggiorno.

Riflettendo con analisi serena sulle motivazioni del mio benessere a Tenerife, cerco di capire quale attrazione particolare esercita in me per desiderare cosi fortemente un ritorno per un lungo soggiorno. Cerco di analizzare freddamente le diversità e le motivazioni che mi spingono a questa scelta.

Non sono certamente i fattori climatici, anche se ne compongono un motivo preponderante ed allora penso al grande palcoscenico italiano che ogni giorno dà spazio al disagio e malcontento dei cittadini. Alla radice ci sono gli sconvolgimenti legati all’apertura economica, all’ immigrazione, alla recessione, all’ austerità.

In Italia la protesta è un fenomeno congenito. Tutti protestiamo: i sovranisti, i declassati che si ritrovano con lavori peggiori di un tempo; protestiamo per una giustizia sociale assente, per il lavoro, per l’inefficienza delle amministrazioni, dei servizi pubblici, per l’ambiente, per le strutture che spesso si trasformano in serbatoi clientelari o in barriere burocratiche capaci di incepparsi davanti a qualunque opera dove la congiuntura economica non ne profila una fine, alla crisi sociale, ai disordini alle violenze che approdano nella palude del populismo.

Ho quasi 8o anni, guardo con occhio attento alle politiche sociali di Tenerife e mi accorgo che c’è attenzione per la salute con impegno dei servizi sociali ed interventi a favore degli assistiti, di anziani, e diversamente abili. Questo costituisce un’ obbligo all’uguaglianza sociale, non come diritto ma dovere di tutti per migliorare e progredire nel sistema democratico dove gli ” ultimi” devono sentirsi aiutati e protetti dalla società civile, attenta alle discriminazioni e rivolta all’equiparazione dei cittadini.

Combattere e lottar la madre di tutte le disuguaglianze : l’origine sociale, l’esortazione al cambiamento, coinvolgendo i cittadini in una strategia basata sul binomio:” ragione e sentimenti” . Chi nasce in una famiglia svantaggiata ha il diritto di disporre di reddito e di servizio della migliore qualità per non restare indietro. A garantire protezione per i più deboli si deve chiedere qualche sacrificio a chi ha di più. Mostrare responsabilità e capacità di vedere la realtà con una visione aperta alle problematiche dei cittadini è quanto si spera da chi governa con la consapevolezza delle aspirazioni e bisogni di tutti.

Cosi la semantica che vive di comunicazione, deve informare, propagare e trasmettere, annunciando i nostri sentimenti e discernere le parole dalle promesse con fatti concreti.

Giannimperia

(foto: Alberto)

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