Buon compleanno, Donna Sophia!

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Buon compleanno, Donna Sophia! Il 2019 è l’anno dell’ottantacinquesimo compleanno della donna italiana più conosciuta nel mondo: una vera icona di bellezza, di fascino e di talento, oltre che un grande orgoglio per Napoli e per tutto il Paese.
Celebrare Sophia Loren solo per la sua bellezza sarebbe un torto grave alla sua bravura di attrice e alle sue magnifiche interpretazioni. La sua istintività recitativa potentissima le proviene certamente da un vissuto complesso e coraggioso che in lei ha saputo tradursi con grande efficacia nei ruoli drammatici come in quelli brillanti. Un’attrice completa, Sophia, premiata con un Oscar alla Carriera, oltre che l’Oscar per il film di De Sica “La Ciociara”.
Della carriera che ha reso Sophia Loren così famosa nel mondo sono piene in questo momento le pagine di tutti i giornali, e oltre agli Oscar la lista dei premi prestigiosi vinti per i tanti suoi indimenticabili film è interminabile. Di quelli più famosi e amati tutti conserviamo memoria, come dei suoi occhi meravigliosi: profondi, ironici, disperati, annichiliti, adirati, pensosi, divertiti. Sophia è stata un’interprete mai sottotono, mai banale, sempre imprevedibile e vera,
ma mi piace proporvi un ritratto di lei più umano che professionale, tuttavia, percorrendo la vita di una bambina molto magra e non bella che è diventata, come nella famosa favola, un magnifico cigno, ma… con non pochi problemi tutti vinti da una volontà precisa e da un carattere di ferro.

Figlia di Romilda Villani, insegnante di pianoforte, e di Riccardo Mario Claudio Scicolone, affarista nel settore immobiliare, Sofia sapeva che nel 1932 sua madre aveva vinto un concorso come sosia di Greta Garbo. La vittoria l’avrebbe portata a Hollywood, ma i genitori di lei si opposero e la costrinsero a rinunciare. Romilda, amareggiata, non sapeva che un giorno la sua primogenita avrebbe riscattato non solo il suo sogno ottenendo un successo planetario, ma anche il riconoscimento da parte del padre della sua figlia minore, Anna Maria.
Il padre di Sophia Loren era infatti il figlio del marchese siciliano Scicolone Murillo, e malgrado abbia riconosciuto Sofia, rifiutò di sposarne Romilda e di riconoscere la secondogenita. Di fatto consegnò la sua compagna e le sue due bambine alle serie ristrettezze economiche della famiglia Villani, a Pozzuoli.
Quando a quindici anni Sofia vinse il suo primo concorso di bellezza e con il premio in denaro tornò a Roma insieme alla madre, in cerca di successo, entrambe vennero denunciate da Riccardo Scicolone, che non accettava la carriera della figlia nel mondo dello spettacolo. Per fermarle usò il pretesto di una presunta attività di prostituzione nella loro casa romana, ma tutto si rivelò inesistente davanti alle Forze dell’Ordine. Successivamente Riccardo Scicolone, rimasto indebitato in affari immobiliari non andati a buon fine, chiese a Romilda un prestito di due milioni di lire tramite Sofia, già approdata a buone scritture come attrice. La somma venne concessa a suo padre, dalla ormai “Sophia Loren”, solo in cambio del riconoscimento di Anna Maria, che aveva avuto un’adolescenza difficile e nascosta. Per la carriera della sorella maggiore, infatti, era bene non si sapesse che Anna Maria era “figlia di NN”, come crudelmente si diceva allora: cioè “figlia di nessuno”. Un’infamia per le madri e per i bambini e una barbarie che ha fortunatamente avuto fine molti anni fa.

La difficile storia privata e la sua passione per il cinema spinsero quindi Sophia Loren sin da ragazza a voler recitare, e poi, nel privato, ad appagare il suo forte bisogno di stabilità sentimentale e famigliare amando sino alla fine dei suoi giorni il produttore Carlo Ponti. A parte lui, della vita sentimentale di Sophia si seppe solo, e per stessa ammissione dell’attrice, di un flirt con il grande Cary Grant. Il divo, oltre ad accorgersi del suo talento prima che se ne accorgesse Hollywood, si innamorò seriamente di lei.
Sophia aveva 23 anni ed era già legata a Ponti – conosciuto a quindici anni, quando lui ne aveva 37 – che però era sposato e tentava di ottenere l’annullamento del suo matrimonio, non essendo allora in Italia in vigore il divorzio.
Questi alcuni stralci testuali dell’intervista che Cary Grant rilasciò nel 1960 al settimanale “Gente”:
“[…] Non volevo Sophia Loren come co-protagonista in “Orgoglio e passione”, perché avrei di gran lunga preferito Ava Gardner. E invece, all’arrivo in Spagna, al posto della Gardner trovai una Loren di cui avevo solo sentito parlare per un film con De Sica:L’oro di Napoli”. Protestai, minacciai di piantare tutto e di tornarmene in America. Ma quando la vidi era talmente splendida che non potei fare a meno di invitarla a cena. […] Al caffè, ero già cotto. […]Le feci una corte spietata, durante le riprese del film. Le chiesi poi se volesse sposarmi. Non ricordo di essermi mai innamorato in un modo così bruciante, totale, da adolescente affamato d’amore. Per lei avrei fatto qualunque cosa, felice di poterla adorare per tutta la vita. Sophia non mi diede amore, ma tanta amicizia, che in certi momenti valse molto di più dell’amore“.

Un gioco del destino volle che Carlo Ponti ottenesse l’annullamento del matrimonio e sposasse regolarmente Sophia poco prima che lei e Cary Grant fossero sul set di “Una casa per Cinzia”. La scena del ballo tra loro, perduti e occhi negli occhi, è sempre da brividi e Sophia dichiarò che: “Anni dopo la sua proposta di matrimonio, girando quella scena in cui lui mi aspettava all’altare, sapendo quali erano stati i suoi sentimenti mi si riempirono gli occhi di lacrime”.

La bellezza di Sophia era imperfetta e questo la rese unica. “È bella come un albero di Natale” disse di lei Albero Sordi. “Non è il mio tipo. Troppa. Una bellezza prepotente” disse Dino Risi. “Ha dei seni epocali” commentò Lina Wertmuller e infatti l’umorista Marcello Marchesi la battezzò “Il petto atlantico”.
A
nna Maria Bugliari, vincitrice di Miss Italia nell’anno in lui la Loren vinse il titolo di “Miss Eleganza”, disse che: “Se fosse stata eletta, Sofia avrebbe ottenuto quello che voleva – fare cinema – prima e con maggiore facilità, ma era una ragazza dalla bellezza troppo appariscente per quegli anni in cui una come me veniva ritenuta più consona ai canoni di una bellezza italiana classica e più rassicurante”.
Particolare il commento di Giorgio Albertazzi sul conto della Loren:
“Di perfetto non ha quasi nulla. È come una giraffa, una mostruosità della natura, quella bocca sproporzionata, due seni come meloni, i fianchi stretti… ma l’insieme è irresistibile”.
Indro Montanelli la elogiò dicendo che Sophia aveva imparato tutto: dall’Italiano all’Inglese e persino a contenere una risata che, inizialmente, spaccava i vetri. Enzo Biagi affermò che quella della Loren non era stata una vita fortunata, ma voluta e costruita con l’impegno e il carattere.
Tutti coloro che la conoscono, sanno che è così.

Grazie di tutto, Sophia, e infiniti auguri da noi Italiani a Tenerife!

Cinzia Panzettini

© Riproduzione riservata

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