Barche volanti alle Canarie: il futuro è già qui

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Barche volanti alle Canarie: il futuro è già qui L’impresa Canary Islands Wigs ha intenzione di introdurre nel 2021 un nuovo metodo di trasporto, che non si può definire con altri termini, se non rivoluzionario.

Tecnologia russa, sviluppata negli anni ’60, prototipo tedesco, per un modello di ecranoplano che dovrebbe diventare operativo alle Canarie, proiettando l’arcipelago al secondo posto al mondo tra i paesi che adoperano questo tipo di trasporto, dopo la Corea del Sud. Si tratta di un incrocio tra un idrovolante e un hovercraft, in grado di utilizzare l’acqua come scivolo. Una sorta di nave con le ali, che viaggia pochi metri sopra l’acqua, galleggiando come se stesse sopra un cuscino d’aria di alta pressione tra le ali e l’acqua. L’effetto “cuscino” è determinato dall’interazione aerodinamica ali ed acqua: l’effetto suolo.

Il termine ekranoplano è l’adattamento dal russo del termine экраноплан, ekranoplan, letteralmente “schermoplano”. Infatti questa particolare tipologia di velivoli, che a prima vista sembrano grandi idrovolanti caratterizzati da ali tozze e da giganteschi piani di coda, venne sviluppata dai sovietici a partire dagli anni cinquanta. Il loro inventore fu l’ingegnere navale sovietico, Alexeev Rostislav Evgenievich.

Allo sviluppo contribuì anche un italiano originario di Fiume, Roberto Bartini, brillante ingegnere naturalizzato sovietico, che pubblicò importanti lavori di cosmologia e fisica teorica, e che sviluppò tra l’altro il Bartini-Beriev VVA-14, idrovolante VTOL che combinava le caratteristiche degli ekranoplani (fonte: wikipedia). Attualmente il primo e unico collegamento operato con questi veicoli è tra la città di Pohang e l’isola Ulleungdo, nella Corea del Sud. Anche se questi veicoli assomigliano più ad aeromobili, e anche se di fatto volano sopra l’acqua, appartengono alla categoria delle imbarcazioni, perché mantengono una quota di volo molto bassa.

Il modello Aron M80, quello che la Ciwigs vuole introdurre alle Canarie, appartiene a questa categoria. Il primo modello arriverà nelle isole l’estate dell’anno prossimo, come riportato dal quotidiano laprovincia.es, per realizzare la prima prova, autorizzata dalla Dirección General de la Marina Mercante. Una volta superate tutte le pratiche legali e burocratiche del caso, la società prevede di diventare operativa verso giugno 2021.

I dispositivi che si prevede di portare alle Canarie sono di produzione coreana, della società Aron, quella che ha sviluppato il primo prototipo commerciale di queste barche volanti, adatto al trasporto di passeggeri. La Canary Islands Wigs ha ordinato la produzione di quattro unità del modello M80 per le operazioni di collegamento tra Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas de Gran Canaria, ognuno dei quali potrà trasportare fino a 8 passeggeri (compresi due dell’equipaggio) e un motore di 750 cavalli.

Nelle tratte di volo ha un’autonomia di 650 kilometri, grazie ad un uso più efficace del combustibile rispetto ad un elicottero o un traghetto, come confermato dai produttori. La compagnia si ripropone di operare circa 40 collegamenti giornalieri, uno ogni 20 minuti, tra i due principali porti dell’arcipelago, sempre in orari diurni. Nei mesi invernali, nella fascia oraria dalle 7.00 alle 18.30, nei mesi estivi invece dalle 7.00 alle 20.00. Si prevede un costo per i biglietti di circa 50,00 Euro per i residenti, nella tratta andata e ritorno.

A livello di infrastrutture, l’impiego di questi veicoli non comporta particolari interventi, perché di fatto sono adattabili agli stabilimenti portuari esistenti. Lo scoglio maggiore è rappresentato invece dalla mancanza di una normativa chiara in materia. L’Organizzazione Marittima Internazionale ha pubblicato nel 2002 le prime direttive relative a questi veicoli, e le ha aggiornate lo scorso anno. A tutt’oggi non esiste una normativa statale che interpreti le direttive internazionali nel contesto legale spagnolo.

Nel 2017 è stato istituito però un gruppo di lavoro composto da esperti in materia di marina mercantile, la OMI, l’Instituto Nacional de Técnica Aeroespacial e la stessa Canary Islands Wigs per elaborare una proposta normativa statale, e che di fatto ha presentato lo scorso mese alle autorità competenti un documento in fase di valutazione presso gli organismi legislativi di Madrid.

Francesca Passini

© Riproduzione riservata

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