Comprare un’attività commerciale a Tenerife

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Comprare un’attività commerciale a Tenerife

VT: Mi sembra un buon tema da proporre a Settembre!

Giovanni Comoli: Certo! L’avvicinarsi della stagione turistica invernale spinge molte persone che intendono trasferirsi a vivere a Tenerife, a venire in questo mese a ricercare un’attività commerciale da comprare. Difatti, sui giornali e in Internet si trovano moltissime offerte.

VT: Secondo lei è un buon affare comprare un’attività commerciale?

GC: Non si può dire che ci giri intorno, le sue domande sono sempre molto dirette!

VT: Non crede che sia questo il compito di una giornalista?

GC: D’accordo, però avrei voluto che mi lasciasse almeno respirare!

VT: Lei sceglie i temi, ma sono io che conduco l’intervista. Allora, mi dica… è un buon affare?

GC: Come dico sempre, non esiste la migliore opzione. Qualsiasi opportunità di scelta porta con sè una lunga serie di pro e contro che una persona, con calma e freddezza, deve sapere valutare per decidere qual è la più adatta alle proprie esigenze.

VT: Come consiglierebbe di muoversi, quindi?

GC: Prima di tutto, bisogna partire dal concetto fondamentale che quando si decide di cambiare Paese non lo si fa per motivi fiscali, lavorativi o per “partito preso”. È una decisione personale e intima che si prende dopo avere capito che è quello che si desidera davvero. Altrimenti ci si espone al rischio di forti delusioni.

VT: Ha ragione! Poi?

GC: Se si tratta di un cambio personale, a differenza di quello che si crede, il lavoro non è prioritario. Occorre prima trasferirsi e poi studiare come introdursi nel mercato del lavoro del nuovo posto, adattando le proprie capacità e attitudini agli usi locali.

VT: Quindi lei pensa che partire con idee preconcette su quello che si andrá a fare, è inutile?

GC: Assolutamente controproducente! Gli usi e costumi di una nazione come l’Italia, lunga 1.400 km nel centro del Mediterraneo, non possono essere gli stessi di un arcipelago posto in mezzo all’Oceano Atlantico con poco più di due milioni di abitanti provenienti da più di 100 Paesi del mondo, con un clima mite tutto l’anno e con un reddito medio procapite uguale alla metá di quello dei cittadini italiani. Arrivare a Tenerife per portare un’attività economica che ha funzionato nella propria città, può essere un suicidio commerciale.

VT: Questo è il motivo della continua rotazione dei locali commerciali?

GC: Io credo di sí! Molte persone arrivano pensando che le proprie capacità ed esperienze permetteranno loro di aprire, o comprare, un negozio o un ristorante e trasformarlo immediatamente in un’attività di successo. Dato che, invece, l’entrata nel mercato di un’attività richiede un lungo (e costoso) periodo di tempo, se non si ha la forza economica di superarlo, dopo qualche mese ci si demotiva e si cercherà di vendere l’attività al prossimo che arriva.

VT: Da come lo descrive, mi fa pensare a quel gioco da bambini che si chiama “Passa la bomba”.

GC: È vero, sembra la stessa cosa!

VT: Quindi sconsiglia di comprare un’attività…!

GC: No! Sconsiglio di farlo con leggerezza! Se qualcuno vende la sua attività dopo pochi mesi dall’apertura, significa che non gli funziona. Pensare che il cambio di titolare provochi un miracolo è una presunzione che si paga cara.

VT: Pertanto?

GC: Ogni attività commerciale possiede l’avviamento che è un valore che si attribuisce alla sua capacità di produrre utili. Lo si può anche definire un indice di apprezzamento da parte della clientela potenziale. Difatti, quando un imprenditore “traspasa” la sua attività, sta cedendo, oltre all’attrezzatura e all’organizzazione, anche questo valore intangibile.

VT: Come si calcola?

GC: Questo è il difficile! Mentre qualsiasi attrezzatura ha un verificabile valore residuo…

VT: Aspetti un attimo! Che significa “valore residuo”?

GC: Sappiamo tutti che un automobile perde valore con il passare del tempo perchè al proprietario resterá sempre meno tempo per utilizzarla prima di doverla cambiare. Il prezzo di vendita che un’auto ha dopo un certo periodo di tempo, si chiama valore residuo.

VT: Posso capirlo per un auto ma cosa c’entra questo con un ristorante?

GC: Perchè lì vi sono strumenti e macchinari che ogni anno perdono valore perchè prima o poi dovranno essere sostituiti. Tenuto conto la vita media di ognuno, si può calcolare il valore residuo di ogni bene.

VT: È un calcolo complicato?

GC: Nella nostra società, piena di prodotti da comprare, non lo è più! Ci pensa la Legge dell’offerta e della domanda a fornire l’informazione. Ad esempio, per conoscere il valore residuo di un frigo di tre anni, è sufficiente ricercare in diverse pagine web e negozi di seconda mano i prezzi di alcuni frigoriferi con le stesse caratteristiche. La media di tali prezzi, sará il valore residuo del primo.

VT: Ora ho capito!

GC: Al contrario, l’avviamento è molto più difficile da calcolare perchè intervengono molti più fattori di valutazione.

VT: Ci saranno dei parametri da cui partire…!

GC: Certo! Di solito si prende come riferimento l’utile aziendale e lo si moltiplica per un coefficiente.

VT: Mi fa un esempio?

GC: Immagini un imprenditore che possegga un ristorante che contiene 20.000,00 € di attrezzature, considerate a valore residuo. Per venderlo chiederá ovviamente questo importo più l’eventuale valore del magazzino. Questa attività, inoltre, gli produce una media di 2.500,00 € di utile lordo mensile. Per vendere il ristorante, chiederá anche una cifra per compensare la rinuncia a questo guadagno. Quanto? Le parti arriveranno ad un accordo, di solito compreso fra i dodici e i trentasei mesi di utile.

VT: Si, capisco, però… non sempre è facile determinare l’utile!

GC: Intende che è difficile perchè non sempre si dichiarano gli incassi reali?

VT: Non volevo dirlo…!

GC: In un Paese come le Canarie dove le imprese hanno tassazioni relativamente basse, gli imprenditori che occultano incassi, in cambio di vantaggi piuttosto limitati, si creano come minimo un doppio problema: poca credibilità con le banche e difficoltá di ottenere la giusta valutazione da parte di un eventuale compratore.

VT: Quindi fanno fatica a vendere?

GC: Dipende da che tipo di persona si trovano davanti: quello che si lascia incantare dalle chiacchiere e dalle illusioni, comprerá lo stesso ritrovandosi poi, pochi mesi dopo, a rimettere in vendita il ristorante; quello prudente, che studia il mercato, analizza i fatti e quasi sempre si affida a professionisti affinchè lo aiutino a scegliere con freddezza e cognizione di causa, probabilmente comprerá un’attività che realmente potrà dargli da vivere.

Giovanni Comoli

giovanni@comoliconsulting.com

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