RUBRICA La stanza della musica: dai diari di Robert e Clara Schumann

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RUBRICA LA STANZA DELLA MUSICA: DAI DIARI DI ROBERT E CLARA SCHUMANN 

“MIA AMANTE, MIA SPOSA”,

“Mia amatissima, questo piccolo quaderno che oggi inauguro, è destinato ad avere un significato profondo: diventerà il resoconto quotidiano di tutto quanto concerne la nostra casa e la nostra vita”. Così, il 12 settembre 1840 inizia la vita matrimoniale di Robert e Clara Schumann.

Robert si era recato a Lipsia nel 1828 per compiere gli studi di diritto, ma la musica è la sua grande passione, così, nel 1830 si trasferisce a studiare e vivere nella casa di colui che sarebbe diventato il futuro suocero: il maestro Friedrich Wieck.

All’epoca non era cosa inusuale essere accolti come discepoli nell’abitazione del proprio insegnante e Wieck era il più rinomato e competente maestro di tutta la Germania. 

Clara è di 9 anni più giovane di Robert, possiede talento eccezionale, amore e dedizione per la musica, soprattutto ha il padre al suo fianco che le trasmette il proprio sapere. 

Wieck, che aveva investito su di lei tutte le sue speranze ed aspettative, desiderava poterla trasformare in una famosa pianista. La scintilla tra i due giovani scocca molto presto,soprattutto da parte di Robert che inizia a pensare al matrimonio quasi subito , ma dovranno combattere strenuamente per molti anni. Il dispotico Wieck non vede di buon grado che la figlia si leghi ad un giovane di belle speranze   con le tasche vuote, avvezzo al bere e con una spiccata instabilità emotiva. Ma nonostante ostacoli paterni , diverbi, separazioni forzose, cause legali, i due giovani coronano il loro sogno ed iniziano finalmente quello che diverrà il sodalizio più famoso della storia musicale.

L’idea di tenere un diario è di Robert: una settimana a turno, i due sposi dovranno scrivere quanto di più significativo sarebbe loro accaduto, e non solo inerente la musica. La domenica mattina, durante il rituale del caffè, lo avrebbero condiviso e commentato. 

Colmi di premure, attenzioni e tenerezze l’un per l’altro, gli scritti attestano un amore che si fonda su pattuite parole chiave: impegno, parsimonia, fedeltà.  I due, pur condividendo la stessa professione, mai proveranno invidia reciproca, ma si supporteranno e stimeranno sempre.

Robert, inquieto compositore, lacerato da una sensibilità patologica, è pienamente consapevole di appartenere ad un mondo che vede la nascita di un movimento artistico nuovo, il Romanticismo, pervaso da incredibile fecondità lirica e forza espressiva. Profondo studioso di Bach e dei classici, affascinato dalle musiche italiane viaggia spesso a Brescia, Milano, Venezia; scrive con passione e secondo il suo umore e stato d’animo. Le composizioni riflettono il dualismo della sua personalità sempre in bilico tra realtà e sogno, da cui scaturiscono i personaggi musicali di Florestano, ed Eusebio.  Il primo tormentato, fantasioso, impetuoso, appassionato; il secondo introspettivo, contemplativo, introverso e fragile. Uomo di vasta cultura ama la letteratura classica , però, l’influenza letteraria più importante è quella dello scrittore Jean Paul Richter da cui prende ispirazione per i doppi personaggi Eusebio e Florestano,spesso ravvisabili soprattutto nelle composizioni pianistiche (Carnaval op. 9,Kreisleriana op. 16 o quintetto con pianoforte op. 44). Nel 1834, nella nativa Zwickau, insieme a giovani musicisti e letterati fonda“la Nuova Rivista Musicale”. L’intento è quello di opporsi ai vecchi metodi di insegnamento che corrompono il gusto, contrastare un dilettantismo invadente, in special modo un manierismo compositivo. E proprio da quelle pagine Robert scrive tra i primi del genio di Chopin e Brahms. La lega dei compagni di Davide lottava metaforicamente contro i Filistei dell’arte. 

Clara, dal canto suo studiava, si occupava dell’andamento familiare, supportava gli sbalzi d’umore del marito aiutandolo spesso nella stesura delle partiture. Teneva concerti in tutte le più importanti città Europee, da Parigi a Vienna, da Berlino a San Pietroburgo, divenendo la più famosa pianista dell’ottocento. Fu ella stessa apprezzata compositrice e tenne spesso a battesimo le opere pianistiche del marito di cui fu la più indefessa divulgatrice. Dalla loro unione nacquero otto figli ai quali Clara dedico ‘ tutte le sue attenzioni fermando l’attività concertistica per diversi anni e riprendendola solo dopo la morte del marito. Con l’andare del tempo l’instabilità mentale ed emotiva di Robert si faceva sempre più evidente: alternava momenti di allegria ad ore di silenzio ed abbattimento. Ciononostante i primi anni di matrimonio furono molto sereni e prolifici; Robert componeva strenuamente soprattutto per pianoforte e voce, sono di questi anni i Lieder tra i più toccanti ed ispirati. Il Romanticismo è stato un periodo molto fecondo, è in quest’epoca che sono state scritte le pagine che almeno una volta tutti hanno ascoltato.

In qualsiasi composizione è abbastanza evidente ritrovare lo stile dell’epoca e l’impronta dell’artista, ma nelle musiche di Schumann il suo tratto è davvero molto esplicito. In ogni opera d’arte l’autore trasferisce la propria personalità, carattere, emozioni, perché la musica, e tutte le arti, aggiungo io, dovrebbero smuovere qualcosa nell’anima.  Forse proprio la malattia mentale di cui soffriva gli ha permesso di trovare un modus operandi unico, sempre in bilico tra i suoi personaggi onirici. 

Col trascorrere degli anni la sua salute mentale andava peggiorando: soffriva di amnesie, di allucinazioni sonore e restava assorto per ore. Oggi si sa che soffri ‘ di intossicazione da mercurio unita probabilmente a sindrome bipolare. Nel febbraio del 1854 tento ‘ di suicidarsi gettandosi nel Reno, fu salvato da due barcaioli e successivamente internato nel manicomio di Endenich, presso Bonn. Là rimase per due anni alternando momenti di lucidità a stati allucinatori, sempre assistito dal devoto amico Brahms.  Clara lo rivide solamente negli ultimi giorni prima della morte che avvenne nel 1856 a 46 anni. Dopo la scomparsa del marito Clara si fece carico del mantenimento e degli studi dei figli e riprese a tenere concerti in tutta Europa. Fu apprezzata e rinomata in ogni corte dell’epoca, acclamata e rispettata. Ma non smise mai di indossare in pubblico il velo da vedova: l’amore ed il ricordo di Robert sarebbero sopravvissuti alla sua morte e al tempo.

Laura Guelpa Picco

lauranamaste1957@gmail.com

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